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Gasperini: "Non vincere sarebbe una grande delusione"

25.05.2019 13:45 di Redazione TuttoAtalanta.com    per tuttoatalanta.com   articolo letto 182 volte
Fonte: Andrea Losapio, inviato a Zingonia (BG)
Gasperini: "Non vincere sarebbe una grande delusione"
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Di seguito il Live 

13.20 - Alle 13.30 è prevista la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini, mister dell'Atalanta, in vista della sfida decisiva per la Champions League contro il Sassuolo di domani sera ore 20.30

13:33 - Inizia la conferenza stampa.

Sull'essere padroni del proprio destino. "Domani, anche se abbiamo un avversario da superare, è evidente che una nostra vittoria metterà il punto a questa stagione esaltante. Bisogna farla, dipendiamo da noi, non abbiamo bisogno di ascoltare gli altri campi. Paradossalmente potremmo anche arrivare terzi, renderebbe ancora migliore la stagione. Quasi impossibile arrivare quarti. Sarebbe ancora più straordinario".

Dopo otto partite eravate in zona retrocessione. "Se perdevi a Verona... non è solo il girone di ritorno, sono undici giornate del girone di andata. A gennaio eravamo in corsa su tutti i fronti, quindi è stata una grande continuità di risultati e di prestazioni. Tanti punti, ci è stato attribuito di essere piacevoli. Ma sono i punti a essere importanti. Due anni fa ne abbiamo fatti di più, però quest'anno abbiamo battuto spesso le squadre più forti, è una cavalcata perché partivamo da dietro. Questi ragazzi sono stati straordinari, vorrei che venissero girati i complimenti fatti a me. Per continuità. E poi 100 gol in stagione... è una squadra che ha qualità".

Sul giocare in casa, ma fuori. "Questo fa parte della follia della stagione, siamo passati sopra a tanti alibi e situazioni. È indubbiamente un'anomalia, avrei preferito a Bergamo, in una giornata così. C'è anche dietro la costruzione di uno stadio, un altro traguardo fantastico di questa società. Ha già iniziato e sta venendo su velocemente. È la casa dell'Atalanta, in funzione di questo si accettano dei disagi".

Sul comunque vada sarà un successo. "Anche la Coppa Italia c'è rimasta qui. Non mi va bene come frase, a questo punto. L'Atalanta poi sarà per il terzo anno di fila in Europa, i numeri, va bene. Non arrivarci sarebbe una grande delusione".

Sulle emozioni della vigilia. "C'è un po' di tensione, positiva, perché siamo vicini al traguardo. Il nostro obiettivo massimo, prima, era l'Europa League. Non pensavamo di arrivare in Champions a una giornata dalla fine. A ottobre, quando mi è stato chiesto cosa firmare, ho risposto "io voglio giocarmela". Il titolo poi è stato "Voglio la Champions", un po' diverso. Nonostante sia oltre, c'è un po' di attesa per domani".

Sui tifosi. "L'altro aspetto straordinario è al gente. Abbiamo iniziato a luglio, a Reggio Emilia, con migliaia di persone, che fa capire quanto l'Europa contasse. Paradossalmente arrivo a pensare che essere andati fuori a Copenaghen sia stata una fortuna. Non saremmo riusciti a tirare fuori una stagione così. Per quanto fece male, perché avevamo lavorato una stagione per agganciare l'Europa, forse è stata una pietra da cui è nata. Non saremmo riusciti a mantenere questo ritmo in campionato, in Coppa Italia, in Europa League... Sono pesanti tre partite. Ora siamo in trance agonistica da settimana. Siamo sui nervi. Non abbiamo avuto particolari infortuni".

Sulla capacità di reggere da luglio a maggio. "I ragazzi sono dei professionisti esemplari, abbiamo oramai raggiunto un metodo di lavoro che non è poi così straziante. Sarei veramente mortificato se loro pensassero in questo modo. L'avevamo già avuto l'anno scorso, quando abbiamo giocato l'Europa. Quando giochi più partite qualche infortunio scappa. Quando perdi i giocatori diventa un po' più complicato".

Sulla capacità di divertirsi giocando. "Questo per me è basilare, se non ti diverti non lo fai con la stessa partecipazione. Ritorno tutti i complimenti ai ragazzi, per come si allenano e per come stanno insieme. Quante partite siamo andati in svantaggio e anche vincere? È un aspetto su cui siamo cresciuti. Noi non abbiamo le pressioni del raggiungere il traguardo".

Sulle vittorie contro le grandi. "È il nostro modo di stare in campo, lo abbiamo confermato, in fase offensiva e difensiva. Sono venute fuori anche capacità di scambiare i ruoli. Abbiamo trovato delle certezze, cambiando il ruolo di qualcuno. Sicuramente il comune denominatore è che abbiamo sempre cercato di fare gol. Di solito vince chi ha la miglior difesa. Di solito c'è anche un buon attacco. Se ti difendi bene spesso non perdi. Quando non abbiamo segnato non ci sono stati i risultati, con l'Empoli, con il Chievo... C'è ancora una partita. Per vincere dobbiamo fare gol, non c'è nessuno in questo campionato che gioca sotto attenzione, soprattutto abbiamo notato che abbiamo acquisito più credibilità, ci sono state partite con attenzione maggiore. Domani è nuovamente una di queste giornate, ed è molto bello che un campionato che finisce con questa incertezza. Sentiamo da settimane gli occhi dei gufi, non è difficile solo la nostra".

Sull'arrivare in Champions League. "C'è stato un crescendo di risultati e spostiamo gli obiettivi. Ho messo un freno alle varie prove, dove probabilmente ho perso un po' di tempo. Siamo andati avanti bene, abbiamo sempre avuto tutta la squadra con pochissime defezioni, un merito e una fortuna. La media punti è alta, non è frutto di momenti più alti o più bassi, è sempre stata costante. La squadra ha la sua forza, poi ci sono stati dei momenti... l'obiettivo era di entrare in Europa, a un certo punto abbiamo fatto un passo falso con il Milan, è stata una partita non fortunatissima. Con il Torino meno perché c'era la semifinale con la Fiorentina, eravamo con la testa di là. È più facile tramite la Coppa Italia che con il campionato".

Sull'andata. "Il Sassuolo è una buona squadra, ha fatto un grande girone di andata, era agganciata al treno dell'Europa. Questa è una società che, prima di noi, è entrata in Coppa. L'anno successivo ha avuto difficoltà, è un club sano, è un bell'esempio. A maggior ragione questa è una partita dove dovremo essere nella migliore delle condizioni per vincere questa partita".

Sul momento in cui ha iniziato a crederci. "Tra Europa League e Champions sono sempre ballati pochi punti. Roma, Milan, Fiorentina, per tante settimane siamo stati lì. La vittoria con il Napoli è stata decisiva, perché avevamo pareggiato con l'Empoli una partita incredibile. Quella ci ha dato nuovamente l'idea di poter arrivare in Champions. Il vantaggio era di un punto o due. Ora abbiamo la garanzia di essere in Europa League, fino a domenica scorsa non c'era nemmeno quello. Volevamo stare dentro a qualcosa".

Sull'arrivare in Champions. "Vediamo domani, è chiaro che gli Scudetti li vince una squadra. Questa cosa del vincere è l'unica cosa che conta va rapportata a quelli che sono gli obiettivi di ognuno, quando vinci con te stesso, riesci a superare il limite, è la vittoria. Uno vince lo Scudetto e tutti gli altri si ammazzano. Direi di spostarlo per tutti, ognuno nella vita ha dei limiti, superare è certamente una vittoria. Sennò lo sport non serve a niente, vince uno solo e gli altri smettono di fare sport".

13.57 - Finisce la conferenza stampa


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