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La Giovane Italia
Editoriale

Bonucci e la Juve, il "perdono" non è debolezza. Milan, tra dubbi e certezze. Napoli, sveglia! Estate bollente: dal Parma a De Zerbi, dal Chievo al Como. La Procura ha già perso... E in D cambiano le prime cose

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
30.07.2018 07:06 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 47330 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ci lasciamo questa domenica alle spalle con due immagini: 6 Jeep ad accogliere Cristiano Ronaldo, a Caselle, per l'inizio della sua nuova avventura italiana e l'Under 19 azzurra che conquista un grande argento ma nonostante abbia segnato 3 gol, al Portogallo, non riesce a vincere il titolo. Dal settore giovanile della Nazionale dovrebbe prendere spunto l'Italia dei grandi. La speranza è l'ultima a morire... soprattutto se vediamo questi giovani che si fanno rispettare in Europa. Tolta la Nazionale maggiore, ai piani di sotto stanno facendo un bel lavoro. Complimenti a Viscidi che ottiene risultati e si è dimostrato lungimirante nel suo lavoro (nascosto). Tornando al mercato, Ronaldo avrà un compito arduo sulle spalle: dimostrare anche in Italia di essere il fenomeno che abbiamo visto in Spagna. Paratici, nelle gerarchie bianconere, sta conquistando sempre più posizioni. Non vogliamo fare il paragone con il maestro Marotta ma nel cuore di Andrea Agnelli c'è sempre più spazio per "Don Fabio". Non è stato un caso la presenza, nel giorno della presentazione di Ronaldo, proprio di Paratici al fianco del portoghese. Lunedì sera, mentre eravamo in diretta su Sportitalia, abbiamo sganciato il missile terra aria di un clamoroso asse futuro tra il nuovo Milan e la Juventus. Regia di Fabio Paratici. Con Bonucci vicino al ritorno a Torino. Se andate nella gabbia dei matti dei social, il commento più buono è stato: "Criscitiello basta droghe, posa il grappino". Sapete che, però, grazie ai social nel 2018 anche chi non ha la patente può guidare, anche chi non sa accendere un fornello può dire a Cracco che non è capace a fare la pasta a forno e c'è pure chi esulta per la morte di un grande Manager e mente italiana. Insomma: ci piacciono, li usiamo ma andrebbero aboliti per non dover essere costretti ad abolire prima la democrazia. Bonucci non se ne è andato benissimo dalla Juventus. Mi sembra chiaro ed evidente. Il vero problema, e anomalia per il mondo Juventus, è che le liti di Bonucci nello spogliatoio sono uscite sulla stampa. Altrimenti nessuno avrebbe saputo nulla e, probabilmente, Leo non sarebbe mai andato via da Torino. Sapete quante risse e "vaffa" succedono negli spogliatoi di tutto il Mondo? Poi si passa e si guarda avanti. La questione Bonucci non fu gestita bene né dal calciatore né dalla Juventus. Certamente il difensore ha sbagliato altre dinamiche ma oggi metterlo alla gogna non ha senso. Chi sbaglia paga e se Bonucci tornasse alla Juventus sarebbe solo un guadagno per Allegri che lì dietro ha bisogna di forza e personalità. La Juventus ha talmente potere, dopo 7 scudetti vinti e dopo aver portato Ronaldo a Torino, che sicuramente non deve ascoltare i tifosi sul ritorno di Bonucci. Serve? Sì. Prendetelo e al primo gol si saranno sciacquati tutti la bocca. Il vero problema sarebbe di Gattuso che perde un uomo e un leader in difesa. A proposito di Milan: Elliott è entrato a gamba tesa nel mondo rossonero. Una scelta. Può piacere o meno ma hanno deciso di tagliare tutti i ponti con il passato di Lì e di ricominciare da zero. La scelta di affidare tutto a Leonardo è discutibile ma solo il tempo dirà se Scaroni avrà avuto ragione, in qualità di Presidente. Non sappiamo che pro possa avere un asse di mercato con la Juventus cannibale. Giusta, invece, la mossa di abbandonare la squadra B. Progetto senza senso in una Lega che non ha nulla a che fare con le seconde squadre. Anche la Juventus avrebbe dovuto rinunciare. Non capiamo, invece, la posizione su Gattuso. O lo cambi subito, come fatto con Fassone o Mirabelli, oppure gli andrà data tutta la stagione per dimostrare il suo valore. Anche solo per una semplice questione di riconoscenza; per quello che ha fatto nella storia del club e per come ha risollevato, un anno fa, il Milan dai disastri di Montella. Aspettare l'autunno per capire la posizione di Conte non è il massimo della progettualità e della trasparenza.
Il Napoli era partito con il botto Ancelotti ma è rimasto lì. Al di là delle parole rassicuranti del tecnico e di quelle cinematografiche di De Laurentiis, questo Napoli va rinforzato. Primo, perché le concorrenti stanno migliorando il proprio organico e secondo perché questa squadra era ormai plasmata per il gioco di Sarri. Al Napoli servono calciatori forti per la doppia corsa: scudetto e Champions. Ancelotti fa bene a ribadire che questa squadra è già il top ma rischia di bruciarsi con il cerino perché se le cose dovessero andare male sarà il primo a ricevere il conto sul tavolo. Nel frattempo dovrebbero essere finite qui le amichevoli in famiglia. Gozzano, Carpi e Chievo Verona. Abbiamo dato, per quest'anno.
Una estate così non se la aspettava nessuno. Forse neanche gli uomini della Federazione. E chi ne esce con le ossa rotte è proprio la Procura Federale. Un cinema all'aperto sul caso Parma per i messaggini tra Calaiò e De Col. Due anni a Calaiò senza senso, così come non hanno senso i 5 punti di penalizzazione sul prossimo campionato. Il 9 agosto, però, si tornerà in aula e i ducali saranno trascinati ancora dal bomber con la toga, Chiacchio, per ridurre ulteriormente i 5 punti o, meglio ancora, abolire una pena che non esiste. Così come non è mai esistito un reato. In settimana, sul caso Spezia-Parma, mi è arrivata una lettera degli Avvocati dello Spezia. Risponderò in questi giorni. Per come ne è uscito il Parma e come ne uscirà il Parma, meglio di oggi, chi ne esce male sono i dirigenti e i calciatori dello Spezia che hanno denunciato qualcosa che non è supportato dai fatti. Non è una diffamazione ma la semplice realtà dei fatti, come riportano gli organi competenti. La Procura Federale ne esce malissimo anche sul caso Foggia e, nello specifico, su De Zerbi e i suoi collaboratori. L'attuale allenatore del Sassuolo ha fatto bene a non patteggiare perché, nello sport, patteggiare aiuta ma non tutti sono disposti ad ammettere un reato mai commesso. De Zerbi ha la testa dura come una pietra e, questa volta, gli è servita la sua testa. Non si è piegato, è andato avanti forte delle sue ragioni, e giustamente gli è stata annullata una squalifica che sarebbe stata illogica e senza senso. Il caso Chievo è la ciliegina sulla torta. Improcedibile perché la Procura Federale ha fatto confusione con le sue carte. Capite che già della giustizia ordinaria abbiamo una fiducia limitata ma quella sportiva sembra davvero un "testa o croce". Un pò come quello che sta succedendo al Como. Lungi da me difendere il Como (anche perché per come è andata in campo dovrei essere l'ultimo a prendere posizione pro Como) ma ci piace essere onesti e capire le situazioni; scindendo il campo dagli aspetti burocratici. In sintesi: il Como aveva diritto al ripescaggio in serie C, non ha presentato la fideiussione per questioni burocratiche anche perché uno dei due soci non è residente in Italia ma a Miami e non hanno fatto in tempo a presentare la fideiussione per il ripescaggio. Quindi, giustamente, sarebbe fuori. Il Como, però, ha spiazzato tutti e in assenza della fideiussione ha presentato un bonifico da 650.000 euro. Siamo di fronte ad un caso che farebbe giurisprudenza nel mondo dello Sport. Se leggiamo le carte il Como è fuori. Ma il Collegio di Garanzia del Coni dovrebbe ragionare anche con la logica. La Covisoc lo scorso anno ha ammesso ai campionati di B e C società morte come Vicenza, Modena e Cesena. Il Como ti consegna su un vassoio d'argento i soldi pronti all'uso in caso di mancati pagamenti degli emolumenti e lo tieni fuori? Bisogna ragionare sui casi specifici. Anche cambiando qualche virgola al regolamento ma è giusto che il Como faccia la serie C, se ne aveva diritto. E lo ha. Il paradosso italiano è che, ormai, nel nostro calcio diventa più complicato trovare una fideiussione che i soldi liquidi. Sicuramente bisogna sempre accertare la provenienza ma i club non possono essere vittime delle banche e poi la Covisoc lascia passare chi presenta una fideiussione della Finword che non ne ha diritto (sentenza definitiva di Tar e Tribunale di Stato). Cosa che hanno fatto molti club di C.
Spesso abbiamo fatto molte battaglie mediatiche per rivedere regolamento e formula della serie D. Qualcosa, di positivo, si muove. Il Presidente Sibilia e l'Avvocato Barbiero iniziano a prendere le prime decisioni drastiche. Solo chi non fa non sbaglia, per questo ci auguriamo di commentare tanti errori. Significa che, almeno, si sta producendo. Il campionato di serie D deve essere credibile, deve avere visibilità che oggi non ha e deve cambiare le normative. Cosa che iniziano a fare. Bravi. Prima un calciatore di 23-24 anni, esempio, firmava un contratto di un anno si prendeva il 32 bis e l'anno dopo era libero. Insomma, la società fa il colpo di mercato, il calciatore sfonda durante il campionato ma con un anno di contratto il cartellino restava al giocatore dal primo luglio. Da quest'anno non più. Anche in D si possono fare biennali e triennali. Le società possono iniziare a costruire un patrimonio tecnico senza avere l'angoscia di perdere pezzi pregiati per il futuro. Con questa normativa, la LND aiuta anche i giovani calciatori. Oggi un under o pretende il 108 (una fregatura per i club che perdono il ragazzo a fine anno) o resta legato alla società fino ai 25 anni (una fregatura per il calciatore). Con questa nuova normativa si possono firmare biennali o triennali e tutti vissero felici e contenti. Altra cosa saggia è aver alzato il rimborso a 30.600 euro. Ancora pochi per chi vuole fare follie, quest'anno sono in tanti, ma un buon punto di partenza per limitare il giro di soldi a nero. Ora inizierà la battaglia dei gironi. La Lega non dovrà piegarsi a favori e favorini. Va rispettata le geografia. E, se per un anno, il caso vuole che in pochi chilometri ci sono Modena, Reggiana e Cesena sarà colpa del fato e dei club falliti. Non della Lega che deve inventarsi gironi strani con l'Emilia Romagna spostata quasi in Corsica. Ognuno si becchi quel che si ritrova nell'area geografica di competenza. Sarà una fantastica serie D: da Bari a Taranto, da Reggio Emilia a Modena e Cesena... La Lega è ancora in tempo a cambiare, leggermente, il format. Far vincere solo la prima del girone toglie brio ai mesi di marzo e aprile. Play off sì ma con, almeno, una squadra certa della promozione porterebbe più vantaggi alla competizione. Nulla è impossibile se, come sembra, a Roma hanno deciso di fare le cose seriamente...


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