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La Giovane Italia
Editoriale

2024, l'anno della svolta: le coppe si sostituiranno ai campionati e viceversa. Agnelli e l'ECA a capo di un progetto che rivoluzionerà il calcio per sempre

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
24.03.2019 09:49 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 51928 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

European Club Association. E' il nome dell'associazione che sta lavorando per cambiare per sempre il mondo per calcio. Forse non tutti ci hanno fatto caso, ma questa settimana tanti top club europei (alcuni anche italiani come Napoli e Milan) hanno fatto sapere tramite i loro profili social di essere orgogliosi di farne parte. L'ECA in questo momento è il carro forte, è il simbolo sotto il quale i club più potenti hanno deciso di fare gruppo per autodeterminarsi. E dettare le regole, rovesciando il rapporto di forza.
Siamo dinanzi a una rivoluzione copernicana del mondo del calcio. Sono molto lontani i tempi in cui la UEFA decideva le regole e le società si adeguavano. Adesso Alexander Ceferin, che da poco è stato confermato come presidente, è l'anello debole della catena. Deve adeguarsi, perché i club vogliono aumentare il loro fatturato in modo esponenziale e per farlo hanno idee ben precise. Che verranno assecondate da altri soggetti se non lo farà l'UEFA, dando così vita al progetto Superlega.
Al momento, c'è da sottolinearlo, ne siamo molto lontani. Perché Ceferin è spaventato dall'idea che la UEFA possa presto chiudere bottega e quindi s'è affrettato a dare carta bianca all'ECA per rivoluzionare il calcio, per apportare delle modifiche nell'immediato e poi voltare pagina dal 2024. Quando scadrà l'attuale accordo con la UEFA e i calendari verranno completamente stravolti. Per sempre.
Lo scorso settembre Andrea Agnelli, che dell'ECA ne è presidente, annunciò l'inserimento dalla stagione 2021/22 di una nuova competizione continentale per aumentare il numero complessivo delle partecipanti alle coppe europee. Un passo in avanti verso un calcio che sarà sempre più continentale e meno nazionale e che dal 2024 vivrà il suo anno della svolta.

Ma perché i top club europei vogliono cambiare tutto? Perché l'attuale schema, a loro avviso, appartiene ormai al passato? Per due motivi. Il primo è di natura economica. Per l'ECA l'attuale Champions League produce introiti troppo bassi. Il Real Madrid campione d'Europa in carica dall'ultima Champions League ha guadagnato 140 milioni di euro. In futuro, i club europei sperano di guadagnarne 900 dalla sola partecipazione. Da capire se poi questo sogno si tramuterà in realtà, ma è chiaro che siamo su due pianeti completamente diversi.
C'è poi l'aspetto della competitività. I campionati nazionali non sembrano più funzionare perché la forbice s'è allargata e vincono sempre le stesse: la Juventus in Italia, il Paris Saint-Germain in Francia, il Bayern Monaco in Germania, il Real Madrid o il Barcellona in Spagna. Le eccezioni sono sempre più rare e l'unica vera eccezione, in questo senso, è rappresentata dalla Premier League. Che non a caso è il campionato più virtuoso, quello che funziona meglio e produce di più.

Dalle cause agli effetti. Che saranno ben visibili per tutti, tifosi e addetti ai lavori. L'idea è quella di trasformare la Champions League in una competizione a cui stabilmente prenderanno parte le società più blasonate e di rovesciare il calendario. Le ultime indiscrezioni parlano di una Champions che non prevederà più otto gironi da quattro squadre ma quattro gironi da otto squadre. In pratica, vorrebbe dire passare da 6 a 14 partite per la fase a gironi. Più la fase finale.
Ma non è tutto. Perché nel progetto si prevede di dar spazio alle coppe europee nel fine settimana e di relegare i campionati nazionali agli spazi in cui adesso sono inserite le coppe. I campionati verranno ridimensionati e alle singole Leghe sarà chiesto di ridurre il numero di partecipanti (in Spagna già si parla di Liga a 16 squadre).

L'argomento è appassionante, e come potete immaginare le riunioni che si stanno succedendo in questi mesi (l'ultima pochi giorni fa) sono portatrici di novità e nuove idee. Si parla, se ne discute, ognuno tira acqua al proprio mulino. E tutti, come se non bastasse, osservano e in questo momento criticano le mosse della FIFA. Che non sta certo a guardare, gestisce il Mondiale ma anche il Mondiale per Club e proprio per quest'ultima competizione ha idee ambiziose e molto remunerative. Gianni Infantino ha capito perfettamente che così come è strutturata questa competizione non interessa a nessuno e l'ultimo Consiglio della FIFA tenuto a Miami con 25 voti favorevoli e solo 7 contrari ha approvato il nuovo Mondiale per Club a partire dal 2021: non più con 7 partecipanti ma con 24, non più ogni anno ma ogni 4 anni, non più d'inverno ma d'estate.
Anche qui però ci sarà da trovare la quadra. Perché l'ECA ha espresso parere contrario a questa modifica del Mondiale per Club e ha addirittura minacciato di boicottarlo. Vedremo nei prossimi mesi se sarà davvero battaglia, quanto durerà questo muro contro muro. La certezza è che anche Infantino - proprio come Ceferin - dovrà fare i conti con Andrea Agnelli e gli altri presidenti più potenti e influenti. Sono loro le figure cardine di un calcio in continua trasformazione, pronto a cambiare per sempre.


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