
Cagliari, Pisacane: "Per i miei ex compagni al bar sono Fabio. Ma in campo, mister"
Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato a La Repubblca del rapporto con i suoi ex compagni, che ora sono suoi calciatori: "Ce ne sono ancora cinque: Rog, Zappa, Marin, Deiola e Pavoletti. Al bar per loro sono Fabio, ma in campo mi chiamano mister, ci tengo".
Dell’esperienza alla guida della Primavera, cosa porta con sé?
"Alcuni giocatori, la cultura del lavoro, tanti insegnamenti. Ho sbagliato, sono cresciuto, ho studiato. Non bastano tecnica e tattica. Grazie a un incontro che ho fatto durante una vacanza a Ibiza, mi sono chiesto: quanto conosco davvero i ragazzi che alleno? Con l’aiuto di uno psicologo, ho iniziato a studiare a fondo la Generazione Z. È stato prezioso".
Come ci si comporta con chi è nato fra la fine degli anni 90 e il primo decennio 2000?
"Quando avevo vent’anni, se l’allenatore parlava per mezz’ora lo ascoltavo. Oggi hanno un tempo di attenzione breve. Organizzano i pensieri per immagini. Reagiscono meglio ai premi che ai rimproveri".
Lo dice anche Claudio Ranieri.
"All’inizio avevo timore della sua esperienza e della magia che lo circonda. Quando ho vinto la Coppa Italia con la Primavera mi ha mandato un messaggio. Purtroppo il telefono mi è finito in acqua, ma ricordo la frase finale: Ad maiora semper".
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