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Doppi ex Atalanta-Cagliari, tante le storie parallele

03.11.2011 19:17 di Nicola Adamu    per tuttocagliari.net   articolo letto 2065 volte
Sandro Tovalieri, all'Atalanta nel 1995/96
Sandro Tovalieri, all'Atalanta nel 1995/96
© foto di Andrea Pasquinucci

Prosegue la rassegna dei doppi ex tra il Cagliari e l'avversario di turno, in questo caso l'Atalanta.

PORTIERI - Il primo doppio ex tra gli estremi difensori si chiama Pietro Pianta: classe 1940, a metà dei Sessanta sarà il rivale di Mattrel e Reginato tra i pali rossoblu, all'Atalanta giocò tra il 1971 e il 1973. Negli anni Ottanta sarebbe stata la volta di Nello Malizia, una stagione da titolare a Cagliari (1982/83), quattro da riserva a Bergamo tra il 1984 e il 1988. Molto più recente la militanza in rossoblu del terzo della lista: Ivan Pelizzoli è stato il vice di Agazzi nella scorsa stagione, ma esordì in A e si lanciò come prospetto interessantissimo per il ruolo nell'Atalanta di inizio secolo.

DIFENSORI - L'oriundo argentino Miguel Angel Longo può, a ragione, definirsi uno dei migliori stranieri nella storia del Cagliari con le sue 242 presenze in rossoblu; sfortuna volle che passò all'Atalanta retrocessa in B e protagonista di un campionato in sordina proprio nell'anno in cui i suoi ex compagni avrebbero vinto l'unico scudetto nella storia degli isolani. Suo erede nel ruolo di libero fu il giovanissimo Giovanni Vavassori, che diventerà una bandiera bergamasca dopo una lunga parentesi con la maglia del Napoli e chiuderà la propria carriera ad alti livelli nel Cagliari rimasto orfano di Mario Brugnera. Sfortunatissimo Amedeo Baldizzone: il Cagliari lo prelevò ventunenne dall'Atalanta dopo un campionato da titolare in B: dopo nove presenze in rossoblu rimediò un gravissimo infortunio al ginocchio in seguito al quale non poté più scendere in campo e dovette interrompere la propria carriera agonistica ad appena 25 anni. Due dei protagonisti del Cagliari promosso in A con Ranieri nel 1989/90 andranno a braccetto nell'estate del 1991 verso Bergamo: Mauro Valentini e Carlo Cornacchia avrebbero avuto sorti diverse in nerazzurro, con il primo che durerà ben cinque stagioni mentre il secondo appena una prima di trasferirsi a Napoli. Centrocampista a Cagliari ma difensore a Bergamo Josè Oscar Herrera, uruguagio che lasciò un ottimo ricordo in Sardegna con 148 presenze e 13 reti mentre in Lombardia mise insieme 41 gettoni e due segnature. Percorso inverso in termini di ruolo per Francesco Zanoncelli, appena quattro presenze nella Dea ma due campionati da titolare con promozione in A e salvezza a Cagliari. Nell'affare che portò a Cagliari Canini, il sodalizio cagliaritano sacrificò il difensore-bomber Simone Loria, attualmente a Bologna: con entrambe le squadre avrebbe centrato la promozione in A. Se Loria fu pedina di scambio per l'attuale centrale rossoblu, suo compagno e concorrente per il ruolo è stato Paolo Bianco, in Sardegna dal 2006 al 2009, all'Atalanta nel 2009/2010.

CENTROCAMPISTI - Tra il 1948 e il 1956 giocherà a più riprese nell'Atalanta un giovane centrocampista di nome Giancarlo Cadé, in seguito allenatore di buone qualità: vestirà il rossoblu in 7 occasioni nel 1954-55. Nei primi anni Sessanta maturava tra gli orobici una delle migliori ali destre dei suoi tempi: Angelo Domenghini, determinante nello scudetto rossoblu del 1970. Un altro tornante cresciuto tra le fila nerazzurre e trasferitosi in seguito a Cagliari - per una sola stagione, 1974/75 - è Adriano Novellini, stabilitosi poi in Sardegna dove avrebbe prima militato nell'Iglesias e nel Carbonia e poi avrebbe intrapreso la strada del commercio nel ramo caldaie. Come compagno di squadra, Novellini ebbe il mediano Sandro Tiberi che mise insieme 11 presenze nel Cagliari 1966/67 e 47 nelle successive due stagioni nelle fila della Dea, mentre, per proseguire il filone dei tornanti, è il turno di un altro campione d'Italia 1970, Corrado Nastasio, che a Cagliari pagò cara l'ingombrante presenza del già citato Domingo: arrivò in rossoblu in uno scambio con Longo, di cui si è parlato nel paragrafo dedicato ai difensori. Nei primi Settanta vestì il nerazzurro Ottavio Bianchi, quotato mediano ex Brescia e Napoli che, dopo una parentesi al Milan, disputerà a Cagliari la stagione 1974/75. Già citato nella scorsa puntata contro la Lazio, Roberto Tavola è ex anche dell'Atalanta: la Juve lo prese a 22 anni dopo già quattro da titolare nel capoluogo di provincia lombardo, non esplose secondo le attese e nel 1980-81 visse una tappa interlocutoria nel prestito di Cagliari. Dopo tre buone stagioni in Sardegna, nel 1982 l'Atalanta acquistò il mediano Carlo Osellame: appena sei presenze e cessione al Modena nel calciomercato invernale di quello stesso campionato. Nei nerazzurri ha mosso i primi passi in A Tiziano De Patre: conoscerà il punto più alto della propria carriera a Cagliari, quando segnerà ben tredici gol in ottantacinque presenze sotto la guida Ventura. Annata 1993/94: Luciano De Paola, già citato nella precedente puntata, passò dalla Lazio all'Atalanta nel mercato invernale: quattro anni prima era anche lui tra i protagonisti della scalata in A del Cagliari. Ma sono addirittura quattro ad avere questa peculiarità: oltre al mediano calabrese e ai suddetti Valentini e Cornacchia c'è anche Massimiliano Cappioli, tornante rossoblu dal 1988 al 1993 che però in nerazzurro troverà spazio solamente in undici occasioni (senza reti) nel 1997/98. Proprio in quegli anni si segnalava nel Cagliari il mediano Daniele Berretta, che andò bene sia nelle quattro stagioni di Cagliari che nelle tre atalantine. Suo compagno di squadra era Alex Pinardi, 100 gare e 15 marcature nella squadra che l'ha cresciuto, sette senza reti nell'autunno 2010 a Cagliari prima di venire ceduto al Novara. Pinardi, a sua volta, avrebbe condiviso sia l'esperienza bergamasca che quella in terra sarda con Andrea Lazzari, anch'egli talentuoso mancino autore di pregevoli giocate e segnature in rossoblu ma che pagò la propria discontinuità non riuscendo ad emergere nella squadra che lo lanciò nel grande calcio. Citazione anche per l'esterno Antonino D'Agostino, macinatore di fascia e onesto comprimario a metà del primo decennio del ventunesimo secolo con entrambe le maglie. Uno dei simboli della recente storia rossoblu, Nelson Abeijon, vestì anche la casacca nerazzurra nel 2006/2007 mettendo però insieme appena cinque presenze.

ATTACCANTI - Da Bergamo arrivò il primo europeo nella storia del Cagliari in A: Gerry Hitchens, passato anche per Inter e Torino, titolare indiscusso nell'Atalanta, in Sardegna fu riserva di lusso di Riva e Boninsegna. Nel 1973/74 il miglior marcatore degli orobici tra Coppa e campionato di B - con appena 6 gol! - fu Emanuele Gattelli, che poi lasciò il segno nelle sue tre stagioni cagliaritane contribuendo a una promozione nel 1978/79 e alle successive due salvezze nella massima serie; come già accaduto a Novellini, avrebbe concluso la carriera in squadre minori sarde (Sant'Elena Quartu e Nuorese) per poi stabilirsi nell'Isola. Nel 1989/90 il Torino presterà all'Atalanta il brevilineo centravanti Giorgio Bresciani, che totalizzerà 18 gare e 4 gol; tenterà l'avventura cagliaritana nel 1992/93 ma l'incompatibilità con il tecnico Mazzone porterà ad una sua cessione già al mercato invernale dopo appena quattro spezzoni di partita. Uno dei maggiori talenti provenienti dalle giovanili orobiche - purtroppo rimasto relativamente inespresso - degli ultimi vent'anni è Domenico Morfeo: 100 gare e 27 gol a Bergamo, annichilito dalla gestione Ulivieri si esprimerà poco e male a Cagliari (5 presenze e 1 gol) nella stagione 1999/2000; ceduto al Verona in quella stessa annata, contribuirà in modo decisivo alla salvezza degli scaligeri allora guidati da Prandelli. Giampaolo Saurini, altro giocatore citato nella puntata precedente, giocò anche a Bergamo: tra il 1993 e il 1995, 37 gare e 12 gol per lui. Sandro Tovalieri vestirà entrambe le maglie in due stagioni successive, Atalanta 1995/96 e Cagliari 1996/97: nel mezzo, una parentesi alla Reggiana. Soprannominato "Il Cobra", mentre a Bergamo pagò l'exploit della coppia di giovanissimi Vieri-Morfeo, a Cagliari i suoi gol per poco non condussero alla salvezza la squadra di Mazzone, che perderà poi lo spareggio di Napoli contro il Piacenza. Farà il tragitto inverso il suo compagno di squadra Giacomo Banchelli, con cui però non avrebbe avuto modo di giocare a causa di un grave infortunio: dopo un discreto inizio in B nella stagione successiva si trasferì - manco a farlo apposta - alla Reggiana e da lì all'Atalanta nel 1998/99 (16 partite, 2 reti) e nel 2000/2001 per una singola presenza. La vocazione del Cagliari degli ultimi anni di rifornirsi di prodotti del vivaio atalantino maturò inizialmente con Rolando Bianchi, ennesimo giocatore di cui si è discusso anche nella puntata relativa agli ex laziali. In squadra con Bianchi in quel Cagliari c'era anche Antonio Langella, che a Bergamo si ritrovò dopo le difficoltà dell'ultimo periodo cagliaritano. L'ultimo attaccante ad aver vestito le due maglie è Robert Acquafresca, opaco in nerazzurro mentre è stata tutto sommato positiva la sua esperienza in rossoblu.

ALLENATORI - Iniziamo la rassegna con "Testina d'oro" Ettore Puricelli: oriundo uruguagio, gran carriera da calciatore con le fila di Bologna e Milan, sarebbe stato tecnico dell'Atalanta nel 1965/66 e del Cagliari nel 1967/68. Nedo Sonetti ha lasciato ottimi ricordi da entrambe le parti: una promozione (ma anche una retrocessione) nei suoi quattro campionati a Bergamo dal 1983 al 1987, due salvezze esaltanti (ma anche una parentesi disastrosa) nella sua esperienza sarda. Altro personaggio amato in entrambe le piazze è Bruno Giorgi, che condusse alla salvezza l'Atalanta 1991/92 e guidò il Cagliari a due salvezze e un'esaltante cavalcata-Uefa. Roberto Donadoni, uno dei più fulgidi prodotti del vivaio atalantino di sempre, è stato tecnico rossoblu sino a buona parte della preparazione estiva del 2011, salvo poi essere sostituito da Ficcadenti.

CURIOSITA' - Luigino Vallongo, sardo di Terralba, fu tra i protagonisti della promozione in A dell'Atalanta nel 1971; conoscerà il rossoblu come allenatore in seconda di Sonetti in tutte le tre occasioni in cui Nedone guiderà i cagliaritani. - Eugenio Perico, papà del cagliaritano Gabriele (anche lui nelle giovanili orobiche come Agazzi e Canini), vanta 148 presenze nell'Atalanta di cui è allenatore per il settore giovanile da quattordici stagioni. - Aldo Cantarutti, di cui si è raccontato il particolare aneddoto del mancato tesseramento con il Cagliari nella scorsa puntata della rubrica, è stato anche ex-Atalanta. - I tre portieri Pianta, Malizia e Pelizzoli sono accomunati da una particolare coincidenza: oltre che i pali di Cagliari e Atalanta, hanno tutti difeso anche quelli del Padova (in cui l'ultimo, peraltro, gioca attualmente)


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