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La Giovane Italia
Editoriale

Allegri aspetta l’incontro, ma Agnelli non lo chiama.Mossa a sorpresa della Juve. Inter, Zhang ha deciso: via Spalletti. Risale Conte, la Roma non l’ha convinto. Milan, Sarri resta al Chelsea. Gasperini o Di Francesco. Corvino, ecco le dimissioni

03.05.2019 08:16 di Enzo Bucchioni   articolo letto 69460 volte
© foto di Federico De Luca

Allegri è sicuro di restare alla Juventus e di sicuro ha ragione lui, ma c’è qualcosa che non torna. Dalla ormai tristemente famosa serata dell’eliminazione con l’Ajax, Andrea Agnelli non ha più parlato. E questo deve far pensare.

Mentre da una parte Allegri ha ribadito più volte, non più tardi di ieri, di voler rimanere alla Juventus e di aspettare una chiamata della società per discutere i programmi per l’anno prossimo, dall’altra Agnelli ha replicato con il silenzio. E la convocazione per l’incontro che Allegri aspetta non è mai arrivata. Che succede? La sensazione è che il presidente della Juventus stia riflettendo e non sia così convinto di continuare con Allegri per il sesto anno consecutivo. La dichiarazione post-Ajax è stata un po’ istintiva e un po’ emozionale, un modo per mettere a tacere i contestatori e l’ambiente, deviare l’attenzione dall’eliminazione. Poi è arrivato il momento della mente fredda e a mentre fredda non tutte le cose tornano. O almeno necessitano di un ulteriore approfondimento.

Agnelli non ha ancora deciso, sta sondando altre soluzioni, aspetta delle risposte. Soprattutto si sta cercando di capire se serve ancora un allenatore-gestore o se è arrivato il momento di affidarsi a un tecnico che ama un calcio più moderno e coraggioso. I dubbi di Agnelli devono essere stati ingigantiti anche dalle partite di Champions. Più si vedono squadre come il Liverpool o il Tottenham, oltre alla solita Ajax, ma anche l’Arsenal in Europa League e altre formazioni, più crescono i dubbi. Dopo cinque anni è ancora davvero Allegri l’allenatore giusto per riprovare a vincere la Champions? Credo che Agnelli, in cuor suo, a questa domanda non abbia ancora dato una risposta. Non è un caso se intermediari hanno sondato Guardiola già qualche tempo fa. L’allenatore del City è irraggiungibile, guadagna troppo e vuole giocatori adatti alla sua idea di calcio, ma altri tecnici potrebbero essere più alla portata. Quali? Abbiamo già detto di Conte, un’idea che frulla e riflulla. E Conte, guarda caso, non decide. Deschamps non convince fino in fondo, ha il passo di Allegri. E allora? Qualche idea c’è, si tratta di capire se realizzabile, come ad esempio quella di un Pochettino che piace da tempo. Credo che fino a quando tutte le strade non risulteranno sbarrate e le idee evaporate, non si farà questo incontro con Allegri. Allegri che, attenzione, vuole il rinnovo del contratto almeno per un altro anno (2021), con adeguamento dell’ingaggio. Se Agnelli fosse davvero convinto l’incontro che avrebbe dovuto esserci già in questa settimana ci sarebbe già stato e sarebbe stato ridotto a una pura formalità. Gatta ci cova, direbbe Trapattoni a proposito di gatti più o meno nel sacco. E non mi meraviglierei se alla fine spuntasse, a sorpresa, un nome del quale fino ad oggi non si è parlato. Oltre ai reiterati annunci di Allegri sull’incontro con Agnelli (anche ieri), sul taccuino dei dubbi va annotato anche il nervosismo dell’allenatore juventino con Adani, un’altra cosa sulla quale riflettere. E anche se Allegri ha ragione nel non volere lezioncine dai professorini, una reazione del genere non viene per caso. Il nervo è scoperto.

E, alla fine, il primo della lista dei dubbi potrebbe tornare ad essere proprio Conte. Tornerà alla Juve? Andrà all’Inter o alla Roma? Siamo alla telenovela. Conte un po’ aspetta la sentenza sulla causa al Chelsea che doveva arrivare entro aprile e non è arrivata, un po’ non è pienamente convinto da nessuna soluzione.

La Roma lo intrigava, abbiamo dato la notizia qui, e lo intriga molto, ma i programmi non lo soddisfano appieno. Almeno per ora. Aspetta un rilancio, vuole sapere se ci sarà la Champions o meno. L’Inter che si era mossa per prima a gennaio, sembra tornata in pole-position. Zhang ha sciolto i dubbi, ha dato il via libera a Marotta, non sarà un problema pagare il conto salato per tagliare prima del previsto il rapporto con l’allenatore di Certaldo. E i programmi dell’Inter sono importanti, c’è voglia di dare la caccia alla Juventus, di investire. Attenti però anche al Bayern che s’è fatto sotto con Conte con una proposta che ad oggi è la migliore dal punto di vista economico. Conte, però, vuole tornare in Italia per diverse ragioni. A tutti i pretendenti ha chiesto ancora una quindicina di giorni, entro metà maggio scioglierà tutte le sue riserve, ormai è arrivato il tempo di decidere. Di sicuro Conte non andrà al Milan che l’aveva cercato due mesi fa entrando in concorrenza con l’Inter. Ci sono troppe incertezze legate all’assetto societario e al fair play finanziario. Per molti anche la presenza di Leonardo è ingombrante e chi ha letto il libro di Ancelotti capisce perché. Un manager che ha sempre nel cuore la professione di allenatore diventa spesso difficile da gestire. Basta chiedere a Gattuso. Gattuso che, come detto da molto tempo e ormai chiaro a tutti, a fine stagione chiuderà. Leonardo voleva Sarri, ma l’allenatore toscano se conquisterà la Champions (è quarto) resterà al Chelsea, il rapporto con Abramovic s’è rinsaldato. E questo è un problema anche per la Roma che se non riuscirà a prendere Conte e neppure Sarri, dovrà ripiegare su un progetto meno ambizioso. E il Milan? Di Francesco non convince, più intrigante allora cercare di convincere l’Atalanta a mollare Gasperini. Ma anche qui c’è di mezzo la Champions. Se l’Atalanta dovesse arrivare quarta (perché no?) per Gasperini sarebbe logico andare a giocarsi il torneo più bello del mondo con la squadra che lui ha forgiato in due straordinarie stagioni.

La sensazione è che la scelta dell’allenatore dipenderà molto sia per la Roma che per il Milan, dal piazzamento finale in campionato. Con o senza Champions cambiano le ambizioni e si sposta l’asticella… Probabilmente quest’anno le scelte si faranno davvero quando la classifica sarà definita.

La classifica è invece uno schiaffo in faccia a tutte le ambizioni europee della Fiorentina. Una squadra costata più di 150 milioni e scivolata al dodicesimo posto, dopo Sassuolo e Cagliari, è il vero fallimento della stagione. Pioli ha già pagato, il prossimo a lasciare Firenze sarà l’architetto di questa squadra sbagliata, vale a dire Pantaleo Corvino. Si sta trattando con il Dg viola una onorevole uscita sotto forma di dimissioni, le aspettano i Della Valle e quella Firenze che ha tanta voglia di ripartire.


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