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Gianluca Grassadonia, l’allenatore camaleontico

Per lui due promozioni in C1 e due retrocessioni dalla B
21.10.2019 19:21 di Leonardo La Cava    per catanzarosport24.it   articolo letto 210 volte

Gianluca Grassadonia, l’allenatore camaleontico

Gianluca Grassadonia, è il nuovo allenatore dell’U.S. Catanzaro, il quinto della gestione Noto (Erra, Dionigi, Pancaro e Auteri i suoi predecessori). Nasce a Salerno il 20 maggio del 1972. E proprio nella squadra della sua città, la Salernitana, inizia l’avventura calcistica sia come calciatore, nel ruolo di difensore centrale, che come allenatore. Una carrieda da difensore di tutto rispetto, con 291 presenze, di cui 60 in Serie A con le maglie di Foggia, Cagliari e Chievo Verona e Milan (anche se con i rossoneri non ha mai collezionato nessuna presenza in due anni.

La trafila da allenatore inizia nella dalla gavetta con la Beretti della Salernitana, per approdare in serie B l’1 novembre del 2009 in sostituzione della coppia Brini/Carli esonerata. Per lui una stagione poco felice con solo 3 vittore, 5 pareggi e ben 11 sconfitte.

Nella stagione 2011 altra sostituzione va a prendere il posto dell’esonerato Cioffi alla guida della Casertana nei dilettanti.

Ai nastri di partenza del campionato 2011-2012 arriva la prima panchina ad inizio di stagione, quella della Cavese dove il 17 gennaio 2012 presenterà le dimissioni a seguito dell’esclusione della rosa di 3 calciatori da parte della società. Il divorzio dura 3 mesi perché la Cavese lo richiama il 30 aprile. Un ritorno che porta bene perché pur finendo al sesto posto in campionato accede alla griglia dei play off e nella finale contro il Chieri ottiene una vittoria casalinga ed un pareggio che gli consentono di conquistare la promozione in Serie C1 categoria nella quale guiderà la Paganese per una stagione conquistando un 9 posto dimettendosi a fine campionato.

Il 3 dicembre 2013, chiamato dal patron Pietro Lo Monaco, subentra all'esonerato Gaetano Catalano sulla panchina del Messina portando i siciliani in C1, dove nel corso del successivo campionato viene esonerato.

L’anno successivo  2015-20116 ritorna alla Paganese dove vi resta per 2 stagioni piene al termine delle quali di comune accordo con la società campana si libera dalla Paganese per approdare sulla panchina della Pro Vercelli in serieB in un percorso difficoltoso, Il 17 dicembre 2017 viene esonerato e sostituito da Gianluca Atzori mentre  Il 22 gennaio 2018, è richiamato sulla panchina dal patron Massimo Secondo che definì l'esonero del tecnico un errore della società. Si arriva al 7 maggio del 2018 e per Grassadonia arriva un nuovo esonero, lo sostituisce Vito Grieco a due giornate dal termine, con un Pro Vercelli che precipita in serie C.

Il 30 giugno 2018 viene ufficializzato come nuovo allenatore del Foggia, firmando un contratto fino al 2020. Ed anche in Puglia per Grassadonia non è una stagione esaltante, con un Foggia pieno di problemi societari, partito da un -8 in classifica,  l'11 dicembre 2018 viene esonerato dopo la sconfitta per 3-1 contro il Livorno per farvi ritorno a tre mesi di distanza in sostituzione di Padalino, esonerato dopo 12 giornate in carica con il Foggia che retrocede in  Serie C.

Gianluca Grassadonia è un allenatore che potremmo definire camaleontico e comunque fedele esclusivamente all’idea di un calcio propositivo. Diversi i moduli adottati in carriera, partito con un 4-4-2 ha evoluto le sue teorie sostanzialmente nella esperienza sulla panchina del Foggia, partito con il 3-4-2-1, trasformandolo successivamente in un  3-5-2 nella gara casalinga contro il Padova, vinta per 2-1. Sporadicamente si è visto anche il 4-3-1-2, poi divenuto 4-3-2-1 nella disfatta di Livorno che, di fatto, ha scritto la parola fine sulla prima epoca Grassadonia nella esperienza di Foggia. Ritornato sulla panchina del Foggia si sono rivisti il 3-5-2 in due occasioni (quattro punti) ed il 4-4-2 ed una sconfitta a Brescia.

Insomma, il Catanzaro, cosi come indicato dal presidente Noto nella conferenza odierna, per gli uomini che compongono la batteria della stagione, sembra aver trovato l’allenatore giusto capace di cambiare in corsa. Se son rose fioriranno.

Leonardo La Cava


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