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Magrin racconta: "Per settimane si è scritto che arrivavo al posto di Platini'"

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22.06.2016 15:00 di Chiara Biondini  Twitter:    articolo letto 14362 volte
© foto di Andrea Pasquinucci

Marino Magrin, l'uomo chiamato a sostituire Platini che assomigliava a Tardelli e che lavorava il legno...fa parte di quel ristretto numero di giocatori che possono dire di aver indossato la prestigiosa casacca della Juventus.

Dal Mantova all'Atalanta...
"Beppe Savoldi, ex stella, tra le altre, del Napoli, lavorava per l'Atalanta e veniva a vedermi giocare a Mantova. Io, allora, ero in comproprietà tra Montebelluno e Mantova. Nel mese di marzo (1981, ndr), il Montebelluno cede il suo 50% all'Atalanta. Capita che, a fine di quella stagione, l'Atalanta retrocede in Serie C, la stessa categoria del Mantova. Io, anche spinto da altre persone, alla fine ho scelto di andare all'Atalanta che mi prende a titolo definitivo. È stato un vero spettacolo. In soli tre anni abbiamo conquistato la Serie A. Ho avuto, come allenatori, Ottavio Bianchi e Nedo Sonetti. Quando abbiamo conquistato la Serie A ero al settimo cielo. Mai avrei pensato di conquistare la massima serie. Un falegname che arriva a conquistare la Serie A, era davvero un sogno".

Nell'estate del 1987 viene ingaggiato dalla Juventus, alla disperata ricerca di un sostituto di Platini...
"Una lunga storia... Allora, diciamo che, per un paio di anni buoni, si era parlato tanto di me. La famiglia Bortolotti, proprietaria dell'Atalanta, aveva avuto contatti con il Genoa, poi anche con l'Inter. Nell'estate del 1986, il Milan prende Donadoni, mio compagno di squadra all'Atalanta. L'anno seguente capisco che tocca a me. Si fa avanti la Juventus. Il presidente Bortolotti dà l'ok al trasferimento. Io non potevo certo dire di no alla Juventus...Ho segnato, su rigore, all'Inter. Stavo andando benissimo, poi mi sono stirato. Sul più bello, mi sono dovuto fermare. Un peccato...Ho giocato nella Juventus, con grandissimi giocatori, Scirea e Cabrini su tutti. È stata una grande opportunità, peccato non essere stato al meglio della condizione".

Successivamente tappa a Verona...
"La Juventus aveva deciso di puntare sui russi (Zavarov e Alejnikov, ndr) e si è presentata questa opportunità di giocare a Verona. Ho avuto la fortuna di avere Bagnoli, al suo ultimo anno all'Hellas. Ne ho apprezzato moltissimo la semplicità. Ho anche giocato con Fanna, altro grandissimo giocatore. Ci sono rimasto tre anni, poi sono tornato a Bassano dove ho chiuso la carriera e ho trovato ancora tantissimo affetto nei miei riguardi. La festa d'addio è stata bellissima. Poi, chiuso con il calcio giocato, mi sono messo subito ad allenare...".


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