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La migliore stagione della carriera di Sinisa Mihajlovic

21.05.2019 15:30 di Simone Bernabei    articolo letto 12917 volte
La migliore stagione della carriera di Sinisa Mihajlovic
© foto di Federico De Luca
Uno dei protagonisti di giornata è senza ombra di dubbio Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo infatti nella serata di ieri ha festeggiato la salvezza del suo Bologna dopo una cavalcata iniziata alla 22esima giornata contro l'Inter. All'epoca la permanenza in Serie A dei rossoblù sembrava quasi impossibile, visto andamento e atteggiamento della squadra. Ma 4 mesi dopo tutto è cambiato e il suo Bologna ha trovato la salvezza addirittura con una giornata d'anticipo rispetto alla fine del campionato. E dati alla mano, quella ancora in corso è probabilmente la miglior stagione da allenatore del tecnico di Vukovar.

Gli inizi all'Inter e la prima da titolare a Bologna - Dal 2006 al 2008 Mihajlovic è stato secondo di Roberto Mancini all'Inter, mentre la prima esperienza da primo violino è arrivata a novembre 2008, quando il Bologna lo chiamò per sostituire l'esonerato Arrigoni. Sulla panchina del Dall'Ara Mihajlovic resterà 22 giornate portando in dote soli 20 punti, cifra che non gli eviterà l'esonero il 14 aprile del 2009.

La proficua esperienza catanese - Nel dicembre 2009 viene chiamato dal Catania per sostituire Atzori e la scelta del club etneo si rivelerà decisamente azzeccata: col Catania infatti Mihajlovic conquisterà 36 punti in 23 partite (vincendo anche con Juventus e Inter) e porterà la squadra dal terzultimo posto al 13esimo, realizzando allo stesso tempo il record di punti (fino a quel momento) in Serie A.

Il biennio fiorentino - "Sinisa sì, portaci in Champions League", cantavano i tifosi della Fiorentina il giorno del suo sbarco in riva all'Arno. La prima stagione però non andò come previsto, con la Viola che chiuse al non posto. Andò peggio l'anno seguente, il 2011/2012, quando la società decise di esonerarlo alla 10^ giornata dopo 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte.

La rinascita sampdoriana - Dopo una breve esperienza da ct della Serbia conclusasi con la mancata qualificazione ai Mondiali del 2014, Mihajlovic passa alla Sampdoria. E' il 20 novembre del 2013 e alla fine della stagione la sua squadra finirà 12esima, lasciando comunque intravedere gioco e idee interessanti. E infatti la stagione successiva la Samp centra la settima posizione, dopo essere stata a lungo in lotta per un piazzamento Champions, e Mihajlovic vince il premio di Allenatore dell'anno.

La grande occasione - Nel giugno 2015 ecco la chiamata del Milan. Non proprio la squadra di Sacchi, ma comunque una grande vetrina per l'ambizioso tecnico serbo. Che inizia bene, salvo poi rallentare a campionato in corso fino all'esonero del 12 aprile 2016 in favore di Cristian Brocchi.

Il rilancio a Torino - Dopo poche settimane ecco la chiamata di Urbano Cairo che gli affida il suo Torino: il girone d'andata del 2016/2017 è di livello altissimo, col Toro che firma il record di punti in un girone. Poi alcune prestazioni non all'altezza nel ritorno pregiudicano il cammino europeo dei granata e la squadra finirà al non posto in classifica. La stagione successiva inizia con i soliti alti e bassi, fino alla sconfitta nel derby di Coppa Italia con la Juve che gli costa la panchina.

La farsa Sporting e la salvezza col Bologna - La scorsa estate viene chiamato a sorpresa dallo Sporting Lisbona, ma la sua esperienza lusitana dura solo 9 giorni complice il terremoto che stravolge il club di Lisbona. E si arriva al 28 gennaio, giorno del suo annuncio al Bologna. "Io alla salvezza di questa squadra ci credo, altrimenti non sarei qua", aveva detto in sede di presentazione. E dopo 4 mesi e 27 punti conquistati i risultati non possono far altro che dargli ragione.

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