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Costi da coprire e leggi da rispettare: il progetto Dall'Ara-Prati di Caprara è ancora a rischio

11.07.2018 10:02 di Alberto Bortolotti    per bolognanews.net   articolo letto 1012 volte

Un pub, il museo e i tedeschi di Ece disponibili. L'opinione pubblica vede il Bologna avvicinarsi alla meta dello stadio ma ogni volta che il traguardo pare prossimo c'é in realtà sempre qualcosa che strozza in gola l'urlo del "ci siamo".

In parte è l'edizione bolognese di Repubblica che rimanda alla fondamentale differenza tra progetto architettonico (in arrivo in Comune tra due settimane) ed esecutivo, atteso per la deadline di metà settembre.

E poi la limatura dei conti: le aree compensative tempererebbero, a oggi, la metà dei costi. Il 50% a carico del club di Saputo sarebbe pagato con un mutuo. Ma un problema evidenziato negli ultimi giorni riguarda la tutela forestale, regolato dalla legge di tutela apposita (il dl 227 del 2001), che definisce bosco sottoposto a tutela un'area che abbia densità forestale superiore al 20% e una serie di altri requisiti sulle dimensioni dell'area, che sono ampiamente superate ai Prati di Caprara est e ovest.

Nella legge attuativa (del 2004) c'è un cavillo a cui si è più volte appellato il Comune: ciò che nei programmi urbanistici precedenti il 1985 (entrata in vigore della legge Galasso) era classificato come zona omogenea A (edifici storici) o B (parzialmente edificato), è escluso dalla tutela forestale, anche se nel frattempo si è trasformato in bosco. I Prati Est sono esclusi dalla tutela, essendo classificati B.

Nel Piano Regolatore vigente nel 1985. l'area dei Prati Ovest era classificata C (zona di espansione). Non vi erano programmi attuativi (altro motivo di esclusione della tutela) e nella programmazione dell'epoca era destinata a verde. In pratica ciò che non è stato possibile per i Prati est è possibile per i Prati ovest: bloccare le previsioni urbanistiche del Piano Operativo Comunale (è l'attuale denominazione del vecchio piano regolatore) per rispettare la legge di tutela forestale. Se le regole sono queste, se non c'è modo di aggirarle, l'outlet non si può fare.

Possibile che il Comune non ci abbia guardato? E possibile che ai tedeschi di Ece non sia stata trasferita questa norma di tutela del verde, con il rischio che il previsto investimento vada in fumo?

Si attendono le prossime mosse. E certo sarebbe curioso che nessuno si sia accorto di una falla così macroscopica e non si sia attrezzato per bypassarla.


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