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Roma, la prova del 9 e la carezza di Di Francesco

13.03.2018 09:00 di Pietro Lazzerini    articolo letto 1345 volte
Fonte: Da Roma
Roma, la prova del 9 e la carezza di Di Francesco
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
"L'ho visto meglio". Prima domanda, prima risposta in conferenza stampa. Eusebio Di Francesco si attendeva l'interrogazione della stampa a proposito di Edin Dzeko, si era preparato e sapeva benissimo quale messaggio mandare all'attaccante che non segna più. O meglio, all'attaccante di cui la Roma avrebbe un colossale bisogno ma che non riesce più a trovare quella continuità per completare il famoso discorso a metà sul bomber che 'aiuta la squadra'. Il compito della punta è mutato nel tempo, questo è assolutamente vero, ma da un numero 9, i tifosi, l'allenatore e i compagni, vogliono principalmente i gol. Il resto è contorno. "Quando è in giornata segna gol bellissimi". Una carezza dell'allenatore per coccolare un bosniaco di ghiaccio, ma solo fino a un certo punto. Se infatti, gli occhi di Dzeko difficilmente fanno trasparire delle emozioni, i piedi e gli errori sotto porta dicono che proprio la troppa voglia di determinare talvolta gioca brutti scherzi, anche per chi appare glaciale. La gara contro la Shakhtar Donetsk in Champions League ha la sua etichetta stampata sopra. Lui, abituato ai grandi palcoscenici da sempre, avrà l'arduo compito di trascinare i compagni a un'impresa. I quarti di finale sono sempre stato l'obiettivo dei giallorossi e vederseli sfuggire per mano di una squadra bella e ordinata ma comunque ai margini dei vertici europei, sarebbe un brutto colpo da superare. In gioco, come ha detto lo stesso Di Francesco ieri pomeriggio, non c'è solo il risultato sportivo. Ci sono le ambizioni. Tradotto: ci sono molti milioni che potrebbero fare la differenza anche in chiave mercato. La Roma non si può permettere di perdere questo treno, la Champions è tutto, per chi costruisce la propria base economica con un autofinanziamento di ferro e con le sanguinose cessioni illustri. Dzeko, in tal senso, rappresenta una freccia che tra le mille correnti degli ultimi mesi, attende solo di colpire il centro. Di Francesco lo sa, è stato attaccante prima di lui, ha vissuto dei digiuni prima di lui. Una delle grandi forze del tecnico romanista è proprio quella di comprendere perfettamente i propri uomini e stasera il bosniaco dovrà ripagare una fiducia che non è mai venuta meno, nonostante le ciabattate sotto porta, nonostante i troppi errori pagati a caro prezzo. Ribaltare il 2-1 dell'andata è l'unica cosa che conta in questo momento. E' la prova del 9 e, una volta tanto, non si tratta di una frase fatta.

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