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La Giovane Italia
Editoriale

Benvenuti al Ronaldo day. Tra depistaggi e ombre. Higuain, giusto andare. Milan, cambiare ora non avrebbe senso. Napoli, ripetersi così è difficile...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
16.07.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 48454 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ci siamo! Il momento, di mercato, più atteso degli ultimi 30-50 anni è arrivato. Ronaldo, il più forte del mondo, alla Juventus, la più forte d'Italia. In questa settimana il calcio italiano si è diviso in due; come sempre: c'è chi ha visto il vantaggio solo per la Juventus e chi, invece, lo ha visto per il sistema. Cristiano Ronaldo porta prestigio alla serie A, soldi e - a Torino - sperano anche una grande coppa. Non è una equazione scontata, ci mancherebbe, ma la Juventus sul mercato ha vinto la Champions del 2018. Portare CR7 in Italia, in questa sessione, è stato un colpo di classe. E gli operai di Melfi? Purtroppo non si rendono conto che Ronaldo e il calcio sono su un altro pianeta, diverso dal nostro, e questa operazione non ha nulla a che fare con noi comuni mortali. Qui stiamo parlando di un'azienda che acquista un'altra azienda. Una specie di fusione per i prossimi quattro anni, con giro d'affari pazzesco per tutti. Oggi ci sarà il Ronaldo day, eppure, la Juventus sta facendo di tutto per nascondere il suo colpo e non ha alcuna intenzione di renderlo un colpo mediatico. Volontà di Ronaldo o strategia comunicativa della Juventus? Questo non lo sappiamo ma, certamente, l'arrivo nascosto del fenomeno a Caselle, durante la finale del Mondiale, stride nell'era dei bagni di folla negli aeroporti italiani. La riservatezza è giusta ma è anche giusto presentare Ronaldo diversamente da Perin e Cancelo. Perché tutti sappiamo che è il numero 1 al mondo. Ronaldo avrebbe meritato uno Stadium pieno, ingresso riservato solo a maglie numero 7 e ad uno spettacolo di presentazione. C'è chi la pensa in modo diverso, certo, ma quando fai un colpo così, una volta ogni 50 anni o forse il primo così ad effetto nella storia, non può passare in secondo piano. Vedremo oggi cosa dirà Ronaldo. L'Italia lo abbraccia sperando che porti un'ondata di entusiasmo in tutto il sistema e attiri altri campioni. La Juventus non aveva bisogno del portoghese per vincere quello che già vince ma ha bisogno, eccome, di lui per tentare l'assalto a questa maledetta Coppa dei Campioni. Per un Cristiano che arriva, un Gonzalo che potrebbe andare. Sono arrivati i giorni di Sarri. Adesso tocca, in fretta, al mercato. Nella stiva di Sarri c'era Jorginho, nel bagaglio a mano dovrebbero esserci Rugani e Higuain. Gonzalo, a Torino, ha fatto bene. Due annate positive ma non ha lasciato il segno come a Napoli. Sotto il Vesuvio ha scritto pagine indelebili, sotto la Mole ha seguito in filone e si è limitato ad andare in coro con gli altri componenti dell'orchestra. Con l'arrivo di Cristiano Ronaldo rischierebbe di essere sempre più offuscato ma, soprattutto, per questioni bilancistiche converrebbe venderlo adesso e non tra un anno. L'operazione papà-Sarri sarebbe fantastica per tutti e anche Gonzalo ci guadagnerebbe in Premier.
Giorni caldi al Milan. Elliot sta cambiando il club ma se può farlo, da subito, a livello economico dovrà aspettare almeno un'altra estate per cambiare reparto tecnico. Pensare ad un nuovo Direttore Sportivo e ad un nuovo allenatore oggi, ad un mese dal campionato, sarebbe folle. Mirabelli e Gattuso, da quando hanno iniziato a lavorare insieme, hanno seminato benissimo e ora sono pronti alla raccolta. Nonostante l'assenza della proprietà. Meritano una chance vera e, a fine maggio, si potranno tirare le somme. Il Milan ha, dopo un anno, un valore nella rosa che prima non aveva e a bilancio ha molte meno commissioni degli anni precedenti. Frutto di un lavoro onesto e certosino, iniziato la scorsa estate; con l'unica eccezione di aver sbagliato la conferma di Montella. Questa squadra ha bisogno di tre rinforzi, di soldi e di ordine. Non ha bisogno di un nuovo DS o di un allenatore. Elliot ha le idee chiare ma deve creare, non distruggere. Il Milan ha toccato il punto più basso degli ultimi anni, ora deve rialzarsi e ripartire. Ripianare e tornare in due anni ai vertici del campionato italiano e in quattro deve tornare competitivo in Europa. Tanti anni persi, troppi, e pessima gestione economica delle ultime stagioni sportive.
A Napoli, invece, sono in attesa di colpi pesanti. Ha ragione De Laurentiis quando dice che il colpo già l'ha fatto (Ancelotti) ma è anche vero che la Juventus rischia di staccarsi e l'Inter sta migliorando sempre di più. Il Napoli, come le altre, non ripartirà dai punti in classifica dell'ultima giornata ma ripartirà da zero. Già ripetersi è quasi impossibile. Figuriamoci migliorarsi. De Laurentiis deve regalare due top player ad Ancelotti anche in chiave Champions, altrimenti per il Napoli sarà inevitabile un passo indietro rispetto all'ultima stagione. Questa soddisfazione, a distanza, a Sarri non può darla. Il mercato del Napoli, fin qui, è stato sufficiente ma non scoppiettante. Anche se è già una buona base ripartire dalle conferme. Un centrocampista e un attaccante dovrebbero essere le priorità, insieme ad un esterno. Il Napoli deve difendere il ruolo di anti-Juve ma la concorrenza di Inter e Roma si fa sempre più agguerrita. Lo scudetto? Se non l'ha vinto lo scorso anno, difficilmente potrà riuscirci adesso. Ma, almeno in Champions, sicuramente si potrà fare meglio della scorsa stagione.


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