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La Giovane Italia
Editoriale

Ancelotti, il Milan ora ha una soluzione pronta per la panchina. Montella deve battere la Roma per evitare il caos. Brutta gara e fischi anche in Europa League con Bonucci in crisi. Ma Carletto è una alternativa anche per Ventura

29.09.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 32596 volte
© foto di Federico De Luca

Sembra incredibile, ma anche da una partita semplice come quella di ieri sera con il Rijeka arrivano segnali negativi per il Milan con tanto di fischi degli spazientiti tifosi rossoneri. Alla fine il Milan ha vinto solo con grande fatica, segnando due gol frutto di individualità (Andrè Silva) o di una palla inattiva (Musacchio) senza una manovra collettiva accettabile, un minimo di gioco e di ritmo. Partita triste che stava per finire in psicodramma nel finale con il pareggio dei croati. Per fortuna Cutrone al 93’ ha rimesso a posto la classifica. Almeno quella. Per il resto note negative quasi ovunque, a cominciare da Bonucci che doveva essere il leader e invece sta rivelandosi un problema. Imbarazzante per tutta la gara, impreciso nelle chiusure e nella guida della difesa, incapace di far ripartire l’azione come era solito fare nella Juve, nel finale ha commesso pure una clamorosa ingenuità sul primo gol del Rijeka che ha ridato forza alla squadra ospite. Cosa gli stia succedendo è difficile da capire. Manca l’assistenza di Chiellini e Barzagli? Possibile, ma in queste condizioni non l’avevamo mai visto.

Da salvare ci sono solo Andrè Silva, Bonaventura, Cutrone per il gol finale e poco altro. Il Milan non ha gioco e una personalità fragile, è logico che in questa situazione venga chiamato in causa l’allenatore.

Se domenica i rossoneri non dovessero vincere o addirittura perdere con la Roma il caso-Montella è destinato a deflagrare secondo una legge consolidata del calcio e lo dico nonostante Mirabelli che prima della gara con il Rijeka ha speso parole di stima e cercato di rafforzare e rasserenare Montella. Parole obbligate, una proprietà che ha speso 220 milioni per rafforzarsi, se le cose non vanno il conto te lo presenta di sicuro.

Fra l’altro, per Montella non è un momento felice, ma neppure fortunato.

In mezzo a questa bufera cosa succede? Che il Bayern esoneri Ancelotti.

E’ andata peggio a Carletto, questo è sicuro. I tedeschi evidentemente sono in piena Oktoberfest se pensano di poter far meglio senza uno dei più forti allenatori al mondo, ma detto questo, ora il nome di Ancelotti volteggia sulla testa di Montella.

Come sappiamo, un allenatore che ha cominciato in un altro campionato, comunque potrebbe allenare in Italia.

Alla notizia, i social si sono scatenati. I tifosi del Milan in massa si sono schierati dalla parte di Carletto, tutti lo rivorrebbero immediatamente sulla panchina del Milan. A furor di popolo, direi.

Non credo che in questo momento Ancelotti abbia voglia di rimettersi subito in gioco, non credo neppure che per uno come lui possa essere allettante prendere una squadra in corsa, e non so neppure se il Milan sia fra i suoi pensieri (dubito), ma resta il fatto che la pressione su Montella già alta, è così aumentata a dismisura.

Ora una fantastica alternativa per la panchina del Milan c’è e anche se Fassone e Mirabelli non dovessero pensarci, i tifosi spingono per Ancelotti, amato da sempre, dimenticato mai. Tanto che due anni fa anche Galliani provò senza successo a riportarlo in rossonero.

E’ chiaro che tempi per Ancelotti non sono giusti, oltre a tutto il momento di passaggio societario con problemi economici ancora da risolvere fanno del Milan una squadra con meno appeal per un santone della panchina, ma il caso è aperto.

A Montella non resta che battere la Roma, serve una gara di assoluta intensità da parte di tutti i giocatori, che vada oltre moduli e schemi, se vogliono salvare la panchina del loro allenatore. Di sicuro il Milan non ha scelta, né alternativa. Battere la Roma è un obbligo anche per la classifica. La squadra vista ieri sera è preoccupante più o meno come quella di Genova. Oltre al gioco mancano il ritmo, il cambio di passo, l’aggressività, recuperarle per domenica pomeriggio sarà un’impresa o un miracolo. Fate voi.

Ancelotti, comunque, da ieri volteggia anche sulla testa di Ventura. Ripeto: non credo che l’ex Bayern oggi abbia voglia di Nazionale o di Milan (in futuro chissà) però se hai in panchina un signor Ventura qualsiasi e c’è un principe della panchina come Carletto, se io fossi il presidente federale un pensierino per il mondiale (toccando ferro) ce lo farei. Chissà che non ce lo faccia anche Tavecchio….

In attesa di vedere e di capire, andando oltre, il nostro calcio esce comunque in maniera straordinaria dalla tre giorni europea con cinque vittorie e un pareggio. Non succedeva dal 2010. L’Italia ha scavalcato la Germania nel ranking Uefa e ora veleggia al terzo posto.

L’unico pareggio è arrivato dall’Atalanta, ma trattasi di autentica impresa. Il Lione è una squadra forte, ha grande tradizione, sul suo campo ci hanno lasciato le bucce in tanti (chiedere alla Roma l’anno scorso) eppure questa Atalanta al debutto in trasferta, ha dimostrato grande carattere, capacità di soffrire e di difendere, ma anche la personalità per contrattaccare, imporre il gioco e pareggiare con il solito Papu Gomez. Ora a Lione sanno chi è, la giusta vendetta dopo le ironie della vigilia. Complimenti al lavoro di Gasperini che funziona in campionato e in Europa League, un’impresa non facile.


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