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Editoriale

Allarme Juve. Simone, prenota il posto di Max. Che goduria questo Napoli. Torino, così in Europa non ci vai...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
16.10.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 34223 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il paradosso del calcio è sempre lo stesso. Molte favole nascono dalla coincidenza, poi c'è quello bravo che le sfrutta (Simone detto Inzaghino perché in campo dei due era il più scarso, anzi, il meno forte) e chi invece sale sul treno sbagliato nel momento sbagliato (vedi Seedorf, Brocchi e Inzaghi, quello vero che in campo era un fenomeno ma in panchina un normale allenatore che vive di calcio). Simone era già a Salerno quando l'hanno richiamato perché, per fortuna di tutti, Bielsa aveva dato di matto. Arrivava dalla Primavera e già la serie B gli sembrava un sogno. Inzaghi è l'allenatore che, in questo momento, ci piace di più. Non per i risultati ma per come fa giocare la Lazio, per lo stile, per come parla e per come si pone. Simone ci piace perché è vero. Esulta con i suoi ragazzi con corse folli ma educate. Vive il calcio e vive di calcio. Festeggia a fine partita e abbraccia tutti, ma non lo fa perché lo aveva pensato due giorni prima e deve seguire un copione, lo fa perché è uno vero che vive e trasmette passione. Ecco, Simone ci piace da pazzi. Ha comandato, nel secondo tempo, a casa del più grande: il Conte Max, che Conte l'ha sostituito ma, la scorsa estate, avrebbe dovuto cambiare aria ed è strano che una società come la Juventus non lo abbia capito e non sia stata in grado di leggerlo tra le righe. Premesso che la Juventus non è assolutamente fuori dai giochi scudetto, anzi, purtroppo per il Napoli resta, a mio avviso, la favorita seppur non più indiscussa, Marotta avrebbe dovuto avere il coraggio di dire a Cardiff che il ciclo era finito. Era finito per Bonucci ma anche per Allegri, che è un grande allenatore ma poi ad un certo punto devi aprire la finestra e far passare l'aria. Cardiff ha lasciato un segno troppo evidente per far finta di nulla e chiudere la stagione con un semplice "ci riproveremo l'anno prossimo". Ma cosa ci riprovi l'anno prossimo che se non hai vinto l'anno scorso non vinci più così facilmente? Higuain sembra il cugino torinese di quello visto a Napoli. Segnerà ancora tanto ma nel frattempo non ci piace; ovviamente per quello che è il suo valore. La difesa si fa infilare di brutto e, se anche Dybala inizia a sbagliare gol e rigori decisivi, siamo belli che preoccupati. Allegri deve pregare in cinese che, prima o poi, Sarri rallenti per colpa della Champions perché a questi ritmi non gli si può stare dietro. Certamente il Napoli sta andando a velocità non normali per il campionato italiano, ma è anche vero che questa squadra ha tutto per arrivare fino in fondo. Qualità e tanta tanta concretezza. Mai come quest'anno. Segna un gol e vince. Si fa rimontare e vince. Non c'è storia con l'avversario e stravince. Il Napoli quest'anno ha la fame della Juve di Conte. La Juve si è seduta ed è rimasta con l'interruttore acceso a Cardiff. Non è colpa di qualcuno ma è semplicemente la logica conseguenza di un finale che doveva essere scritto in altro modo dopo un'annata straordinaria. Se il ciclo della Juventus non è finito poco ci manca. Il Napoli cosa deve fare? Infilarsi tra due cicli vincenti perché non ha la forza e la potenza per costruire un ciclo di vittorie ma può approfittare del passaggio di consegne. Mi spiego e traduco: il ciclo della Juventus sta finendo ma non è del tutto finito e quello dell'Inter sta per iniziare ma non è ancora iniziato. Qui in mezzo ti aspetti la sorpresa che può arrivare quest'anno. In futuro vedo molta Inter. Hanno i soldi veri e, se Sabatini non sbraga come fatto a Roma, hanno le competenze per fare qualcosa di importante. A fine anno ci sarà un bel giro di panchine. Il Milan andrà a bussare alla porta di Conte, la Juve studia Inzaghi, l'Inter e il Napoli andranno avanti con i loro guru toscani e la Roma ha già cambiato quest'anno.
Chi sta deludendo le aspettative finora? Sicuramente il Torino. Quest'anno, senza se e senza ma, si deve puntare all'Europa ma di questo passo sarà dura raggiungerla. In estate Cairo e Petrachi hanno lavorato bene sul mercato. Allora dov'è il problema? Il problema reale non c'è ma Mihajlovic dovrebbe essere più concreto ed essendo alla svolta della sua carriera dovrebbe iniziare a raggiungere qualche risultato. Si gonfia il petto del macho che non ha mai paura di niente e di nessuno ma quando l'asticella si alza devi essere bravo a superarla. Sinisa sta deludendo perché la squadra c'è ma il gioco e i risultati sono scarsi. Se il derby neanche lo giochi e se a Crotone prendi un punto all'ultimo assalto, qualcosa va rivisto. La squadra ha poche idee e, se lo scorso anno ti ha salvato San Belotti, quest'anno bisogna trovare un altro Santo sul calendario del 2018.


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