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LIVE TMW - Inzaghi: "Verdi? Non potevamo rifiutargli un sogno"

14.06.2018 12:11 di Andrea Losapio    articolo letto 21748 volte
LIVE TMW - Inzaghi: "Verdi? Non potevamo rifiutargli un sogno"
Fine della conferenza stampa di Inzaghi. Inzaghi sul centrocampista metodista. "Bisogna essere aperti, poi battezzare un modulo e andare avanti su quello. Questa squadra ha bisogno di certezze. Pulgar è un giocatore che ha fatto bene, Nagy può giocare in quel ruolo... per me è fondamentale, detta i tempi alla squadra. In ogni ruolo avremo la coppia". Fenucci sulle cessioni e reinvestire i soldi. "Quando perdiamo le partite siamo i primi a essere poco felici, vivendo settimane complicate. Non dobbiamo restituire risorse all'azionista, tutti gli investimenti necessari per lo stadio vengono utilizzati tramite altri canali, con società ad hoc. Non c'è nessuno che pianifica in maniera pubblica il modo per investire le risorse. C'è sempre da tenere presente che alle volte puoi reinvestire con stipendi minori di quelli che hai, oppure alzare la media per investire di meno". Anche Fenucci su Verdi. "C'erano altri club interessati a Simone, ma che poi avessero manifestato le proprie intenzioni in maniera chiara erano solo un paio di squadre. Farle prima o dopo... l'asta non c'era, anticipando abbiamo generato risorse e certezze per potere affrontare la campagna acquisti. Le aste possono aprirsi molto presto, indipendentemente dal valore del giocatore". Inzaghi su Verdi. "La società ha risposto, non potevamo privare un giocatore di una cosa così importante. Rimane chi vede Bologna come la propria Champions League. Io lo conosco dal Milan, non ho ancora avuto il modo di parlargli, faccio in bocca al lupo". Bigon parla dell'ingaggio di Verdi. "Sapete tutto, scrivete tutto, non devo entrare nel merito delle cifre. La trattativa è iniziata a gennaio, noi non avevamo impellenza per venderlo. Quest'estate era differente, c'erano altre squadre importanti. C'era volontà, legittima, di confrontarsi con palcoscenici più importanti. Lo ringraziamo per quello che ha dato al Bologna nelle ultime due stagioni, lui ha ringraziato per quello che abbiamo restituito. Penso sia una bella storia, romantica, per il calcio". Ritorna a parlare Inzaghi. "Alla fine del campionato sarò contento se il club sarà orgoglioso di me, così come i tifosi dei loro giocatori. Questa è il mio obiettivo. La rosa... ci mancherà qualche nazionale, che sarà al Mondiale, ma avere l'organico il prima possibile può far incominciare a lavorare bene. Il mercato è aperto ancora per molto tempo. Sono molto sereno, dovrò pensare solo al campo". Fenucci parla dei rinnovi. "Prima bisogna valutare i giocatori già in rosa, per poi cercare di migliorare. Sui diritti televisivi credo sia stato fatto un buon lavoro, c'è un mercato della pirateria che sta crescendo. Arrivare a 1,4 milioni di euro, crescendo con l'estero e, poco, su quelli domestici, credo sia un buon risultato. Crescere sui ricavi significa avere competitività nei confronti dei club esteri. Rispetto alla Premier League fatturiamo meno della metà. Lo stadio è un argomento molto complesso, ". Bigon prende la parola per parlare di calciomercato: "Devo avere la possibilità e il tempo di parlarne bene con il mister, come già detto sta ancora ragionando, ci vorrà il suo tempo per capire l'idea di calcio, oltre alla valorizzazione della rosa. I giocatori che ha già avuto hanno un vantaggio, ma poi ce ne sono molti da migliorare. La priorità è quella di prendere alcuni titolari, poi c'è tempo e modo per andare a mettere ulteriori tasselli futuribili". Sui momenti. "Io mi porto l'esperienza in tutte le partite, chissà fra qualche anno. Sono autocritico quando perdiamo, sono molto sereno, voglio arrivare alla gara senza avere tralasciato nulla. Non c'è un metodo migliore, per le finali, bisogna solo prepararsi al meglio". Sulle scelte dei calciatori. "Cercherò tutti, questa è una buona rosa, ha reso sicuramente sotto le aspettative. Quando un club cambia vuol dire che pensa di potere fare di più. Ci sono tanti giocatori che vanno bene. Siamo in sintonia, sappiamo gli obiettivi. Serve pazienza. Siamo qui, tutti ci giochiamo qualcosa di importante". Sulle arrabbiature. "In Lega Pro sono stato bravo, quest'anno ero un po' più agitato. Anche lì devo migliorare, vivo la partita come se fossi in campo. Era più facile giocare che allenare, avevi meno pensieri. Quest'anno sarò tranquillo, soprattutto quando giocherò contro mio fratello. Io e lui ci sentiamo 7-8 volte al giorno, parliamo solo di calcio e tattica, vedremo in settimana prima della partita, soprattutto su palle inattive. Dirò qualche bugia, ma mi sa che mi frega lui perché è molto furbo. Spero in un Bologna-Lazio alla prima, speriamo nella pallina incandescente. C'è solo da imparare da mio fratello. Poi troverò Ancelotti, Gattuso... saranno bei ricordi". Ancora su Destro. "In questo momento non ho ancora sentito nessuno, chi rimane qua deve pedalare. Io non lo vedo da molto tempo, al Milan era un'annata complicata ed era dura per tutti. La nostra porta non è chiusa per nessuno". Sui giovani. "Il percorso svolto in Primavera è stato importante, non posso però allenare solo i giovani. Ci vuole un po' più di pazienza da parte di tutti, sia da parte mia che da parte vostra. Cercherò di farli rendere al meglio. Ho avuto la possibilità di portare il mio staff, ha il veleno perché è passato dalla A alla Lega Pro". Sul carisma. "Ho seguito sempre allenatori che erano onesti con me. Non posso pensare che tutti fossero come me da giocatore, il miglior psicologo dei giocatori sarò io. Quelli che hanno bisogno di una parola in più, una in meno. Cercherò di essere il primo esempio". Sugli eventuali acquisti dal Venezia. "Qui abbiamo uno scouting fantastico, se mi chiedono posso dire qualcosa, ma sono qui da un giorno a un mezzo. Prima stavo pensando ad altro, ora con calma e con serenità... abbiamo le idee molto chiare, vogliamo fare bene, al meglio delle nostre possibilità. Poi ci sono squadre più forti eh". Sugli obiettivi. "Noi abbiamo un confronto quotidiano, alcuni giocatori sono dovuti andare via per esigenze economiche, chiaramente rinforzeremo la squadra. Abbiamo una base buona, ci sono dei giocatori che possono crescere molto. Poi con il direttore e la proprietà ci sentiamo tante volte al giorno. Abbiate pazienza, la squadra sarà competitiva. Altrimenti non sarei qui, io mi gioco tantissimo. Saputo ha investito molto in questi tre anni, vuole vedere risultati, al massimo delle nostre possibilità". Sui palcoscenici. "Non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno, sono stato felicissimo al Venezia, quando alleno è la mia Champions League, qualsiasi cosa faccia. Se i miei dirigenti vedono che lavoro da mattina a sera sono contenti, i miei giocatori hanno un allenatore che ti dice di lavorare, ma che è il primo a farlo. È un'occasione incredibile, cercherò di dimostrarmi all'altezza". Sulla filosofia. "Sono Inzaghista, anche se non so com'è. Potrei voler far giocare la mia squadra nella metà campo avversaria, ma poi perdo le partite... cercherò la soluzione migliore. Lo capirò solo quando avremo allestito il gruppo, abbiamo tanti giovani bravi e interessanti a cui dobbiamo dare fiducia. Non c'è sempre tempo per farlo, ma la società mi ha chiesto questo. Ho già visto qualche partita dell'anno scorso, dopo 15-20 giorni di ritiro cercherò di avere un sistema di riferimento". Su Destro. "Sono qui da un giorno e mezzo, cercherò di capire, ci incontreremo e parleremo. La nostra porta non è chiusa per nessuno. Non c'è un posto di diritto, vedremo di capire il sistema migliore. Non ne esiste uno che ti faccia vincere, altrimenti farei solo il fenomeno. In base ai giocatori che ho devo farli rendere. Sono abituati a giocare con il 4-3-3, ma possiamo fare 3-5-2 o 3-4-3 perché abbiamo esterni forti. Ora andrò in vacanza perché ho bisogno anche io di staccare, ho bisogno di 15 giorni". Sui due anni dalla Serie C alla A. "Penso che un bravo allenatore non smetta mai di imparare. Fra 10 anni spero di essere meglio di ora. Sono andato a Venezia partendo da un presupposto: per lavorare bene ho bisogno di una società seria, che creda in me. Perinetti per me era una garanzia, l'ho avuto alla Juventus, lì ho capito che mi avrebbero lasciato lavorare. Sono stati due anni fantastici, avevo anche altre possibilità ma non ho parlato nemmeno con gli altri quando mi hanno prospettato Bologna. Non ho guardato i soldi, non mi interessa niente. Mi sono sempre guadagnato la pagnotta. Quando ero al Milan non c'erano alibi, come qui del resto: devi solo pensare a giocare e fare il tuo lavoro. Penso che lo capiranno presto. Trovare di meglio rispetto al Bologna non è semplice". Sul passato da calciatore. "Sono stato vicino al Bologna quando sono andato all'Atalanta. È uno stadio che mi ha trasmesso emozioni, purtroppo per i tifosi ho giocato da un'altra parte". Sul rapporto con Tacopina e Saputo. "Tacopina era molto contento che venissi qui. Saputo mi ha trasmesso la voglia di lavorare. Noi dobbiamo andare in Europa League, io spero questo per il Bologna. Non siamo qui a vendere fumo, dobbiamo conquistare i tifosi con quello che faremo in campo. Cercherò di rendere orgogliosi i dirigenti. Questa è una società ambiziosa, non sarei tornato altrimenti: mi sono conquistato la Serie A scendendo in Lega Pro, me la sono guadagnata in due anni". Sul fuoco dentro. "Credo che sia l'unica cosa che non mi manca, ho sempre giocato per vincere, voglio sempre il massimo. Vedo Bologna come una cosa splendida che mi è successo, sotto sotto avevo la speranza di venire qui. Si può fare qualcosa di importante, ringrazio i tifosi perché sono venuti a parlarmi e ci siamo trovati in sintonia. Vogliamo solo il bene del Bologna, siamo felici se la squadra va bene. Farsi amare da tutti non sarà semplice, ma chi non crede che il Bologna sia qualcosa di magico con me non giocherà". Tocca a Inzaghi. "Mi va di ringraziare la dirigenza in primis, il presidente Saputo, Fenucci, Bigon, Di Vaio e quelli che ho conosciuto in un giorno e mezzo. Mi hanno fatto sentire a casa, ringrazio il Venezia che mi ha dato la possibilità di presentarmi nonostante sia ancora sotto contratto. La dirigenza del Bologna è stata corretta, perché mi ha aspettato fino all'ultimo giorno, ho dato tutto me stesso per il Venezia. Martedì sono venuto qui e ho trovato l'accordo su tutto, non avevo dubbi ed è quello che cercavo. Al di là degli aspetti tattici, ne ragioneremo, si parla di calcio. Io ho sempre cercato Bologna, sia da calciatore - perché la storia, quando faceva le coppe, il centro sportivo, lo stadio... a me piaceva giocare qui. Voglio rendere orgogliosa la gente di Bologna". Prende la parola Claudio Fenucci. "Inzaghi incarna i sentimenti che vuole il presidente. Chi viene a Bologna viene per giocarsi una chance importante, con l'entusiasmo e la voglia di costruire qualcosa per lui e per noi, insieme a noi, in linea con quelle che sono le aspettative del club. Abbiamo pensato che fosse la persona giusta. Abbiamo parlato nei giorni scorsi con il Venezia, tutto è andato a posto. Gli obiettivi sono sempre quelli, le neopromosse saranno più attrezzate - o meglio più preparate - e dovremo cercare di raggiungere il prima possibile i 40 punti. Siamo ambiziosi, c'è un percorso di molti anni". Alle 11 è prevista la presentazione di Filippo Inzaghi, nuovo allenatore del Bologna.

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