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SONDAGGIO
Rinnovo Icardi: cosa farà il capitano dell'Inter?
  Resterà all'Inter senza rinnovo
  Rinnoverà il contratto in scadenza nel 2021
  Non rinnoverà e lascerà l'Inter in estate

La Giovane Italia
Editoriale

Allegri non pervenuto. Sarri, colpo Gobbo a Torino. Milan, che dolore il colpo della strega. Crisi Udinese, Oddo non pronto per questi livelli. De Canio e la bacchetta magica...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
23.04.2018 08:25 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 32394 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Se la Juventus prepara una finale scudetto in questo modo, molto colpe sono del suo allenatore. Squadra scarica, zero tiri in porta, gente che passeggia in campo e neanche il 10% della carica agonistica che ti aspetti per chiudere i conti e ammazzare il tuo rivale. Juventus ai minimi storici. E, se arriva punto a punto, cosa è accaduta rischi grosso. Non ci aspettavamo una squadra abituata a vincere, così sfatta. Higuain e Dybala sono irriconoscibili, Benatia insulta la gente sui social e la società modello non punisce il suo giocatore che poi si perde il marcatore del gol decisivo al novantesimo in piena area di rigore. 4 punti persi tra Crotone e Ferrara, non proprio Barcellona e Madrid. Allegri aveva finito il ciclo a Cardiff. Glielo abbiamo detto quella notte, glielo ricordiamo ogni settimana. Doveva andare via. Per i tifosi bianconeri lo scudetto è il minimo sindacabile, se lo perde sarà fallimento totale. Chi ha vinto? La serie A. -1 a 4 giornate dalla fine: ne avevamo bisogno. Se vince la Juve è tutto normale. Due colpi di clacson e via. Il Napoli vince a Torino e la gente allo stadio piange. Sarri viene abbracciato dai tifosi e quasi non può lasciare la panchina. Da oggi invocheranno San Gennaro e quello scudetto che sarebbe la terza pagina di storia. Il Napoli non inventa e non improvvisa. Non fa il partitone, certo, ma cerca la vittoria anche perché ne ha più bisogno. Il gol al novantesimo porta gli azzurri a -1 ma li porta a + 100 nella classifica del morale. Il calendario è con Sarri, la classifica con Allegri ma ora cambia tutto. Se la Juve sarà forte le vincerà tutte e amen. Sicuramente, dopo questa serata di Torino, non potremo rimproverare nulla al Napoli, anche in caso di secondo posto. Non l'ha vinta Sarri. L'ha persa Allegri questa sfida. L'ha persa la Juventus. Sarri ha dalla sua una grande continuità e, quando mercoledì scorso, era scivolato a -9 al 55' di Napoli-Udinese sembra una disfatta. 4 giorni dopo è a -1, come magia. Ci stiamo divertendo ma adesso bisognerà vedere chi ha più benzina. Il Napoli ha meno di metà serbatoio ma a Torino ha trovato tutte le stazioni di servizio aperte. Allegri è in riserva (mentale) e in autostrada il prossimo autogrill è a 50 chilometri. Un vero casino...
Non è stato solo il week end della partita dell'anno. Rino Gattuso si è svegliato con il "colpo della Strega" e ha sentito un dolore forte. Il Milan ha perso brillantezza. Non è più solo una questione di risultati. Il problema che c'è una Coppa Italia da provare a vincere per salvare la stagione, fin qui deludente e se non fosse stato per Gattuso avremmo scritto fallimentare. Il quarto posto era un sogno utopistico. Già è tanto che la squadra ha fatto in modo che potessimo parlare di Milan in ottica zona Champions. La squadra ha troppi buchi. La preparazione atletica, sbagliata ad inizio anno e rifatta in corso, ora ti presenta il conto. Stanno poi venendo anche meno le grandi motivazioni che ti fanno compiere quello sforzo che fa arrivare la testa dove non arrivano le gambe. Il Milan deve sperare solo in una cosa: deve finire presto questo campionato. Potremmo definirlo di transizione anche se, di fronte ad un mercato così importante, tutti ci saremmo aspettati di più. La squadra è vulnerabile ma soprattutto ha ruoli completamente scoperti. Un buco in difesa, uno nella mezzala e l'altro al centro dell'attacco. Con queste mancanze l'unico obiettivo plausibile è l'Europa League. Quella non deve sfuggire a Gattuso. Capiamo la flessione della squadra ma nonostante ciò non puoi perdere in casa con il Benevento retrocesso e, praticamente, nullo fuori casa. Lo abbiamo scritto dal suo arrivo: De Zerbi avrebbe fatto un campionato per De Zerbi. Mi spiego: se l'obiettivo del Mister era quello di salvare la squadra, allora, non ci siamo. E non c'eravamo neanche prima. Ma se l'obiettivo era far vedere a tutti che sa fare calcio allora ci sarebbe riuscito alla grande. De Zerbi fa retrocedere il Benevento con onore. Questo è il massimo che poteva fare. Due grandi prestazioni a San Siro, qualche vittoria di grido ma per salvare questa squadra bisognava commettere meno errori all'inizio. Eppure non si può parlare di Benevento cenerentola perché arrivava in A per la prima volta. Vigorito, per questa squadra, ha speso soldi veri. Forse anche di più di almeno 4-5 squadre di serie A. Non concordo con la tesi di chi dice che più di questo il Benevento non avrebbe potuto fare. Aveva grandi margini. Ha sbagliato troppo in estate.
Dalle difficoltà del Milan alla retrocessione del Benevento, fino ad arrivare alle crisi di Cagliari e Udinese. Cambiare allenatore non sempre serve se ci sono problemi ben più grandi. Lopez non poteva fare i miracoli e ha confermato che il problema non era certo Rastelli, reduce da due super annate in Sardegna. A Udine, con i Pozzo, una roba simile non si era mai vista. 11 sconfitte consecutive sono schiaffo per il club friulano. Conosco i Pozzo e conosco anche le porte delle uscite secondarie di Via Candolini. Una roba del genere i Pozzo non la meritano. Gente che si sveglia alle 6 del mattino pensando all'Udinese e vanno a dormire a mezzanotte, dopo il tg locale, pensando a come fare il bene della società. I Pozzo, ad Udine, ha portato la serie A con dignità per anni. Hanno portato una piccola città a farsi conoscere in tutto il Mondo grazie al calcio. Oggi non meritano critiche e contestazioni anche se nel calcio, quando perdi, meriti i "vaffa" della gente che paga. Se perdi 11 partite consecutive, ovviamente, hai commesso qualche errore. La stagione è stata sbagliata o sfortunata, sicuramente, ma bisogna guardare avanti anche se resterà la peggiore annata dell'era Pozzo. La contestazione ci sta, le offese no. Uno stadio nuovo, uno scouting di primo livello, il calcio a 5 stelle e neanche si può fare il paragone, in questi anni, con i rivali di sempre di Trieste. Tutto questo grazie ad una famiglia. Oddo ci aveva illuso, al suo arrivo, e conoscendo Gianpaolo Pozzo mi ha sorpreso molto la scelta di Oddo. Non avrei puntato 1 euro. Invece Pozzo mi sorprese. Non era l'allenatore giusto per Udine. Poi vinse e aveva ragione lui. Oddo ha bisogno di fare un percorso. Ha bruciato troppe tappe. Tutte in fretta. Ha delle qualità ma se alleni l'Udinese non puoi arrivarci dopo un anno di carriera. Udine deve essere una meta per ottimi allenatori, con gavetta alle spalle. Anche perché lavorare con i Pozzo è massacrante, soprattutto sotto il punto di vista psicologico. Ti danno tutto ma pretendono, giustamente, tutto e di più. Il più grande errore e non aver tenuto uno zoccolo duro degli italiani. I giovani stranieri vanno bene ma devono essere guidati. Di Natale era il Re ma con Pinzi e Domizzi tiravano avanti il gruppo. Sempre. A questa Udinese manca Totò. In campo ma anche fuori. Tornando a Massimo Oddo, non era la scelta giusta. Ha bisogno ancora di un paio di campionati di B per formarsi. Così, come era sbagliata, la scelta di Stramaccioni.
Un ex figlioccio di Pozzo, invece, conferma le follie del calcio. Oddo a Udine, De Canio a Terni per la salvezza in B. Sta facendo un miracolo De Canio in una situazione disperata. Le responsabilità sono tutte della società che, sulla scelta degli allenatori, non ha capito nulla. Con De Canio ha fatto bingo anche perché sta rivalutando una serie di calciatori sembrati inadeguati fino a poche settimane prima. Forse non porterà la barca in porto perché arrivato troppo tardi ma, sicuramente, quello che sta facendo De Canio a Terni è simile ad un capolavoro.


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