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Editoriale

Addio 2015: i peggiori 10 personaggi dell'anno. Da Ghirardi a Ferrero fino a...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
28.12.2015 10.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 48223 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

La scorsa settimana eravamo sotto Natale e ci sentivamo tutti più buoni, quindi, stilammo la classifica dei migliori 10 personaggi del calcio del 2015. Passato il Natale, possiamo tornare ad essere obiettivi e cinici. Chi preferisce un giornalismo al servizio del potere non deve leggere questo editoriale. Chi preferisce dire che va tutto bene, o addirittura fare il professore dopo che i fatti sono già accaduti, allora, non condivide il nostro pensiero di fare giornalismo. Noi preferiamo parlare prima, rischiando brutte figure e a volte scivolando anche sulla buccia di banana di Tavecchio, però, seguiamo le nostre idee ed i nostri pensieri. Credere che il nostro calcio funzioni significa distorcere la realtà. Oggi dalla serie A ai dilettanti accade di tutto. Se volessimo davvero andare al cuore del problema, tireremmo fuori quasi tutto il marcio del sistema ma in teoria per queste cose ci sono la Procura della Repubblica e la Procura Federale. Noi ad un certo punto dobbiamo fermarci. In basso la classifica dei 10 peggiori personaggi del 2015. Gente osannata che poi ha deluso. Personaggi che si fingono in un modo e nella realtà sono fatti in un altro. Allenatori che non riescono più ad emergere e calciatori che hanno buttato al vento tutto il proprio talento.
Buona lettura...

10) Rudi Garcia
Molte responsabilità della mancata crescita della Roma sono sue. Eppure aveva iniziato bene. E' stato uno stratega a farsi allungare ed adeguare il contratto quando le cose andavano a gonfie vele, ma ora è l'artefice della mediocrità di questa Roma. Ha preso il peggio dei romani e, dopo un anno di false speranze, si è dimostrato un allenatore non all'altezza delle grandi piazze.

9) Carlo Tavecchio
Passerà alla storia come il Presidente Federale delle gaffe. Ogni sua frase è stata uno scivolone, si è riempito la bocca di grandi propositi ma alla fine in concreto non ha fatto nulla per il nostro calcio. Eppure un Presidente che ha solo due anni per lavorare dovrebbe concentrare in 24 mesi tutto il suo lavoro e le sue idee. Non ha fatto nulla e anche la politica lo ha rigettato. Tavecchio ha fatto solo in modo di riaprire le porte della Federazione per un Abete-bis. L'elezione di Gravina a Presidente di Lega Pro è il primo segnale che va in quella direzione. Su Conte? Poche idee e confuse.

8) Mario Balotelli
Ha buttato l'ennesimo anno, ormai non è più un caso ma una certezza. Anche se, grazie al suo agente Mino, riesce a trovare ogni anno una squadra diversa. Il conto corrente non ne risente, ma la sua carriera è segnata. Un talento sprecato, un potenziale fenomeno sfumato semplicemente perché la sua testa non gli ha mai dato un vero aiuto. Vedete Balotelli e mostratelo ai ragazzini dei settori giovanili. Va fatto tutto il contrario...

7) Massimo Ferrero
Ho aggiunto una querela alla mia collezione. L'altro giorno nella cassetta della posta ricevo una lettera. Una delle tante...dei tanti avvocati di Ferrero. In teoria mi diffida dal parlare su Sportitalia di lui (ma lui può parlare di me) e contesta... la mie contestazioni. Preferisce il Presidente della Sampdoria far paura con una querela, o avviso di querela, per nascondere le verità che gli vengono chieste da 10 mesi. E' andato, ovunque, a parlare e ad accettare il confronto. Ha scherzato, cantato e ballato ma mai ha accettato di venire ospite nella nostra trasmissione. Ci ha fatto avvicinare prima da un Presidente di serie A, a me caro e di uno spessore completamente diverso da Ferrero, circa 8 mesi fa, e poi da un procuratore un mesetto fa pur di tapparmi la bocca. Poi le telefonate e le lettere dell'Avvocato Romei. Bastava semplicemente un'ospitata in tv, dove gli avremmo fatto mille domane e lui avrebbe dato duemila risposte. I telespettatori si sarebbero fatti la loro idea se Ferrero è un Presidente vero o è quello che noi crediamo: un Presidente di passaggio. Caro Ferrero, dimostri all'Italia del calcio chi è il vero Presidente della Samp & Doria.

6) Delio Rossi
Una volta, a Salerno, sognavano con "In volo con Delio". Ormai il volo è finito da tempo ed è atterrato bruscamente sulla pista. Da quella famosa lite a Firenze con Ljiaic, Delio non è più lo stesso. Lo spogliatoio a Bologna non lo voleva più, i suoi metodi erano superati e anche la sua fame è lentamente finita. In serie A è andato con un battito di ali di un angelo nascosto. Due traverse e una squadra che doveva stravincere che, invece, ha fatto molta fatica. In serie A stava affossando il Bologna fino all'arrivo di Donadoni. La vita è fatta di cicli, purtroppo, quello di Delio sembra finito a Bologna.

5) Enrico Preziosi
Addio progetti adesso si vive alla giornata. Il Genoa, con Preziosi, non ha futuro. Anche nell'anno in cui il campo regala grandi soddisfazioni, i tifosi rossoblù sono costretti a restare fuori dall'Europa per i bilanci che non tornano. In Italia, però, è tutto consentito quindi avanti così... La stagione attuale non sta regalando particolari soddisfazioni e anche la cessione del club appare improbabile con una situazione debitoria così forte. Sinceramente non sappiamo come farà il Grifone ad uscire da questo tunnel. L'arrivo di Sogliano sarebbe l'ennesimo fallimento. Sogliano è un Direttore che vuole comandare ma a Genova tra Preziosi padre, Preziosi figlio e Milanetto c'è poco da incidere. Non è una critica ma una semplice osservazione.

4) Riccardo Bigon
Roba da fargli rifare l'esame per Direttore Sportivo. A Coverciano stanno ancora cercando i professori che hanno ammesso alla professione il giovane Riccardino. A Napoli ha sprecato un patrimonio (a partire da Izzo regalato ad Avellino e Genoa) fino ad arrivare alla pessima gestione degli anni con Benitez. Arrivato a Verona, in 6 mesi, ha affossato l'Hellas che l'anno prima con lo stesso allenatore viaggiava a gonfie vele. Tante scelte sbagliate e inopportune. Sembra quasi un accanimento il nostro ma è, purtroppo, una triste cronaca del 2015.

3) Pietro Leonardi
Il campo gli ha dato torto e anche le operazioni che ha fatto lo hanno incastrato. Il fallimento del Parma, come i precedenti successi del Parma, portano la sua firma. Una strategia che nel tempo si è rivelata autolesionistica. E' ripartito da Latina, in serie B, ma forse un anno di riposo gli avrebbe fatto bene.

2) Claudio Lotito
Sta tremando l'impero di Claudio. Lotito barcolla anche se, per ora, non crolla. Un 2015 pessimo. Aveva conquistato il preliminare di Champions con la Lazio nella prima parte e poi lo ha buttato in mare. Ha conquistato la serie B con la Salernitana e poi ha cannato la scelta dell'allenatore e ora naviga a vista in zone poco tranquille. Nella seconda parte del 2015 ha cancellato quanto fatto di buono nella prima parte dell'anno. In politica le cose non gli vanno bene. Da quando Iodice lo ha incastrato con quella telefonata, il mondo del pallone e della stampa si è rivoltato contro di lui. In Lega Pro ha consentito la facile vittoria di Gravina bruciando il suo candidato ideale, Pagnozzi, persona seria e perbene che ha pagato uno sponsor inadeguato. La politica, quella vera, sembra fargli la guerra. Da Torino non lo amano e adesso sembra un braccio di ferro per vedere chi è il più forte.

1) Tommaso Ghirardi
Il vero disastro si chiama Parma. Ghirardi ha ammazzato un club glorioso e ha giocato con la pelle di calciatori, dirigenti e dipendenti. Un disastro annunciato per tutti ma non per Lega e Federazione. Ha gestito il Parma come fosse il bar di sotto casa. La sua vera dimensione poteva essere il Carpenedolo ma appena alzata l'asticella si è fatto male. Quando giochi con i soldi di famiglia devi essere molto più prudente perché quando giochi con i soldi guadagnati con il tuo sudore certi errori non li commetteresti. Ghirardi ha sbagliato e deve pagare ma soprattutto è arrivata l'ora di chiedere scusa.

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