VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
Telegram
SONDAGGIO
Italia Anno Zero: chi come ct per il dopo Ventura?
  Luigi Di Biagio
  Antonio Conte
  Carlo Ancelotti
  Roberto Mancini
  Fabio Grosso
  Luciano Spalletti
  Massimiliano Allegri
  Fabio Cannavaro

TMW Mob
Editoriale

Bonucci in due giorni, per Dalbert sono due mesi. Fassone e Mirabelli, scudetto al mercato ma in campo serve tempo. Branchini, c'era una volta il Re del mercato... E c'è ancora!

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
17.07.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 70369 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

I tifosi del Milan hanno lasciato, lo scorso maggio, San Siro delusi e stanchi dell'ennesimo campionato mediocre del diavolo. Si facevano due domande: "Il prossimo anno ci abboniamo? Ma questi cinesi che razza di cinesi sono?". Sembra passata una vita e, invece, sono solo due mesi. Due mesi in cui è cambiato il mondo, è cambiata la società, la mentalità e la squadra. Il Milan torna a vincere lo scudetto del mercato ed è un primo passo verso il ritorno nell'Olimpo. Ridare entusiasmo e sogni al popolo rossonero è già un traguardo raggiunto. Fassone e Mirabelli hanno sorpreso anche noi che, sulla coppia di fatto rossonera, eravamo abbondantemente positivi. Non ci aspettavamo così tanta concretezza e genialità. Il colpo Bonucci è geniale per un operatore di mercato. Poi ci sono i colpi di chi capisce di Calcio, vedi Silva a 36 milioni di euro e Conti-Kessie dall'Atalanta. Mirabelli la mente del mercato, Fassone il braccio. Sono complementari e la grande mossa di Fassone di affidare a Mirabelli la parte tecnica, se all'inizio sembrava un azzardo, oggi ha la conferma di una piacevole scoperta. Inizialmente sembrava che l'Inter potesse mancare a Mirabelli, un mese dopo è lampante come all'Inter manchi Mirabelli ed è rimasta con Ausilio ad ammazzare le zanzare. Non volevamo crederci quando venimmo a sapere che Mirabelli bloccò per l'Inter Gabriel Jesus e Ausilio non lo prese e quando Mirabelli chiuse Joao Mario a 25 e Aulio lo prese al doppio. Come quella famosa relazione scritta di Mirabelli dove bocciava fermamente l'acquisto di Kondogbia. Ausilio è fuori dai giochi dell'Inter ma resta lì per avere il posto di lavoro nella stessa città dove vive con la famiglia e, di questi tempi, meglio un posto fisso alla Checco Zalone. Il Milan ha chiuso Bonucci in due giorni, l'Inter sono due mesi che non riesce a chiudere Dalbert dal Nizza. Qualche domanda anche Spalletti inizia a farsela, anche se restiamo convinti che all'Inter arriveranno 2-3 colpi da novanta. Uno, forse, sarà Keita. Sicuramente un buon calciatore ma l'ennesima conferma di quanto scriviamo da due anni. Sabatini, caso strano da approfondire, compra i calciatori dei soliti 2-3 agenti. Con Calenda ha ottimi rapporti, fin troppo, da dover far ragionare anche i cinesi che vivono dall'altra parte del mondo e casomai poi andiamo a brindare tutti al ristorante "Piccola cucina" ad Ibiza. Al massimo, se facciamo i bravi, ci offrono la buonissima cotoletta alla milanese. Specialità della casa (prima romanista, oggi interista). Al Milan va lo scudetto del mercato. Senza dubbio. Occhio, però, a parlare di scudetto sul campo. Chi vede il calcio alla tv può credere alle favole ma chi lo pratica sa benissimo che quando cambi così tanto vincere subito non è né facile né scontato. Il Milan non potrà, assolutamente, essere pronto per lo scudetto: sarà ancora una corsa a 2 tra Juventus e Napoli, con questa Roma tagliata fuori dal tricolore e le milanesi ancora non pronte. Il Milan deve, solo, pensare a rientrare in Champions. Questo deve essere l'unico e grande obiettivo di stagione. Per lo scudetto occorreranno minimo due anni. Un anno per formare la squadra e l'anno dopo per rimodellarla. Sarebbe utopistico pensare che questi acquisti saranno tutti pronti e funzionali. Tra questi ci saranno delle bocciature e delle sorprese. Per assemblare una squadra ex novo ci vuole tempo e pazienza. Il Milan si toglierà grandi soddisfazioni e tornerà a lottare per la Champions, solo dopo potrà ambire al trono della Juventus che inizia a perdere colpi, anche di immagine. Sul Milan ci saranno due punti interrogativi durante la stagione: Donnarumma e Montella. Oggi sembrano bestemmie. Montella ha una squadra forte da gestire e non è scontato che sia l'uomo più idoneo, mentre dal giovane Gigio potremmo aspettarci anche un contraccolpo psicologico dopo un'estate vissuta nel frullatore Raiola.
Tra i procuratori c'è una dinastia nuova. Giovani che emergono, da Raiola e Giuffredi a Lucci che questa estate si sta muovendo alla grande, fino a dinastie scomparse negli anni (vedi i Bonetto) e dinastie sempre sulla cresta dell'onda (i Pastorello). Queste ultime sessioni di mercato, però, hanno riportato alla ribalta anche alcuni "vecchi classici" del mercato italiano. Giovanni Branchini è tornato prepotentemente nel circolo dei boss. L'uomo di Ronaldo e Rui Costa si è ripreso le prime pagine. Da Ancelotti al Bayern, fino a Douglas Costa alla Juventus è l'uomo dei fatti. Parla poco, opera tanto. Branchini ricorda il mercato antico. Gli uomini che ti danno una parola e la rispettano. I procuratori che prendono un calciatore e lo fanno crescere per il bene del ragazzo e sono vicini alle società per fare affari ieri, oggi e domani. Ora prepara il colpo De Sciglio alla Juventus che, con tutto il rispetto per il bravo ragazzo che è, forse la Juventus gli sta un po' larga. Ma Branchini ci ha abituati anche a grandi miracoli. Sigaro, barba e stazza imponente, Giovanni Branchini è il partito opposto ai Raiola. Anche per questo ci piace. Bravo in campo e fuori, da imprenditore ha piazzato grandi colpi in giro per Milano...


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Milan, crocevia Usa. La Nazionale riparte dal Milan. Perisic e i giocatori che vanno attesi 18.11 - Se il New York Times arriva ad occuparsi del Milan, vuol dire che il Milan fa gola. Stupiscono, ma forse fino ad un certo punto, i tempi scelti per lanciare la bomba mediatica, da un autorevole quotidiano che comunque negli ultimi due anni non era mai entrato nelle vicende del closing...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Collina l’uomo nuovo per la Federcalcio. Ancelotti, no alla Nazionale. Non farà la foglia di fico di Tavecchio che deve solo andar via. La colpa è sua: non ha capito la guerra fra Ventura e i giocatori. Tutti i retroscena. L’ex Ct via dall’It 17.11 - C’è solo un uomo in grado di cambiare il calcio in Italia e di rilanciarlo verso il futuro con interventi radicali e riforme illuminate e quell’uomo si chiama Pierluigi Collina. L’attuale capo degli arbitri della Fifa è l’unica personalità di livello mondiale spendibile dal paese...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Non è una questione di nomi, ma di programmi. E stavolta sul serio... 16.11 - Lunedì. Lunedì sarà il giorno in cui ci saranno le risposte. Le proposte che Tavecchio (che non si è dimesso) presenterà il nuovo programma da cui ripartire. Uomini e idee. E' lì che si giocherà la vera partita, è lì che misureremo la voglia di cambiamento del movimento calcio italiano. Delle...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

La Nazionale interessa davvero? Allora nuova “regola”: cinque italiani in campo (minimo) in ogni club!!! 15.11 - La delusione è ancora forte, quasi insostenibile. Come era prevedibile, tutti si sono inorriditi per quanto successo. L’Italia fuori dal Mondiale, una catastrofe, un’apocalisse, la morte del calcio italiano. Tanti presidenti di club si sono espositi in prima persona… Tutti avviliti...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Qui muore il calcio italiano 14.11 - Qui muore il calcio italiano, condannato dall'improvvisazione, le cattive abitudini, il malcostume di chi pensa che ce la farà per qualche bislacco diritto divino. Qui muore il calcio italiano. E ci fa male, malissimo, ma guardiamoci in faccia: è dannatamente giusto così. Qui...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Tifiamo Italia ma cambiamola da subito: 4 proposte per riformare serie A, B, C e D. Marotta, il problema non è la chiusura tardiva del mercato... 13.11 - Questa sera l'Italia del pallone, e non solo, si ferma. Come fosse una finale del Mondiale, il fiato sospeso per l'importanza della gara. Tutti su Rai 1 a tifare gli azzurri sbiaditi. Non è la finale di un Mondiale e neanche una semifinale. Un play off per farlo il Mondiale. Giochi...

EditorialeDI: Andrea Losapio

Italia, i colpevoli dopo martedì. Esonerare Ventura ora è inutile, magari due partite fa... L'ombra di Conte e gli errori di Tavecchio 12.11 - Il giorno dei processi non è ancora arrivato. Sarà in ogni caso quello di martedì, perché la partita della Friends Arena, pur difficile come dimostrato già dalla sconfitta dei nostri cugini francesi, ha scavato l’ennesimo solco incolmabile fra la Nazionale di Ventura e la realtà....

EditorialeDI: Mauro Suma

Italia, un palo che non trema. Milano, Herrera e i criteri del Comune. Pirlo, freddezza rossonera 11.11 - Han fatto quello che hanno voluto. Ci hanno tenuti bassi nel primo tempo e ci han fatto venire fuori nel secondo. In attesa dell'attimo buono, che hanno artigliato prima e gestito con disinvoltura poi. Non sono solo chiacchiere e zazzera bionda questi svedesi. Il peggior sorteggio...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Insigne non deve mancare. Ventura imita Maldini. Milan, no al blocco del mercato. Ottimismo per i conti. Donnarumma verso il Psg che pensa anche a Conte. Juve, preso Barella. Napoli, Quagliarella per Milik 10.11 - Cari amici, lo so che della Nazionale non ve ne può fregar di meno. Azzurro Tenebra, scriveva Arpino. Azzurro pallido oggi. Ma stasera il tifo positivo di tutta l’Italia deve accompagnare la Nazionale nello storico spareggio con la Svezia che venti anni dopo ricorda quello di Cesare...

EditorialeDI: Luca Marchetti

L’Italia e Insigne, il Napoli e i terzini, l’Inter e Joao Mario e il FFP del Milan 09.11 - Ora tutti concentrati sull’Italia. E di parole sull’importanza della partita in previsione domani ne sono state dette e scritte tantissime. Dai protagonisti di questo spareggio e da tanti colleghi. Tutti d’accordo, l’Italia non può mancare dal Mondiale. Il rischio, paradossalmente...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.