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Milan, due gare e poi il futuro. Ma per Gattuso l’anno non è fallimentare

19.05.2019 08:15 di Antonio Vitiello    articolo letto 7309 volte
Milan, due gare e poi il futuro. Ma per Gattuso l’anno non è fallimentare
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
“Non siamo padroni del nostro destino, ma siamo padroni del nostro orgoglio”. Gennaro Gattuso oggi contro il Frosinone si gioca tutto, davanti a 60 mila spettatori che arriveranno allo stadio per incitare e salutare la squadra. Ma la Champions League dipende non solo dal risultato contro i ciociari, e dalla trasferta di Ferrara, bensì dai risultati dell’Atalanta. E sul tema dell’impegno che la Juve metterà in campo contro i bergamaschi, Gattuso ha risposto così: “Sono calcoli che non faccio, penso solo a vincere contro il Frosinone mettendo la squadra migliore. Io credo alla buona fede e in questi anni si tocca con mano che tutte le squadre ci mettono impegno e correttezza, anche nelle ultime giornate".

Ma è un Gattuso che ha tenuto a precisare che la stagione del Milan non è stata fallimentare, a parer suo, anche se dovesse chiudersi con un quinto posto in campionato: “Già ora non è un fallimento per me, poi siete liberi di scrivere quello che volete tanto vi siete già fatti i film in testa. Per me non sarebbe un fallimento, non perché voglio meriti personali, ma perché sarebbe scorretto. Poi guardando in casa altrove, Roma e Lazio che dovrebbero dire? Certo, c'è rammarico perché per due mesi siamo stati quarti da soli, col destino in mano, ma non è un fallimento. Concentriamoci sul nostro, diamo il massimo e cerchiamo di fare più punti possibili. Poi vedremo".

Altri 180 minuti sui campi da gioco e poi si penserà al futuro, con decisioni che potrebbero essere drastiche se il Milan non dovesse qualificarsi alla Champions: “In questo momento abbiamo messo da parte le chiacchiere e stiamo pensando solo all'obiettivo. Ci sarà tempo per parlare con la società, ora testa al campo. Con Leonardo non c'è nessun problema, li avevo da giocatore ma non ora. Da quando è arrivato in dirigenza non c'è mai stato niente, a livello umano c'è grande correttezza e rispetto. Punto e basta".

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