Roma, Mancini: "La banda del sesto posto? Etichetta vostra. Gasperini lo merita"
È terminata la sfida fra l'Hellas Verona e la Roma allo stadio Bentegodi. Fra le fila dei giocatori giallorossi interverrà a breve in conferenza stampa Gianluca Mancini.
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Ore 23.28 inizia la conferenza stampa.
La "banda del sesto posto" diventa terza. Quali sono le emozioni? Sembrava una rimonta insperata
"Per voi, sembrava difficile, ma è giusto così, si guardano solo i risultati, ma all'interno di un gruppo il nostro pensiero era diverso dal vostro. Ci abbiamo sempre creduto, sapevamo che dovevamo vincerle tutte, lavorando in silenzio, sapevamo che qualcuno poteva inciampare, è successo. Stagione super importante. Questa etichetta l'abbiamo sentita, ma non ce la siamo presa, diciamo. Quelli sono discorsi che ognuno è libero di fare. Noi con il lavoro abbiamo abbiamo vinto la Conference, con semifinali e finali di Europa League, l'anno scorso siamo arrivati ad un punto dalla Champions. Quest'anno ci siamo meritati la qualificazione".
Dediche? Il momento chiave della cavalcata?
"La dedico a mia moglie, alle mie bambine, che mi vedoon soffrire e gioire, vedono tutto il Manncio che non vedete voi a casa, con alti e bassi. Dedico anche a mio padre che da una settimana e mezza che è in ospedale, non stava bene, anche se ora sta un po' meglio, non so se ha visto la partita, lo vado a chiamare. Non ho mai visto un gruppo così a livello di allenamenti e intensità. Uno dei momenti di svolta è che quando perdevamo le partite non ci siamo mai arresi. Anche dopo 2-3 sconfitte di fila. Chiaro che la svolta e la partita più bella ed emozionale è stata quella di Parma. Sul 2-1 del Parma ho pensato: 'Non la perdiamo, la andiamo a vincere'. Non avevamo mai recuperato una partita così e sapevo che toccava a noi".
Sull'importanza di Gasperini: cosa vi ha dato?
"L'ho conosco da tanto tempo. Ero giovane, l'ho lasciato che avevo fatto una finale di Coppa Italia e un terzo posto con lui all'Atalanta, poi venni a Roma e quando è arrivato lui ho visto un uomo diverso, più maturo, forte dell'esperienza fatta. Dal primo giorno ci ha trasmesso le sue idee. Ha questa capacità di farti credere a cose che non consideravi possibili. Poi è sempre chiaro con tutti. Non si nasconde dietro un dito. Lo ha dimostrato sempre. Arrivare il primo anno, vincere due derby, arrivare terzo, se lo merita tanto".
I momenti difficili?
"Abbiamo preso batoste forti come con il 3-3 con la Juve, sembrava ribaltato il mondo. Anche lì però nonostante stessimo male pensavamo che continuando così qualcosa sarebbe potuto succedere. Avendo tante squadre in corsa per la Champions ci sta che qualcuna potesse lasciare punti. Siamo stati bravi a fare un filotto".
Ore 23.34 finisce la conferenza stampa
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