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VISTO DA EST – NUMERO 52: I FANTASTICI 2550 , LA GIORNATA NERA E QUELLA AZZURRA...OPS GIALLOROSSA!

24.01.2018 07:00 di Antonio De Ianni    per tuttobenevento.it   articolo letto 555 volte

La settimana che precede la prima, storica apparizione del Benevento nel mitico e vetusto Dall'Ara di Bologna si consuma grosso modo così: i soliti impegni di lavoro e familiari, il virus influenzale che fa capolino dentro casa colpendo a raffica e poi il tam tam degli amici via waths app con la conta dei biglietti venduti, un crescendo travolgente, un'onda di entusiasmo da brividi, fino al sold out che,  nella mattinata del venerdì, sancisce l'ennesimo, fantastico, folle atto d'amore del popolo giallorosso per quella maglia. Roba che dovrebbe zittire chi osa ancora mettere in dubbio numeri e passione di questa tifoseria, aprire gli occhi di chi governa questa nave, chiarendo una volta per tutte che l'unico vero patrimonio del Benevento Calcio non sta né nel suo amorfo parco giocatori né nei bilanci societari, ma nel cuore, nell'animo, nella passione pulita e orgogliosa di questi tifosi. 2550, a 700 chilometri di distanza, con la miseria di 7 punti e una retrocessione che oscilla tra il 90 e il 95% di possibilità di concretizzarsi nel giro di un paio di mesi, ad andar bene. Eppure ora sono qui, mi guardo e riguardo questo fantastico video arrivatomi sul telefonino, poco più di un minuto da brividi, una enorme macchia giallorossa nello stadio bolognese, il sottofondo di un “Alè Stregone alè, siamo sempre con te” che è una enorme serenata di massa all'amore della vita, cantato davanti agli occhi un po' sorpresi della tribuna felsinea, gente abituata da anni alla serie A, che pure si alza in piedi a fotografare questi pazzi che tifano questa piccola e sconosciuta squadra del Sud, desolatamente ultimissima in classifica. Loro vincono sempre, loro hanno vinto anche oggi, loro che ci sono rimasti male quando, dall'unica bocca da cui non dovevano uscire, in una diretta telefonica trasmessa via etere, sono uscite parole così; “E facile essere in duemila a Torino in casa della Juventus...”. Già, dopo 11 sconfitte di fila è uno scherzetto salire fino alla capitale sabauda, con la salvezza ad 8 punti e tre squadre di mezzo la passeggiata a Bologna è tutta salute, forse per qualcuno un atto dovuto, quasi un cartellino da timbrare per 2550 impiegati del tifo.

2550, cioè il 4% dei 60mila abitanti di Benevento città. Per chi ancora si ostina a non voler capire è come se, fatte le proporzioni numeriche, il Bari ne portasse in trasferta 12mila, il Napoli 36mila, il Milan 50mila...numeri semplicemente mostruosi. Stavolta inutile parlare della partita, inutile parlare del Benevento tornato ad essere il fuscello che alla prima avversità cola a picco, inutile parlare dei balletti di Belec sulla linea di porta all'insegna dell'esco-non esco, inutile parlare degli acquisti suggeriti da un misterioso “osservatorio” (!) perennemente puntato sulla Turchia e di “funzionari” mandati in giro per il mondo dalla identità più segreta degli 007 al servizio di Sua Maestà. Inutile prendersela per una sconfitta maturata già il martedì precedente nell'aula della Procura Antidoping, inutile maledire la tragica fatalità che ci priva del nostro capitano, del nostro pilastro tecnico e psicologico. Una tragica fatalità che casualmente avviene a Benevento e non altrove, non ad esempio al Chievo, all'Udinese, al Sassuolo, giusto per citare tre società e tre modelli organizzativi a caso, che la scorsa estate però ho sentito evocare tanto e purtroppo a sproposito.

Davanti allo spettacolo di Bologna non vale la pena perdere tempo con queste tristi amenità, i protagonisti sono i tifosi, loro e solo loro. Protagonisti sono i 10mila del Vigorito, sul cui numero sento ancora gettare discredito e ironie, proprio da chi dovrebbe lanciare messaggi opposti. Eppure i famosi 10mila del Vigorito sono un sesto della popolazione del capoluogo, come se a Bari fossero in 50mila ad ogni partita, a Napoli in 150mila, a Milano in 215mila. Per dirla in parole povere, ma che cosa si vuole di più da questa gente? Cosa si vuole dopo una campagna abbonamenti che nei contenuti e nell'organizzazione è stata capace di assestare un colpo quasi mortale all'entusiasmo di una piazza reduce da due promozioni consecutive, un “miracolo” ai limite dell'impossibile? Cosa si vuole se queste decisioni vengono puntualmente delegate, per motivi insondabili, alla solita “eminenza grigia” della società (sarebbe meglio dire biancoverde...), l'unica a resistere misteriosamente all'ecatombe di qualsivoglia figura dirigenziale che si ponga tra il presidente e la squadra? Cosa si vuole se questa eminenza grigia (o biancoverde), che porta il nome di un re borbone e che in questi 12 anni probabilmente non ha mai fatto una passeggiata per il Corso Garibaldi (ammesso che sappia che a Benevento c'è il Corso Garibaldi) si inventa che un abbonato per fare il ridotto al figlio deve presentarsi al botteghino con il certificato di stato di famiglia rilasciato dal Comune? Cosa si vuole dal pubblico beneventano se la stessa eminenza grigia (o biancoverde) con tempismo da Oscar cinematografico, a due ore dalla chiusura della più entusiasmante prevendita della storia del Benevento regala, agli stessi tifosi, la Giornata Giallorossa col Napoli, con prezzi ritoccati verso l'altro e soli quattro giorni, peraltro tutti lavorativi, di prevendita per gli abbonati?

Ma questa eminenza grigia (o biancoverde) lo sa che il presidente ha chiamato tutti a raccolta perchè siamo nel momento decisivo del campionato, quello in cui ci giochiamo quel poco di speranza rimasta? Lo sa che all'andata a Napoli in uno stadio da 60mila posti hanno rifiutato di dare un solo biglietto oltre i mille da rinchiudere in quella indecente gabbia per polli che è il settore ospiti? Lo sa che i tifosi del Benevento verranno da due dispendiose trasferte consecutive? Lo sa che questo è il momento più sballato per una iniziativa del genere a fronte di una compattezza dell'ambiente da mantenere a tutti i costi per tentare l'impossibile? Lo sa l'eminenza grigia (o biancoverde) che i soldi dell'incasso di una Giornata Giallorossa che presumibilmente si trasformerà in realtà in una Giornata Azzurra sono briciole rispetto a quelli che voleranno via con la retrocessione in B? Ma questa eminenza grigia (o biancoverde) lo sa che a Bologna sono andati in 2550 ( e forse anche di più), roba che in serie A non si è mai vista per una squadra ultima in classifica? Ma sullo smartphone dell'eminenza grigia (o biancoverde), quel minuto abbondante di video dei tifosi giallorossi a Bologna non è arrivato? Già dimenticavo, se anche arrivasse il nostro Ferdinando, magari pure infastidito, probabilmente non esiterebbe un attimo a cancellarlo e, se proprio per errore gli capitasse di vederne qualche attimo, magari la reazione sarebbe un bel comunicato da diffondere rigorosamente in tarda serata, proprio come fanno da sempre (!) gli uffici marketing del Chievo, del Sassuolo e dell'Udinese e chissà, inventarsi un ticket speciale da acquistare solo e rigorosamente al botteghino dello stadio con prevendita da mezzanotte alle sei del mattino, perchè dopo le abbronzature regalate in estate che diavolo, al tifoso del Benevento, a quel fesso che ancora si ostina a tifare quella squadra non sarà il caso di regalare un po' di artigianale crioterapia?

In conclusione un abbraccio ai cari amici e colleghi abbonati dei Distinti Superiori, Settore D, fila 7, che in questi giorni si sono messi diligentemente in fila per acquistare (al modico prezzo di euro 36) il biglietto per il Napoli e conservare gelosamente il loro posto allo stadio. Posto che, detto senza polemica per carità, consiste in un gradone in pietra privo di seggiolino, delimitato e numerato da un artigianale spray rosso e con, giusto all'altezza degli occhi, una bella ringhiera a rallegrare la visione delle gesta degli atleti in campo. Il tutto detto giusto per la cronaca e non per altro, sicuro che all'eminenza grigia (o biancoverde), dal nome di un re borbone, di tutto questo non freghi un bel fico secco, anzi forse anche di meno.

VISTO DA EST tornerà mercoledì prossimo 31 gennaio, come sempre FORZA BENEVENTO, a Torino per dimenticare l’assurda beffa della gara d’andata!!


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