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Editoriale

Ancelotti tra Juve e Milan, ma prima i mondiali con l’Italia? Inter, Ramires il centrocampista low cost. Il ritorno su Vidal. Milan su Kakà, quanti dubbi. E mister Li deve rifinanziare il debito

20.10.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 22111 volte
© foto di Federico De Luca

Ancelotti se la rideva l’altra sera a Stamford Bridge, divertito da Chelsea-Roma, senza dubbio una gara emozionante. Rideva anche perché nonostante l’esonero del Bayern, è sempre corteggiato da tantissime squadre. Giustamente aggiungo io. Dell’interesse del Milan sappiamo da tempo, ricordate che fu uno degli ultimi tentativi di Galliani andati a vuoto. Ancelotti però non avrebbe il rossonero in cima alla sua lista personale, lui resta un fedelissimo di Berlusconi, con i tempi incerti che corrono oggi, c’è solo da rischiare.

La Juve lo intriga, nessun dubbio. Due secondi posti in campionato, ma senza titoli. Per uno che ha vinto dappertutto potrebbe essere una bella sfida: ritornare per rifarsi. Fra l’altro l’aria a Torino è cambiata e molte facce a lui non simpatiche sono sparite. Ma tutto è legato, naturalmente, alla stagione, ai risultati di Allegri, a molte cose.

Ancelotti, visto che può permettersi di scegliere, quasi sicuramente ha la Premier in cima ai pensieri. Arsenal? Possibile.

Nel frattempo, però, la nazionale croata ha fatto la pensata che, non per vantazione, come diceva Totò, mi ero permesso di suggerire a Tavecchio e company di prendere Ancelotti per il mese dei mondiali.

E’ vero che prima ai mondiali bisogna andarci, ma toccando ferro, forse è meglio guardare anche avanti. Ci andreste davvero ai mondiali con Ventura? Chi è per il sì alzi la mano. Vedo il deserto attorno. I rischi sarebbero altissimi. E allora visto che siamo l’Italia che dobbiamo comunque avere ambizioni, un mesetto con un grande come Ancelotti in panchina forse potrebbe dare un senso maggiore al tutto. Rifletta Tavecchio, rifletta. Ammesso e non concesso, come già scritto, che Ancelotti accetti. Avevo comunque suggerito anche l’ipotesi B, chiamata Capello.

Intanto però ai mondiali andiamoci, poi ne riparleremo.

Intanto riparliamo volentieri di Ramires, centrocampista ex Chelsea, ora al Jiangsu, squadra cinese di Suning. Il brasiliano, attualmente infortunato, potrebbe essere l’acquisto facile di gennaio per Spalletti. Un giro in famiglia. Fra l’altro il campionato cinese finisce fra poche settimane e Ramires potrebbe arrivare entro novembre in Italia per rifinire la preparazione fisica e imparare a giocare come vuole il tecnico nerazzurro. Più di un’idea. E’ tornata di moda, però, anche la candidatura Vidal. Con il giocatore c’era stato un contatto e un pre-accordo in estate, niente con il Bayern anche per il blocco del mercato deciso da Suning. Ora il governo cinese ha riaperto agli investimenti esteri e, tra l’altro, Vidal con Heynckes non è più fra i titolarissimi. Era in panchina anche l’altra sera in Champions. Dunque, sembra il momento buono per riprovare a portare a Milano il giocatore che era il primo della lista di Spalletti alla pari con Nainggolan. Sabatini tiene sempre d’occhio anche Pastore, pure lui non più al centro del progetto tecnico del Psg e in scadenza nel 2019.

Passando al Milan, fa discutere l’idea-proposta di Kakà. Vorrebbe tornare in rossonero, ma a 35 anni, dopo un ‘esperienza americana in un campionato poco allenante, è ancora un giocatore da serie A. Le suggestioni per i Grandi Ritorni in genere non si trasformano mai in grandi affari. Certo, al Milan mancherebbe davvero un uomo di carisma, trainante, anche nello spogliatoio. Il dibattito è aperto. Aperta anche la caccia ai soci per mister Yonghong Li, sempre più alle prese con il maxi debito che si è accollato per comprare il Milan. Fra un anno dovrà restituire al fondo Elliott 303 milioni di euro che con gli interessi diventano molti di più. La banca d’affari Goldman Sachs ha detto no al finanziamento, mister Li non ha le garanzie sufficienti a coprire un importo simile. Ora i suoi advisor si rivolgeranno a Merrill Lynch, ma la situazione è sempre molto delicata e nuovi soci all’orizzonte non se ne vedono. Come è noto, se il debito non sarà risarcito, fra un anno il Milan diventerà proprietà del fondo Elliott.

In attesa di una schiarita economica, per la Juve serve invece una schiarita tecnica. Allegri è apparso molto nervoso dopo la difficile vittoria con lo Sporting e lo capiamo. La sua frase “qualcuno si è disconnesso”, deve far riflettere e far paura allo stesso tempo. C’è la sensazione che questo gruppo stravincente faccia fatica a ritrovare le motivazioni e troppi giocatori stiano andando in campo con leggerezza. Ma c’è anche un problema per la super coppia Higuain-Dybala. Higuain fa fatica, ma fino a qualche settimana fa funzionava Dybala. Oggi di due è difficile farne uno e quando una squadra in difficoltà non si può attaccare ai suoi giocatori migliori tutto si complica. Fino a quando? E’ finito davvero un ciclo? Credo di no. Le squadre di Allegri all’inizio della stagione non sono mai al top, ma l’allarme suona.


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