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La Giovane Italia
Editoriale

Assalto alla Juve. Allegri cambia modulo, difesa da proteggere. Napoli non molla: il Trio vale lo scudetto. Attenti all’Inter, Spalletti sposta. Milan rimpianto Aubameyang. Roma più debole anche con Schick. Scommettiamo sul Toro

08.09.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 30788 volte
Assalto alla Juve. Allegri cambia modulo, difesa da proteggere. Napoli non molla: il Trio vale lo scudetto. Attenti all’Inter, Spalletti sposta. Milan rimpianto Aubameyang. Roma più debole anche con Schick. Scommettiamo sul Toro

Possiamo dire che il campionato comincia domani? Diciamolo. Le prime due giornate sono state di studio, anticipate per fare un favore a Ventura che poi ha sprecato tutti i bonus.

Queste due settimane passate al capezzale della Nazionale mi hanno intristito. Ma si può giocare così male e in modo così sprovveduto tatticamente? Per di più essere scarichi caratterialmente? Aridatece Conte. Ma purtroppo non si può. Così con Ventura detto "aiutami a piangere", temo davvero che anche lo spareggio possa diventare una montagna da scalare.

Ha ragione Tavecchio, non andare in Russia sarebbe davvero l’Apocalisse. E allora qualcuno dica a Ventura cosa deve fare nelle prossime gare. In fondo l’avevano pensato sulla panchina azzurra con Lippi direttore tecnico. Saltato Lippi, Ventura si è trovato solo. Ma anche nudo.

Per fortuna torna il campionato e la tristezza, spero, come l’Epifania se la porta via. Intanto c’è il Var e il giochino funziona. Abbiamo trovato qualcosa di nuovo per menarla e rimenarla. La moviola del Var. Geniale.

Nuova, invece, non è la Juventus. Caso mai lavata con Perlana-Marotta. Funzionerà ancora? Vincerà il settimo scudetto per andare direttamente nella storia delle storie. Come noi nessuno mai….Possibile, probabile.

Se voglio andare sul sicuro scommetto scudetto alla Juve e non se ne parla più. Così non mi insultano neppure sui social e sono tranquillo. Vado sul banale? Sullo scontato? Anche no.

Siccome trovare nuove motivazioni non è facile, l’idea di dare ancora l’assalto alla Champions insiste e persiste, temo che, forse, non si è pensato troppo alla difesa, a Buffon, Chiellini e Barzagli che hanno una stagione in più e tanta usura addosso.

Basterà Howedes al posto di Bonucci? Cresceranno il giovane Rugani e il disperso Benatia? Non lo so. C’è solo una strada: cambiare modulo. L’anno scorso ho salutato con la fanfara il tentativo di Allegri di giocare il 4-2-3-1 per mettere in campo assieme Higuain, Dybala, Mandzukic e Cuadrado, ma la finale con il Real ha fatto crollare tutte le certezze. Modulo complicato. Fase difensiva sempre border line. Si può giocare questo modulo ad alto livello solo con dieci giocatori al massimo della condizione come nella doppia sfida con il Barcellona dell’anno scorso. Forse in campionato può ancora funzionare, ma questa volta dico che non può restare in panchina uno come Matuidi. Tre centrocampisti (Khedira o Bentancur che è fortissimo, Pjanic e Matuidi si impongono) con un albero di Natale, Dybala-Mandzukic dietro a Higuain, potrebbero essere la nuova strada bianconera. Sono il futuro.

E gli esterni Douglas Costa, Bernardeschi e Cuadrado dove li metto? Berna può fare la seconda punta. Cuadrado può spezzare le partite in corso e se fossi Allegri lo reimposterei esterno basso di spinta come giocava nel Lecce e a volte nella Fiorentina. Douglas Costa non mi ha mai fatto impazzire (forse neppure Ancelotti), ma può darsi sia un problema mio.

Comunque, ho fatto il pistolotto per dire che forse la Juve non è più o non è ancora, una macchina perfetta. Lo diventerà? Assai probabile. Però…però…però…Tanti però

Il Napoli, invece, perfetto lo è già. E qui si accettano le scommesse per lo scudetto. Quest’anno o mai più. Sono convinto anch’io come Raiola (cattiva compagnia) che l’anno prossimo Sarri voglia e possa salutare la banda, quindi tre anni di grande lavoro già fatto vanno monetizzati. E quelli del Napoli se lo sono ampiamente detto nello spogliatoio. Il Trio più o meno Lescano funziona, il calcio incanta e la squadra è maturata. C’è pure una panchina addestrata e di qualità, quindi concentrazione e testa bassa: si può fare. Con buona pace di Maradona che un altro scudetto a Napoli faticherebbe a sopportarlo. Questione di Ego.

Attenti, però, anche all’Inter. Cosa ha fatto di così grande e decisivo?

Ha preso Spalletti e Spalletti è uno che sposta gli equilibri. Ricordate cos’era la Roma di Garcia e cosa ha fatto lui portandola al terzo posto in pochi mesi? La cultura del lavoro e le regole che sta imponendo in un gruppo e in uno spogliatoio storicamente anarchico, potrebbero cambiare la prospettiva. Scudetto? No, manca qualcosa in difesa e non c’è un uomo di qualità capace di tenere la palla e ispirare dietro la punta, ma l’Inter darà parecchia noia a tutti. Quanta non lo so. E poi a gennaio il fair play finanziario potrebbe consentire qualcosa.

Il Milan con il fair play è venuto a patti. Per rispettarli vuole il quarto posto che vale i soldi Champions, è un obiettivo quasi obbligato. E per me ce la può fare. Il Milan va assemblato, sinceramente non lo vedo ancora maturo per insidiare posizioni-scudetto. Forse lo sarebbe stato con un Aubameyang (rimpianto ieri da Mirabelli) o un Belotti davanti. In sostanza, manca un bomber da venti gol e questo alla lunga peserà. A meno che Cutrone non sia davvero un crac alla faccia dell’età e continui così fino a maggio. Comunque per il quarto posto è da mano sul fuoco.

E la Roma? Ho la sensazione che faticherà a capire Di Francesco e, soprattutto, ha perso giocatori che non ha sostituito come Salah e Rudiger, ma anche altri. Un girone di Champions da urlo potrebbe incidere anche sull’autostima. Troppe incognite in campo e fuori, compreso Schick che mi piace moltissimo, ma non è un esterno. Vedremo cosa si inventerà l’allenatore, profeta del 4-3-3.

C’è poco da inventare nella Lazio che ha tenuto la sua struttura. Con "sette" Nani al posto di Keita e Leiva al posto di Biglia, qualcosa ha perso, ma la dimensione Europa League sembra garantita. Dimensione dalla quale si è allontanata la Fiorentina per scelta più o meno obbligata (ringiovanire e tagliare i costi), ma anche l’Atalanta. Cessioni a parte, reggere il campionato e l’Europa League per chi non è abituato, qualche contraccolpo lo provoca. Chiedere al Sassuolo.

E allora chi sarà la sorpresa dell’anno? Non ho dubbi: voto Toro. Lo avevo già fatto l’anno scorso e se Miha mi delude ancora lo vado a prendere per un orecchio. Si fa per dire, naturalmente. Stia calmo.

Comunque, con Belotti, Ljaijc e Niang davanti, centrocampo e difesa molto più forti, alle spalle il vento di Cairo, nuovo re Mida italiano, che soffia forte, questo Toro è toro vero. Attenti alle corna.


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