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I fatti del 2019 - Defiscalizzazione in Serie C: salta prima di ritornoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 01 gennaio 2020 23:00Serie A
di Claudia Marrone

I fatti del 2019 - Defiscalizzazione in Serie C: salta prima di ritorno

Dopo l'annus horribilis che coincide con la scorsa stagione, la 2018-2019, la Serie C, per evitare i disastri visti fino all’anno passato, apice del tutto, ha iniziato un nuovo corso, fatto di nuove normative decisamente molto più aspre. A cominciare dai parametri per l’iscrizione.

Perché veder sparire due squadre a campionato in corso, con altre in bilico fino all’ultimo, non è stato un bello spot per la terza serie professionistica italiana, e il presidente Francesco Ghirelli è intervenuto.
“Con la nuova stagione, abbiamo operato su un percorso di rafforzamento e credibilità del sistema, costruito su nuove e più rigide regole: c’è una black list, chi non ottempera ai pagamenti dopo due trimestri è fuori così come chi non si presenta per due gare, e c’è una diversa sostenibilità economica. Mi voglio concentrare soprattutto su queste cose: siamo soddisfatti, ma non appagati, perché qualcosa in più si può sempre fare. Nonostante poi i numeri ci sorridano. Con la nuova regola sui giovani abbiamo smesso di valorizzare situazioni che ci facevano galleggiare e basta, adesso formiamo di più nelle nostre squadre, e questo è stato un primo passo per rendere più accogliente la proprio casa. Così come gli ammodernamenti negli stadi, che hanno visto maggiori presenze, esattamente come si sono registrati più abbonanti alle tv. Ora dobbiamo sviluppare nuovi progetti economici, con 60 squadre non può esserci una sola fonte di risorse, dobbiamo operare anche su altre, come a esempio quelle europee”, queste le sue parole, rilasciate in una recente intervista a TMW.

Ma tra tutto questo positivo, ecco la nota storta, quelle delle risorse da cercare. Perché la Serie C, pur essendo la categoria dei comuni e delle tante iniziative sociali, quella che davvero fa da collante a un paese sfasciato anche sportivamente dove il ragionamento di sistema calcio è poco preso in considerazione, è ancora snobbata dai piani alti, non solo del calcio. Il rapporto costi-ricavi, in C, è penalizzante per i club, che vanno spesso in rimessa, e proprio in virtù di ciò, dopo le nuove agevolazioni per il calcio femminile e altri sport, Ghirelli ha chiesto al Governo italiano una defiscalizzazione per i club della sua lega, in modo che una parte della pressione fiscale possa essere investita nelle società per le infrastrutture, la formazione e dell'educazione.
Appoggiato dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, che intorno alla metà di dicembre, come riferito dall’ANSA, si è così espresso: “Pur non entrando nel merito del processo decisionale della manovra in discussione in Parlamento, ritengo che le richieste avanzate dalla Lega Pro, nella persona del suo Presidente Francesco Ghirelli, siano di buon senso e non più procrastinabili. Auspico che il Governo intervenga quanto prima per riconoscere alla terza serie lo status del semiprofessionismo, con sgravi fiscali e crediti d'imposta adeguati al ruolo sociale svolto dai Club di Serie C, che è funzionale allo sviluppo del Paese, non solo del calcio. Sono proposte sostenibili avanzate già ai tempi della mia presidenza e che oggi tornano ad essere di stretta attualità".

Lo Stato italiano è stato però sordo alla richiesta, tanto da obbligare la Serie C a indirre uno sciopero: nessuno scenderà in campo per l’ultima gara del 2019, prima di ritorno, se non saranno presi provvedimenti in merito.
Nessun ricatto, come qualcuno ha tentato di definirlo, ma una presa di posizione per sensibilizzare sul tema: che il Governo ha infatti iniziato a discutere, senza però dare le risposte nei giusti tempi, in quelli che avrebbero scongiurato lo stop al campionato. Che riprenderà nel weekend 11-12 gennaio 2019.
Perché non sempre basta la volontà, alle volte servono fatti più immediati.
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