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Editoriale

Attenta Juve: il problema non è Vidal (anche se un marchio fa paura...). Milan e il "parametro" che non torna (ma Pippo ha una strategia risveglia-Diavolo). Inter: se il fax non funziona, meglio prendere un aereo per l'Inghilterra

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
15.07.2014 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 80459 volte
© foto di Federico De Luca

Ciao, mi chiamo M'Vila e vivo in albergo. A Pinzolo. La mattina rubo le nutelline al buffet, poi le porto in camera e improvviso scherzi telefonici a quelli delle altre stanze. Il fatto è che non ho una mazza da fare. Mi han detto: "In Italia ti troverai bene" e mi hanno portato a Pinzolo. In albergo. Mi strafaccio di Nutelline. Bella Pinzolo, per carità, ma la libidine massima è il "trofeo Pinzolo" di Scala 40 tra alberghi. Vi dirò, sono in semifinale con uno della pensione "Stella Alpina" ma in fin dei conti mi rompo le balle. Per fortuna l'altra sera in tv c'era Temptation Island, una roba dove tu e la tua fidanzata decidete di separarvi su un isola piena di bonazze e figaccioni per testare il vostro livello di fedeltà. Per come l'ho capita io, in realtà è un programma per coppie già in crisi composte da lui che pensa "spero di copulare come un lupo maremmano e che lei invece resti fedele tipo suora" e da lei che pensa "io me la tengo per me, speriamo che lui se lo tenga negli slip. In ogni caso non lo tradirei mai". Poi però gli apparecchia un cornone con uno uscito dai Centocelle Nightmare ma solo perché "lui è un egoista e a San Valentino mi hai portato al Giropizza mentre io volevo andare al fusion Giappo-siberiano da cento euro cadauno". Insomma: un porcodromo.

Ecco, ci piace pensare che il buon M'Vila stia vivendo così la sua condizione di "forzato all'albergo", ma forse è bel sereno in attesa del fax liberatorio che dovrebbe arrivare oggi. Dicono... Di sicuro si sa che in casa Inter la situazione è piuttosto serena e che Mazzarri sia addirittura diventato simpatico.

Mazzarri l'altra sera a Dodò: "Sai qual è il colmo per un idraulico?". Dodò: "No, mister". Mazzarri: "Non capire un tubo ahahahahah". Dodò: "Non ho capito mister". Mazzarri: "Ma come, l'idraulico, il tubo...". Dodò: "Non ho capito mister...". Cose così.

Chi non ride è Ausilio, deciso a battere il record detenuto da Branca di aerei presi in un'unica sessione di mercato (leggenda vuole che per il prestito di Silvestre al Milan, l'ex uomo mercato salì su un rarissimo Linate-Malpensa). Ebbene, domani l'Ausilio del traffico volerà in terra d'Albione per convincere il Cardiff ad abbassare le pretese per Medel. Loro vogliono poco meno di dieci fischioni, l'Inter è disposta a cacciarne 7. Il giocatore invece è già convinto. Ergo, l'affare si farà, fax permettendo. L'altra faccenda riguarda l'attacco: per Jovetic tocca aspettare e sperare, Osvaldo resta in pole ma anche in questo caso non si tratta di un affare imminente.

Da Pinzolo a Vinovo il passo è breve. Più o meno. La Juve ha rinunciato all'aria fresca di montagna e il centro sportivo bianconero si è trasformato in un bunker: allenamenti a porte chiuse di giorno - c'è la tangenziale che si intasa, dicono, ma la verità è che Conte ha in mente succulente rivoluzioni tattiche - tutti reclusi di notte in centro. Quelli con famiglia possono dormire a casa, scelta della società. Da chiarire la situazione di Pirlo e Buffon: pare che a causa dei rispettivi problemi familiari i due abbiano deciso di improvvisare un DICO e affittare un monolocale per sfuggire al controllo di Antonio. Tra le regole del bunker ce n'è un'altra scritta col sangue di Pepe (in attesa che torni a disposizione dopo due anni di attesa): non si vende Vidal. Nemmeno per 40 milioni. Conte non ha ottenuto e forse nemmeno vuole il prolungamento di contratto, ma se dovessero vendergli il cileno sì che darebbe di matto. Potrebbe partire invece Pogba, ma non finché Antonio sarà in panchina (cioè di sicuro fino a giugno): Minone ha già un piano che porta a Parigi per il miglior baby del Mondiale, ma si concretizzerà nel 2015. Tutto questo ovviamente a meno di proposte folli. Per dire: ieri il Manchester United ha chiuso un contratto da un miliardo di euro in dieci anni con l'Adidas. Diciamo che qualche quattrino da buttare ce l'ha...

Entro il 2015 avremo certamente scoperto di che pasta è fatto mister Filippo Inzaghi. SuperPippo ha conquistato tutti in conferenza stampa, meno a tavola: sembra che la dieta a base di bresaola e pasta in bianco faccia venire le allucinazioni a El Shaarawy, sorpreso a Milanello mentre parlava egiziano antico. Più strategico Menez, smascherato solo da un controllo a sorpresa di Tassotti: ispirato da Paolone di "Sette chili in sette giorni" nascondeva Kinder Bueno e tocchi di grana nel vano dello sciacquone del cesso. Per punizione dovrà fare Milanello-Piazza Duomo in Panda con Niang, bendato per l'occasione.

Boiate a parte, la verità è che al momento il mercato consegna a Pippo una squadra troppo simile a quella di Allegri e Seedorf. Parte Taarabt e arriva Menez, si parla di Iturbe e Cerci mentre si strappa Rami per 4 milioni di euro pagabili in 36 comode rate.

La verità è che il Diavolo non ha palanche da spendere e ormai si è abituato a pensare "a zero". Questi i colpi "zero spesa, forse resa" dal 1996 (alcuni ottimi, altri meno, altri inguardabili): Davids, Reiziger, Vukotic, Vierchowod, Bogarde, Kluivert, Moriero, Donadoni, Beloufa, Fiori, Tomasson, Rivaldo, Leonardo, Cafu, Pancaro, Esajas, Dhorasoo, Kalac, Vogel, Vieri, Amoroso, Favalli, Coppola, Ba, Flamini, Roma, Onyewu, Yepes, Van Bommel, Legrottaglie, Taiwo, Mexes, Montolivo, Traoré, Muntari, Pazzagli, Honda, Essien, Kakà, Menez e Alex. L'elenco (chiediamo scusa se ci siamo persi per strada qualcuno) è la prova che certamente Galliani opera per il bene del club (in fondo con questo materiale ha vinto tre scudetti e due Champions), ma deve fare i conti col temibile "rischio parametro zero". E cioè: una volta ti va bene, quell'altra invece te la prendi in saccoccia.

Il vero problema, tra l'altro, è l'ultimo "parametro zero" di Casa Milan: Mario Balotelli. Chiariamo una volta per tutte: la non piazzabilità sul mercato di Mario non dipende dalla scarsa resa in terra brasiliana, semmai da tutto quello che è successo dopo il triplice fischio di Italia-Uruguay. Sotto con l'elenco (in ordine sparso): sputtanamento dei compagni (e qui Mario non c'entra), zazzera bionda a dodici ore dall'eliminazione, post contro gli italiani definiti "razzisti", sopracciglia zigrinate tipo X-Men, sputtanamento di Prandelli (poteva risparmiarselo), Marlborino in terrazza (vabbé, quello non è nemmeno troppo grave, altrimenti bomber Hubner finiva sulla sedia elettrica), fucile spianato tipo "Rambo IV, la vendetta dei cloni" (clamoroso mix tra Rambo e Star Trek), delicatissima faccenda "il pitone mi va su per il cu.." (ma quella è colpa di donna Fanny, discolaccia), varie ed eventuali. Diciamo la verità: sarà anche colpa di noialtri giornalisti rompimaroni e impiccioni, ma Mario in due settimane ne ha fatte più di Alvaro Vitali in "Pierino torna a scuola".

Aurelio De Laurentiis ha in mente un'altra pellicola: "Natale col campione del mondo". I tedeschi sono per lo più irraggiungibili, tranne Mustafi e Kramer: proprio il centrocampista è l'obiettivo degli azzurri per una mediana da sogno con Lucas Leiva. Servono 10 cucuzze, ma l'affare si può fare. Con Michu vice di Higuain, a sua volta vicecampione del mondo, la rosa azzurra sembra già più completa dello scorso anno. Da scudetto? Si vedrà, ma qualcosa manca dietro.

Ps. Il Mondiale è finito, credo abbia vinto la Germania. Non me ne frega una cippa di Messi e del vomito (consiglio bustine di "Biochetasi", una mano santa soprattutto nel post-sbronza), semmai sono rimasto sconcertato da due immagini allucinogene.

1) Gisele e Puyol che depositano la coppa in un involucro griffato Luis Vuitton: neanche Fellini sotto peyote avrebbe immaginato una tale commistione di bellezza, bruttezza e cafonaggine mescolata tutta insieme.

2) La Merkel e Blatter che in tribuna si tirano occhiatine complici come a dire "Seppino, finito qua vieni da me che giochiamo due preliminari di Intertoto". Pare in effetti che tra i due ci sia del tenero. I beninformati assicurano che stiano già pensando di adottare il piccolo Verratti. (twitter: @FBiasin).


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