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Unione Sarda - Cossu, dalla Curva nord all'azzurro

01.03.2010 09:09 di Francesco Aresu    per tuttocagliari.net   articolo letto 2543 volte
Unione Sarda - Cossu, dalla Curva nord all'azzurro

La prima convocazione in Nazionale passa per Verona, dove si è consumata gran parte della sua carriera, quasi dieci stagioni, versante Hellas. Strano davvero il destino di Andrea Cossu, 29 anni, cuore rossoblù e primo cagliaritano a vestire la maglia dell'Italia. «Non è possibile. Ma io? Proprio io?».
Quasi gli cedono le gambe quando Max Allegri glielo sussurra, in anteprima, subito dopo la gara con il Chievo. «Mi sembra tutto così strano», la prima reazione del fantasista negli spogliatoi dello stadio Bentegodi. Appena prima di salire sull'aereo, poi, il fiocco azzurro è ufficiale. «Incredibile». C'è anche lui (e naturalmente il portiere Federico Marchetti) nella lista dei ventitré diramata dal ct Marcello Lippi per l'amichevole (la penultima prima dei Mondiali in Sudafrica) che si disputerà mercoledì sera a Montecarlo contro il Camerun di Samuel Eto'o. «Sì, è qualcosa di incredibile, per questo indescrivibile».
Occhi lucidi, sguardo spaesato, sorriso sofferto complice la sconfitta. «Questo è un successo di tutto il Cagliari. Perché io sarò lì fisicamente, ma il merito è della società che ha creduto in me e dei compagni senza i quali nessuno si sarebbe mai accorto di Andrea Cossu». Dedicato alla moglie Carlotta, ma non solo. «Voglio condividere questo momento con l'intera città».
Cagliaritano doc, costretto a emigrare, proprio qui in Veneto, per costruirsi una carriera importante. Senza, però, mai perdere la passione per il Cagliari, che poi è una vera e propria fede che la lontananza ha semmai rafforzato. Spesso la domenica andava a vedere i rossoblù in trasferta dopo aver giocato il sabato in B con il Verona. Prima tifoso, poi calciatore, cresciuto in Curva nord e diventato addirittura protagonista in campo. «Io resto uno di loro», ha confidato una volta Cossu in un'intervista. E anche per loro oggi si presenterà entro mezzogiorno nel centro federale di Coverciano. Con lui i vari Pirlo, De Rossi, Quagliarella, Pazzini, Cannavaro, Chiellini. Insomma, il top del top tricolore.
Andrea orgoglio di Sardegna, per tre giorni lo sarà dell'Italia intera. Dalla serie C alla Nazionale in due anni e mezzo. «È una storia clamorosa», già faticava a metterla a fuoco qualche mese fa, figurarsi ora che riporta addirittura l'Isola nel calcio che conta (assieme al portiere nuorese del Palermo Salvatore Sirigu, originario di Siniscola). L'ultimo sardo a indossare l'azzurro (tenuto conto del fatto che Antonio Langella pur essendo cresciuto a Sorso sin da bambino, è nato a Napoli) era stato Gianfranco Zola, in Italia-Inghilterra l'11 ottobre del 1997. Quasi un passaggio di consegne, prima in rossoblù, ora in azzurro. «Non scherziamo. Lui era un campione, io faccio il mio, punto e basta». Sin troppo umile Cossu, che ha sempre evitato i paragoni con Magic Box. Anche per questo - tornato a Cagliari per la seconda volta - ha preferito il 7 al 10, finito poi sulle spalle di Lazzari.
Fantasia rossoblù al potere, in questo momento Cossu è considerato il miglior trequartista assieme all'interista Sneijder. E dopo aver conquistato la sua gente (che è pazza di lui), riportato il Cagliari ai vertici della serie A e stregato persino il commissario tecnico, prova ora a inseguire un sogno mondiale. «Cammino in punta di piedi, già essere arrivato sin qui è una grande gioia».
Magari avrebbe preferito festeggiarla con una vittoria del Cagliari. «La sconfitta è immeritata, c'è stato un momento in cui avevamo la partita in pugno, diciamo che non siamo stati troppo fortunati in certi episodi». Domenica al Sant'Elia l'occasione per un pronto riscatto contro il Catania. «Cercheremo di riprenderci i punti persi mercoledì a Udine e qui a Verona». Nel frattempo Cossu ha un appuntamento con la storia. 


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