VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Basta con gli stranieri se non sono campioni, la Russia chiude le porte e da noi sono il 60% in serie A: il calcio così muore

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
05.09.2014 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 36193 volte
© foto di Federico De Luca

Il mercato appena chiuso si presta ad amare riflessioni sullo stato di salute del nostro calcio, sulla situazione delle società e sulle idee dei dirigenti. Un fallimento completo. A parte le risorse investite (duecento milioni) inferiori a quelle degli anni passati e lontane anni luce da quello che hanno fatto i campionati che contano, dobbiamo sottolineare che a fronte di uscite importanti sono arrivati tutti giocatori di seconda e terza fascia.

Se ne sono andati Immobile capocannoniere, Reina e Cerci tanto per dirne alcuni, ma anche Vucinic, Pandev ed altri campioni che hanno finito la loro corsa (Milito e Cambiasso) mentre i nomi più importanti importati sono Torres che il Chelsea ha liquidato, un giovane da scoprire (Morata) o Vidic, Saviola e Marquez a fine corsa.

Insomma, il nostro calcio è più povero, più vecchio e più straniero. E questo è il problema vero. Nella prima giornata di campionato il 59 per cento dei giocatori impiegati erano stranieri, il tetto dei cinquanta già ampiamente superato altre volte, si sta drammaticamente avvicinando al sessanta. Gli stranieri nel nostro campionato sono 313, gli stessi dell'anno scorso, ma quello che stupisce e che sempre più stanno prendendo il posto da titolare, giocano, a scapito degli italiani. E soprattutto dei giovani.

Di questo passo la nostra cultura calcistica scomparirà e non avendo risorse da investire su campioni dall'estero, le società saranno costrette a dirottare i loro interessi su stranieri di scarso valore.

Che fare? Il problema non è solo italiano. Se pensate che ogni anno dall'Argentina emigrano circa duemila calciatori professionisti, è facile capire a che punto siamo arrivati. Ma anche dal Brasile e da altre nazioni sudamericane l'esodo è massiccio. Ora anche dall'Africa.

La Russia ha il nostro stesso problema. I soldi dei magnati hanno attirato una massa enorme dei giocatori, il calcio russo non sforna più talenti e la Nazionale fatica. Giusto ieri il ministro dello sport ha annunciato delle leggi che sfoltiranno la presenza di atleti non russi dal calcio, ma anche da altri sport. Gradualmente vogliono tornare a una situazione più ragione con 3-4 stranieri per questa, l'obbligo di utilizzare giocatori dei vivai e tutte quelle altre misure capaci di ridare un senso nazionale allo sport.

Se la globalizzazione ha portato il progresso in diverse attività, lo sport ha radici, cultura e valori che si differenziano a seconda dei territori e vanno salvaguardate. Perché lo sport è anche bandiera e appartenenza, questo esprimono le nazionali.

O si aboliscono le nazionali dando spazio soltanto ai club, oppure le nazioni con grandi bacini di calciatori appunto come Brasile e Argentina, presto segneranno un solco incolmabile con le altre.

L'esempio della Russia deve far riflettere. Il nuovo presidente della Federcalcio Tavecchio ha fatto una bandiera del ritorno ai vivai e ai giovani, speriamo riesca a far passare presto dei blocchi numerici anche se con un consigliere come Lotito abbiamo forti dubbi.

Il nostro calcio ha sempre prodotto campioni, bisogna imporre il ritorno ai vivai e all'utilizzo dei giovani più interessanti perché i ragazzi se non giocano sfioriscono e poi si perdono. Ma il discorso deve investire tutto il movimento calcio e non soltanto il campionato di serie A.

Una volta le società pescavano anche dalla serie C, molto giocatori importanti sono nati nelle categorie minori che ora servono soltanto a far posto a vecchi a fine carriera o a modesti mestieranti.

Se vogliamo tornare a riempire gli stadi, prima bisogna farli nuovi, ma poi bisogna rimettere in moto anche la cultura del campanile. Se il Barcellona riesce ogni anno a sfornare sei-sette giocatori catalani dalla sua Cantera e li aggrega alla prima squadra, non riusciamo a capire come non lo possano fare le squadre italiane.

Non tocca a noi suggerire soluzioni, quello che possiamo fare è insistere perché quelle riforme promesse vengano attuate in fretta: il tempo è scaduto.

Dalla pochezza delle squadre di club piene di stranieri alla Nazionale, il discorso è collegato. In Brasile si è toccato il punto di non ritorno. Se è vero che Prandelli ci ha messo molto del suo presentando una formazione psicologicamente fragile e calcisticamente confusa, è altrettanto vero che è difficile andare oltre una rosa di una trentina di giocatori, molti dei quali modesti, che offre il nostro campionato. E di questo passo sarà sempre peggio. Se gli italiani non giocano, quelli che giocano sono scarsi e molti dei migliori se ne vanno perché all'estero guadagnano di più, tirate voi le somme.

Conte ha già dato e darà una bella scossa. E' un condottiero sul modelli Lippi-Sacchi, sicuramente con lui si ritroverà la grinta e lo spirito di appartenenza naufragate nel finto buonismo di Prandelli, il primo esempio è arrivato contro l'Olanda terza ai mondiali battuta con facilità. La nazionale sembra già una squadra vera, oltre la vittoria la sensazione che il nostro calcio se fatto bene, se capace di ritrovare le radici e gli uomini giusti come Conte possa riprendersi. Simone Zaza la dimostrazione che nel nostro calcio i giovani ci sono e possono emergere se qualcuno com e il Sassuolo li fa giocare con continuità. Ma potrebbe non bastare se non arriveranno in fretta le riforme necessarie e promesse da Tavecchio, se non si bloccherà l'utilizzo degli stranieri e se non si punterà di nuovo forte sui vivai. Fate in fretta.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...
Telegram

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ecco tutti gli errori fatti a Barcellona. Processo a Allegri. Douglas Costa non serve. Paragonare Dybala a Messi è follia. Donnarumma deve scegliere il Milan o Raiola. Inter, contatto per Chiesa 15.09 - Conosciamo troppo bene il calcio per non sapere che tirare conclusioni a settembre è roba da ricovero. Soprattutto quando si parla di Juve e di Allegri. Ricordate l’anno dei dodici punti in dieci partite? E comunque la non brillantezza, le partenze in salita a settembre, sono una...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Una brutta Champions e una speciale classifica: ecco quanto costano le squadre in Europa, che sorprese! 14.09 - Certo che questa due giorni di Champions non ci lascia con buoni pensieri... le italiane vanno male, un punto in tre partite, e comunque con una gara di sofferenza più che di sfortuna. La Juve che dimostra ancora di non essere al livello del Barcellona (e Dybala con alcune curve ancora...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Dybala-Messi, la differenza è abissale! Di Francesco, cena per Alisson… Inter, pensieri da grande! E brindiamo con Rooney… 13.09 - La Juventus ha perso al Camp Nou. Ci ha pensato Leo Messi a spegnere i sogni di gloria dei bianconeri. Tutti aspettavamo la consacrazione, l’ennesima, di Paulo Dybala. Non è andata benissimo… Ancora una volta, la Pulce ha confermato, a suon di giocate e leadership, di essere il numero...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: la questione europea e l'obiettivo già raggiunto. Milan: è il momento del silenzio (e delle scelte). Inter: c'è qualcosa che va oltre il campo. Napoli: 90' studiati a tavolino 12.09 - Buonanotte, tra brevissimo parleremo di calcio. È andato in onda lo show denominato Miss Italia, che poi è il celeberrimo concorso di bellezza. Una volta funzionava così: un gruppo di ragazze molto belle si metteva in mostra e il pubblico decideva (“Questa è la più bella, questa...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Caro Marotta, ecco perché non ha senso chiudere prima il mercato. E ridateci le comproprietà! Presidenza di A: Brunelli la scelta migliore... 11.09 - Gli inglesi chiudono prima il mercato? Bene, allora facciamolo anche noi. Siamo il Paese del "copia e incolla". Senza senso e senza ragione. Non abbiamo una nostra idea e dobbiamo replicare, male, quelle degli altri. Il problema del nostro calciomercato non è, come dice Marotta, la...

EditorialeDI: Andrea Losapio

Il PSG e il fair play finanziario, sempre più aggirato. L'Inter imbrigliata, la Juventus parte in prima fila. Il Milan punta su altri mercati e modelli esteri, ma senza sponsor rischia di star dietro 10.09 - Il Paris Saint Germain, in settimana, ha presentato Kylian Mbappé. Sula carta uno degli investimenti più onerosi di sempre, secondo solo a quello per Neymar Jr. 180 milioni di euro che, però, sono ancora da investire, perché il Monaco lo ha ceduto in prestito con diritto di riscatto...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan: soldi veri, soldi precisi. Come Verratti? Gigio e Lorenzo pensateci. Mercato: la Premier va capita, non scopiazzata 09.09 - Le cifre vanno e vengono. Una volta che entra in scena il campo, lasciano il tempo che trovano. Ma intanto "passano". Esattamente come due anni fa, estate 2015, insistevamo sul fatto che il calciomercato del Milan fosse stato di 80 milioni e non di 100, allo stesso modo, senza virgole...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.