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Editoriale

Asta Dybala, 30 milioni? Follie italiane. Allan, sorpasso Juve all'Inter. De Laurentiis, l'Europa non è l'Italia. In B hanno fallito Modena, Catania e Bari

Direttore di Tuttomercatoweb e Sportitalia
11.05.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 104575 volte
© foto di BALTI/PHOTOVIEWS

Sta per volgere al termine uno dei campionati più inutili della storia della serie A. Voi vi siete divertiti? Io no. Lo scudetto la Juventus lo vince a tavolino, nel senso che può fumarsi anche un sigaro che con il solo fumo annienta Roma, Napoli e milanesi. Allegri rende semplice anche ciò che realmente è difficile e quando dice "godiamoci la vita che è fatta di momenti" riferendosi alla Champions ha perfettamente ragione. Pensiamo sempre al domani ma godiamoci l'oggi. Ha detto tante altre cose giuste. Ad esempio, è meglio giocare la prima in casa. Perché se è vero che al ritorno hai la possibilità di recuperare, c'è anche il rischio che al ritorno non ci sia proprio gara; vedi la Fiorentina in Europa League. Comunque il campionato ci deve dire ancora chi andrà in Champions e poi saranno solo amichevoli. Pensate se la Juve non fosse andata in semifinale di Champions League cosa avremmo fatto per tutte queste settimane. Una partita a scopone scientifico parlando di Dybala che vale 30 milioni e se aggiungi le commissioni arriviamo anche a 35. Premesso che Zamparini a creare aste è un fenomeno, ci viene da domandarci come fanno ad abboccarci gli altri. Chiariamo un paio di punti: lo scorso anno Iturbe ha fatto il fenomeno in un Verona che viaggiava bene in gruppo. Sabatini ha aperto la bocca e c'è cascato con tutte le scarpe. Ha strapagato un calciatore, forte, che però non è un fenomeno. L'anno prossimo Iturbe, dopo il primo anno di rodaggio, farà bene ma comunque non giustifica il prezzo d'acquisto. Quest'anno va di moda Dybala. Conte lo ha adocchiato per la Nazionale, in assenza di italiani, la Juventus e l'Inter hanno fatto un sondaggio; con due articoli e 8-9 gol vedi che il prezzo sale a 30 milioni. Ma siamo pazzi? Il calciatore è fortissimo ma farlo passare per fenomeno ce ne vuole ancora. Almeno ci dia la controprova l'anno prossimo. Lo scorso anno era in B e quest'anno al Palermo ha dimostrato il suo valore solo perché Ceravolo, in estate, non ha accontentato Iachini che avrebbe voluto Nicola Pozzi. Altrimenti, di questi tempi, Dybala rischiava addirittura la panchina. Per l'attaccante del Palermo la soluzione ideale sarebbe Firenze. Una via di mezzo tra Palermo e la Juventus e sarebbe perfetto per giocare davanti a Pepito Rossi, sempre se quest'ultimo riuscirà a fare una stagione dalla prima all'ultima giornata.
In settimana abbiamo registrato il sorpasso della Juventus, ai danni dell'Inter, per il brasiliano dell'Udinese Allan. Il calciatore, in questi due anni, è cresciuto tantissimo. Grande quantità, motorino inesauribile e migliorato anche nella fase di possesso e conclusione. Si tratta su una base di 13-14 milioni di euro. I prezzi, all'Udinese, molte volto sono standard e si va per ruolo. 10 milioni il difensore, 15 il centrocampista e 25 l'attaccante. Poi ci sono i casi; nel bene (Sanchez venduto a 42) e nel male (Muriel ceduto a 11). La Juve ha bisogno di un centrocampista rubapalloni al fianco di tanti calciatori di qualità. Non diamo ancora per spacciata l'Inter che su Allan si è mossa prima di tutti, lo scorso dicembre. Per dirla alla Pedullà, nelle trasmissioni su Sportitalia: 55% Juve, 40% Inter, 5% altro...
Parliamo di Europa League? Vabbè, facciamolo. La Fiorentina è arrivata ben cotta, neanche al sangue, a questo finale di stagione. Montella avrà sbagliato qualcosa nella gestione degli uomini e nella preparazione atletica. Forse neanche loro credevano di arrivare a maggio a giocare due volte a settimana, tra coppe e campionato. Morale: i viola rischiano di bruciare tutto l'anno e di non portare a casa nulla, per il prossimo campionato. Il Napoli, invece, aveva e ha la grande opportunità di vincere questa coppetta che non serve a nulla (come dice De Laurentiis) se non alla qualificazione alla prossima fase a gironi di Champions League. Certo, se Benitez avesse dato più continuità in campionato, la scorciatoia sarebbe stata un secondo o terzo posto in serie A e non la conquista della Coppa. Detto questo, De Laurentiis deve ricordarsi che quando parla in Europa non è come se parlasse in Italia dove si rivolge come vuole a Lega e Federazioni. In Europa rappresenta l'Italia e non solo il Napoli, così ci fa risultare tutti antipatici e maleducati. Non si può dare degli straccioni a tutti e, pur dicendo parziali verità su Platini, bisogna indovinare il bersaglio dell'attacco. Gli arbitri sbagliano in Italia, come in Europa. Però De Laurentiis ha rimosso troppo in fretta il gol viziato dal tocco con la mano di Higuain contro il Wolfsburg che di fatto gli ha spalancato le porte della semifinale. Il Napoli, giovedì scorso, è stato fortemente danneggiato ma contro il Dnipro non ti devi ridurre ad un pericoloso 1-0 casalingo. Comunque il Napoli è più forte e può passare il turno, se ci crederà.
In serie B ci sono 3 società che hanno completamente toppato la stagione. Catania, Bari e Modena. Il Catania ha perso a Brescia e ha chiuso di fatto una stagione disastrosa. I 4 gol di Brescia sono la fotografia dell'annata dei siciliani che credevano in un immediato ritorno in serie A ma non avevano fatto i conti con Pablo Cosentino. Quest'anno ci ha messo la faccia, dicendo: se questa stagione il Catania non va in A la colpa sarà unicamente la mia. Bene, già è troppo che il Catania si sia salvato con 3-4 partite decenti fatte ad aprile. Il Modena, invece, paga le nefandezze economiche e societarie del suo Presidente, Antonio Caliendo. Un procuratore vecchio stampo, che oggi farebbe fatica a piazzare anche Trezeguet al Cittadella, ha deciso di giocare a fare il Presidente con i soldi della mutualità della Lega. Sperava di calare l'asso con la promozione in A, gli è andata male e soprattutto difficilmente riuscirà a concedere un futuro roseo al Modena. Spocchioso e presuntuoso ma soprattutto fuori ruolo. Male anche il nuovo Bari. Quando non c'erano i soldi la squadra volava verso la serie A, con i soldi si naviga a metà classifica. Molte scelte sono state sbagliate in sede di calciomercato e sia Mangia che Nicola hanno pagato alcune diatribe interne al club. Bari è una piazza che merita la serie A e non può permettersi annate così anonime dove regali punti e partite come fossero i bollini del supermercato.


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