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La Giovane Italia
Calcio femminile

TMW - Bertolini: "Stop contrasto uomo-donna. In Francia con entusiasmo"

26.03.2019 20:34 di Tommaso Maschio   articolo letto 3058 volte
Fonte: Dall'inviato Andrea Losapio
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Milena Bertolini, ct dell’Italia femminile, ha parlato a margine della sfida fra Italia e Liechtenstein in programma questa sera a Parma: “Quando ho sentito le parole di questo telecronista sono rimasta esterefatta per la naturalezza con cui le ha dette, come se le sentisse nel profondo e pensa, e quindi non credo nelle sue scuse che sembrano dovute, forzate. Dico quel che dico da sempre il pensiero medio degli italiani è che quando le donne entrano nell’ambito maschile non va bene, sono donne strane e questo vale se si è calciatrici, allenatrici o dirigenti. Le donne non devono entrare in quello che è considerato l’ultimo baluardo solo maschile. Il dato oggettivo è che stanno cambiando le cose, le 40mila persone dell’Allianz sono un segnale di cambiamento anche se è difficile far cambiare idea a chi ha radicati certi pregiudizi, ma possono incidere nel modo di pensare dei giovani. Ma quando una persona dice certe cose, le sente così nel profondo è, come si dice a Reggio Emilia, una boccia persa”.

Sulle parole di Bonucci per Salvai: “Queste sono cose importanti, aspetti importanti. Alla Juventus giocatori e giocatrici si conoscono e così si crea una visione diversa, più di unione”.

Sui Mondiali: “Ancora non sentiamo l’agitazione, la tensione, per questo evento perché non sappiamo cosa ci aspetta essendo tutte debuttanti. A parte questo sarà una manifestazione bellissima sia da un punto di vista tecnico e tattico sia per il clima che si respirerà attorno, un clima di festa e gioia con i valori dello sport in primo piano. Negli ultimi Mondiali non ci sono state espulsioni per proteste ad esempio. Andremo lì con il nostro entusiasmo e la nostra motivazione per fare bene sapendo che il livello è molto alto. Prospettive? Quello che dico alle ragazze è che dobbiamo stare sugli obiettivi che si possono realizzare. Ovviamente vorrei vincere il Mondiale, ma più realisticamente dobbiamo cercare di superare il girone e non sarà facile, ma è alla nostra portata. Poi vedremo cosa succederà e dove potremmo arrivare”.

Sulla contrapposizione uomo-donna: “Questa contrapposizione si fa molto nel calcio, mentre in altre discipline non si fa. Mi piacerebbe che in futuro non ci fosse più e vorrei che tutti, io per prima, smettessimo di fare certi ragionamenti. Certamente ci sono state coincidenze particolari nell’ultimo anno perché noi siamo tornate ai Mondiali dopo 20 anni proprio quando i maschi non si sono qualificati, e a me dispiace molto. Questo ha creato una situazione che in parte ci ha agevolato a livello mediatico, un vantaggio che ci prendiamo tutto perché lo meritiamo. Anche con Juventus-Fiorentina è successo lo stesso perché la partita che valeva lo scudetto è caduta nella pausa della Nazionale e questo ha permesso di poter giocare all’Allianz Stadium di Torino”.

Sull’ingresso gratis allo stadio: “Non so dire se sarebbe stato diverso con l’ingresso a pagamento e non credo neanche che sia importante. Ci sono delle strategie di marketing, che valgono anche per il calcio maschile, che vanno considerate e credo che la scelta della Juventus sia stata molto intelligente anche perché bisogna considerare che non è facile normalmente trovare posto nel loro stadio che è diverso da altri, oltre che più piccolo, come San Siro o l’Olimpico. Il passaggio successivo sarà quello di mettere un prezzo, ma pensiamo che al Wanda il biglietto costava cinque euro, ma è già il terzo anno che si gioca il calcio femminile negli stadi principali in alcune occasioni e che il movimento iberico è partito molto prima che il nostro”.

Sul futuro: “Bisognerebbe pensare al calendario del calcio femminile dando un occhio a quello maschile visto che ci sarà anche l’Inter e di conseguenza il derby col Milan. Sarebbe bello mettere quella gara in una pausa della nazionale per avere a disposizione San Siro. E poi bisognerà incidere sulla cultura e per farlo serve aumentare la base, permettere alle bambine di accedere facilmente al calcio giocato in modo che diventi naturale per maschi e femmine praticare questo sport e superare certi ostacoli che ancora frenano la crescita della base. Anche il gergo, che è ancora prettamente maschile anche fra di noi perché viene da quel mondo, va pian piano modificato. Io sto cercando di evitare di parlare di marcatura a uomo o chiamare l’uomo alle mie ragazze, ma anche per questo cambiamento serve tempo ed è più facile farlo recepire alle nuove generazioni che non alle atlete più mature”.

Su Salvai: “Cecilia è una giocatrice fondamentale per la Nazionale, una delle più forti centrali in circolazione e credo che ai Mondiali avrebbe potuto consacrarsi fra le migliori in Europa. La sua perdita è davvero una tegola grossa per noi”.


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