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Arabi, cinesi ed americani agitano i sogni dei tifosi del Napoli. L'unica verità è che De Laurentiis ha bisogno di soci e soldi per ristrutturare il San Paolo. Ce la farà?

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
23.11.2014 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 23003 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Credere o meno? Innanzitutto vanno registrate tutte le informazioni che stanno vorticosamente girando sulla proprietà del Napoli e sul futuro di De Laurentiis al timone del prestigioso club azzurro. I soli segnali da raccogliere con certezza sono quelli relativi alle smentite ufficiali pubblicate sul sito web, tutto il resto è (per adesso) pour parler che lascia perplessi per la quantità di informazioni che stanno spuntando in ogni angolo del mondo. I qatarioti che dovrebbero subentrare a don Aurelio subito dopo la finale di Supercoppa con la Juve (il 22 dicembre), passando per le banche titolari di fondi d'investimento americane e con le quali De Laurentiis ha realmente avuto rapporti, fino al "bombazo" fatto esplodere dall'intermediario spagnolo Francois Gallardo: un poderoso gruppo economico cinese che gestisce i diritti di immagine di Lio Messi, comprerebbe il Napoli e porterebbe il fuoriclasse argentino insieme al Cholo Simeone per guidare una squadra stellare. Troppa grazia tutta insieme per una piazza che ha subìto fin troppe amarezze e delusioni nel decennio che ha preceduto l'arrivo di De Laurentiis. Diffidenza e ironia nel più comprensibile del "non è vero finchè non vedo" a corredo degli incontrollabili rumors. Come si può dare torto ai tifosi del Napoli? Procedere con i piedi di piombo su di un territorio nel quale raramente abbiamo incontrato un rappresentante del Napoli oppure lo stesso presidente che evita accuratamente di rispondere di persona a certe informazioni incontrollate. Perché? Probabilmente qualche cosina di vero c'è alla base di questa ridda incontrollata di soldi e persone che potrebbero rimanere per sempre nei sogni della gente di Napoli e vivere soltanto nelle fantasie di chiunque riceva uno spiffero dal primo passante che gli dice: "sai che De Laurentiis sta vendendo il Napoli?". Facciamo fatica a credere che sia possibile, visto l'impegno, la dedizione e, perché no, anche l'interesse da imprenditore che caratterizza l'esperienza partenopea di De Laurentiis. Qualcosina di vero ci sarà, ma solo nella misura in cui il patron ha bisogno di investitori, gente che venga con tanto di assegni circolari per fare insieme l'investimento sullo stadio San Paolo. Il nodo è quello lì, l'oggetto della disputa è l'impianto di proprietà del club azzurro. De Laurentiis cerca soci e ha pure fretta. La notizia dell'ennesima lite con il sindaco De Magistriis, conferma la tensione esistente tra club Napoli ed amministrazione comunale. Entro la fine del campionato bisognerà portare all'attenzione del consiglio comunale uno studio di fattibilità per la ristrutturazione del San Paolo e con esso, ovviamente, la copertura economica a sostegno della stessa. Riuscirà De Laurentiis a consegnare quanto chiesto dal Comune dopo tre anni e mezzo di tira e molla tra le parti? E poi, se ciò non dovesse verificarsi, cosa accadrebbe dopo: De Laurentiis andrebbe con i suoi soci a costruire un impianto altrove? Sono tutte domande lecite, al pari di quelle che portano a chiedersi come mai proprio adesso intorno alla proprietà del Napoli circolino così tante voci sul futuro gestionale del club. Vogliamo sapere, ci spetta, appena i tempi saranno maturi per individuare gli scenari futuri. Ha bisogno di informazioni certe anche Rafa Benitez, gli è dovuto, alla luce di quel contratto che scadrà il 30 giugno. Anche per questa ragione sta tergiversando, tanto da apparire anche un po' snob nel farsi attendere così tanto. No, almeno su questo argomento non lo è, perché c'è in ballo anche il futuro. Il suo e quello dei tifosi del Napoli. Questo è il momento del salto di qualità, di una politica societaria che necessita dell'arrivo di risorse (e soci) che diano una mano a De Laurentiis. In questi 10 anni il patron ha fatto fin troppo con le sole risorse che gli hanno dato i tifosi. Continuare da solo potrebbe costringere il Napoli e le proprie ambizioni a fare un passo indietro. Gli investitori, la tifoseria, Benitez: tutti hanno bisogno di sapere quali mosse ha in mente di fare Aurelio De Laurentiis.

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