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Editoriale

Balo, Cassano, Eto'o, ancora loro... Quando i nomi valgono più dei giocatori...

28.01.2015 00:00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 29453 volte
© foto di Federico De Luca

Premessa: mi rendo conto che sono i grandi nomi che accendono il mercato e la fantasia dei tifosi ma, a mio avviso, è necessario stare vigili su questi presunti "grandi nomi". In questi giorni il proscenio è stato preso da tre personaggi ben noti al pubblico: Balotelli, Cassano ed Eto'o. Non c'è fan che non sappia vita, morte e miracoli dei tre suddetti artisti del calcio. Eppure c'è qualcosa che non mi convince. Perché stiamo parlando ancora di loro? Sono ancora giocatori in grado di far fare il salto di qualità alla propria squadra o a chi gli darà l'ennesima chance? Oppure il loro nome è talmente forte a livello mediatico che non si può non parlarne? Probabilmente la verità sta nel mezzo ma, personalmente, non ho un approccio positivo nei confronti dei cari tre amigos (come sempre, pronto ad essere smentito). Partiamo da Mario (lasciamo stare il "Super"). Se paragoniamo l'ultimo Balotelli con quello ammirato ai tempi, folli ma intriganti dell'Inter, c'è un abisso. Il tiro è rimasto potente ma lo scatto, il dribbling, la voglia di cercare la profondità sono lontani ricordi. Da un 24enne (vi ricordo che Balotelli è un classe 1990), ci si aspetterebbe molta più "agilità" in campo, no? Secondo file: Antonio (lasciamo stare il "Fanta"). Anche a Parma la luna di miele si è interrotta prima del previsto. Al suo arrivo ai ducali aveva dichiarato che sarebbe stato amore per tutta la vita. Poi l'hanno preso per i fondelli, come accaduto all'Inter, al Milan, al Real Madrid, alla Samp, alla Roma… Sicuramente avrà le sue ragioni (e, lontanissimo dal sapere la verità, non dovrei neppure permettermi di giudicare) ma, limitando l'analisi ai fatti, mi pare strano constatare che il copione del film resti sempre immutato, a prescindere dalla piazza. Ma, il quesito è un altro: Cassano è ancora Cassano? Terzo e ultimo file e, in questo caso, potremmo parlare di X-Files. Eto'o, Samuel, l'eroe del Triplete nerazzurro, vincitore di 19 trofei in carriera, tra cui tre Champions League. Io l'Eto'o dell'Inter me lo ricordo benissimo. L'ho visto dal vivo per due anni: 53 gol totali in 102 presenze, una forza fisica e caratteriale imbarazzanti, tipiche del capitano dei Leoni Indomabili. Io, quell'Eto'o, all'Anzhi, al Chelsea e all'Evertonnon l'ho più visto… Tanto di cappello al patron Ferrero che ha portato a Genova una leggenda eppure le parole di Mihajlovic, allenatore che stimo moltissimo, sono condivisibili: "Eto'o? Che non sia una distrazione"… Ecco il punto: Eto'o ha ancora un senso? Purtroppo, nel calcio di oggi, i nomi valgono spesso più dei calciatori. Balo, Cassano ed Eto'o, senza ombra di dubbio, fanno discutere più di Cataldi, uno che a 18 anni era già fortissimo ma che iniziamo a scoprire a 21 (in Premier League sarebbe già titolare inamovibile da tempo)… Perché? Forse perché, in fondo al cuore, adoriamo le storie complicate, irrisolte, velate di mistero e magia… Balo, Cassano ed Eto'o, ognuno a suo modo, sono protagonisti di telenovele alle quali non riusciamo a dire di no: tornano, ci lasciano, ritornano e noi siamo sempre lì, curiosi di vedere cosa accadrà questa volta… E intanto i vari Cataldi dovranno aspettare, pazientemente, il loro momento, sempre che arrivi…q


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