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Editoriale

100 milioni per Belotti ma Dani Alves è costato 0. L'Inter vuole Conte, il Milan doveva rinnovare per Donnarumma tre mesi fa. La stampa si merita i lettori che ha... e viceversa

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
14.05.2017 12:30 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 88481 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

È stata una settimana molto piena. Il Milan incomincia a tirare fuori le cartucce e incontra mezzo mondo, l'Inter esonera Pioli mentre la Juventus va a Cardiff, il Torino non vorrebbe cedere Belotti ma Cairo incomincia a contare i soldi, la Roma saluta Totti con l'omaggio di San Siro, Bernardeschi si arrabbia con tutti, De Laurentiis... fa il De Laurentiis.

Partiamo con ordine, cioè dalla Spal. Complimenti al tecnico, mister Semplici, che ha portato una squadra di ottimi giocatori - qualcuno magari in Serie A ci doveva arrivare qualche tempo fa - e un paio di giovani dal futuro splendente (fuori i nomi: Bonifazi e Meret) riuscendo nel mix migliore da 49 anni a questa parte. Ferrara ritorna in A, ma c'è un problema che tutti conoscono e di cui qualcuno parla, ma senza incisività. I diritti televisivi italiani sono una vergogna. Lo sbilanciamento fra le prime della classe e le ultime è talmente ampio che potrebbe rappresentare il bilancio di una squadra europea media. Magari non è possibile fare come in Premier League, dove l'ultima in classifica percepisce un centinaio di milioni (e la prima 150 circa) ma come in Bundesliga sì: quella attuale, perché il campionato tedesco - con Rummenigge che si lamentava perché il Bayern Monaco è penalizzato - sarà ancora più democratico per la prossima annata: le prime sei classificate, per intenderci, avranno diritto allo stesso importo. "Ahahah, bella battuta", mi sembra di sentire. In realtà sarà davvero così. La Spal dovrà fare un campionato impossibile per salvarsi. Più o meno quello che ha fatto il Crotone nelle ultime settimane, quando però gli obiettivi per molte squadre sono oramai scemati: complimenti ai pitagorici per, almeno, avere mantenuto interessante la corsa salvezza finora. In tutto questo ci sono le big che continuano a tirare verso il proprio mulino, senza dare grande respiro alle piccole, abituate alle briciole dei diritti televisivi. Peccato che fra un po' rimarranno le briciole per tutti e sarà un campionato per poveri: fuori dall'Italia siamo visti come un campionato scontato, con partite che non divertono. Chissà perché.

Dopo l'omaggio dovuto ai ferraresi, si torna a bomba sulla Champions League. La Juventus quest'anno è arrivata in surplace in finale, archiviando il Barcellona, Monaco e Porto all'andata. Qualcuno potrà dire che, tolti i blaugrana, sono avversari da Europa League. Nella Champions ci vuole anche fortuna, ma non è l'unica componente: quando spendi zero euro per portare alla Juventus un campione come Dani Alves, un fenomeno assoluto come Khedira (il cui punto debole sono gli infortuni, ma davvero solo quelli) e tanti altri, alla fine meriti di vincere. L'ex Barça ha scavato il solco contro il Monaco, giocando da dieci (e lode) andata e ritorno. Quando i giochi si fanno duri... La fortuna non è solo pescare grandi giocatori a zero, perché anche l'Inter con Banega - con le dovute proporzioni - avrebbe preso il jolly. Peccato che da una parte vengano protetti e quasi coccolati, dall'altra tutti quanti sono alla mercé di chiunque. L'Inter non difende i propri campioni che, da par loro, fanno un po' ciò che gli gira. Non sbaglia Suning a prendere un coordinatore come Sabatini, così come non farebbe male lui ad assumere un allenatore come Antonio Conte. O come Diego Pablo Simeone. O come tanti altri, ma c'è bisogno che il club incominci a far quadrato sulla propria squadra e sul tecnico. Altrimenti fai presto, anche con un grandissimo, a perdere la tramontana e trovarsi di nuovo sulle onde.

E il Milan? Intanto fa casting, per capire chi possa arrivare a giugno. Almeno c'è un'idea chiara, l'allenatore, poi tutto il resto. Ecco, prima di fare casting sarebbe bello che qualcuno spieghi perché il rinnovo di Donnarumma non sia ancora arrivato. La proposta c'è? Se sì, è davvero così lontana dalle richieste - forse esose - di Mino Raiola? Di più, servono acquisti per convincere il portiere a rimanere? C'è qualcosa di increspato e se per De Sciglio la situazione è fluida (andrà via) per il buon Gigio qualcosa di problematico c'è. Cento milioni per Belotti sarebbero un bell'investimento, poi ce ne sarebbero altri 23 per Kessie - troppo pochi - e circa 18 per Musacchio. Siamo già ai 150 che i cinesi vorrebbero mettere sul tavolo... insomma, sarà un'estate calda.

L'ultima chiosa, invece, è per chi si lamenta sempre dei giornali che legge, così come della nostra categoria. Lungi da me voler difendere (o accusare) nessuno, sono convinto che la gente abbia quel che si merita, e viceversa. Ce l'ho con chi non ha dato - e non vuole dare - spazio a una notizia enorme come le commissioni finite nelle tasche di Raiola per Pogba, con l'agente che ha di fatto posseduto una parte del cartellino del giocatore - lo aveva spiegato lui stesso in un'intervista - ben sapendo che queste pratiche sono vietate. Iniziando a mettere a conoscenza chi ci legge della situazione del calcio in Italia e non solo aiuterebbe, tutti, a crescere ancora un pochino, sia per cultura sportiva che come movimento. C'è un problema: qualunque tifoso direbbe che è solo una mossa per destabilizzare la squadra, la società, l'ambiente. Semplicemente perché nessuno vuole giornalismo vero... o almeno, non sul proprio club. Così come non si potrebbe nemmeno scherzare informando. E chi si lamenta della libertà di stampa in Italia è il primo censore di quello che dovrebbe essere.


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