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L'editoriale sulla C - Da Liverpool a Viterbo. Le rimonte possibili

10.05.2019 15:12 di Tommaso Maschio    articolo letto 5549 volte
Fonte: Tuttoc.com
L'editoriale sulla C - Da Liverpool a Viterbo. Le rimonte possibili
© foto di Federico Gaetano
È stata la due giorni delle rimonte impossibili. Quella del Liverpool che rimonta dal 3-0 subito al Camp Nou ed elimina il Barcellona pur senza due terzi dell’attacco titolare, quella del Tottenham che rimonta tre reti ai ragazzi terribili dell’Ajax (che avevano eliminato in rapida successione Real Madrid e Juventus) e si regala all’ultimo secondo una storica finale di Champions League tutta di marca anglosassone. Vi chiederete cosa centra tutto ciò con la Serie C di cui trattiamo abitualmente su queste pagine. Poco, niente o forse tutto perché pur sempre di calcio si parla anche se le differenze – economiche, tecniche, tattiche e di visibilità – ci sono e sono enormi.

Nel nostro piccolo orticello però anche noi abbiamo vissuto una rimonta se non impossibile certamente clamorosa come quella della Viterbese che si porta a casa una Coppa Italia Serie C che sembrava diretta a Monza per arricchire la bacheca dei biancorossi e far iniziare col piede giusto la gestione Berlusconi. Invece al minuto 92° il bulgaro Zhivko Atanasov ha fatto quello che Lucas Moura avrebbe fatto poche ore dopo: segnare un gol che ribalta tutto, porta in paradiso quelli che sembravano ormai sconfitti e getta nello sconforto i favoriti. Una rimonta (dal 2-1 dell’andata) che certo non si è presa le luci della ribalta, ma che dimostra una volta di più quanto sia imprevedibile – e per questo meraviglioso – il calcio con buona pace di chi prova a inventarsi riforme (la Superlega, o come la si vuol chiamare, o le squadre B) che puntano a escludere, o limitare fortemente quantomeno, le sorprese per farlo diventare uno sport per ricchi che vogliono arricchirsi ancora di più facendo terra bruciata attorno a essi e lasciando le briciole ai club più poveri.

Se il calcio ha raggiunto un livello così elevato di seguito, in ogni angolo del mondo, lo deve proprio alla sua imprevedibilità, alla difficoltà di mettere a segno un gol, alla possibilità che la piccola di turno sorprenda sia nel lungo periodo (come nel caso di un campionato) sia nel breve (come nelle coppe europee) e si prenda le luci della ribalta. Il calcio è uno sport democratico e popolare e una piccola élite non può modificarne il DNA facendolo diventare una sfida fra ricchi che tiene ai margini i poveri e gli impedisce di assurgere all’Olimpo e scrivere pagine epiche nella storia di questo sport.

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