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Editoriale

Boom: Mourinho nuovo allenatore del Tottenham! E che riduzione d’ingaggio ha accettato! Conte migliore di Sarri finora, ma sono altri due i migliori in assoluto: i voti dopo il primo terzo di campionato

20.11.2019 17:51 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 101606 volte

Se pensavate che in Inghilterra fosse più facile fare l’allenatore, chiedere a Mauricio Pochettino. In un qualsiasi martedì di una pausa internazionale, quando a dire il vero la pausa sta già per finire, il Tottenham lo lascia a casa, lui con il suo stipendio da 13 milioni di euro e con il suo no alla Juventus prima che fosse definito Sarei a metà maggio, e ancora prima con il no al Real Madrid per sostituire Zidane un anno prima al Real Madrid.
C’era molta indecisione sull’esonero anche in virtù della prossima scelta. Gli Spurs avevano considerato quattro opzioni: ma Nagelsmann non vuole lasciare Lipsia dove è appena arrivato; su Allegri la dirigenza non era ancora del tutto convinta per la barriera linguistica; Eddie Howe, il tecnico del Bournemouth, sarebbe stata la soluzione più praticabile per filosofia dell’allenatore e della società con allenatori rampanti, combinata al fatto che in Inghilterra si può liberamente saltare da una panchina all’altra a stagione in corso - ma il club aveva una riserva sulla mancanza di esperienza internazionale.
E quindi, Special One, it’s your time again: José Mourinho è a un passo dal firmare per gli Spurs.
Riempie tutte le caselle che servono, ma il problema era che riempiva anche troppo quella del salario, visto che arrivava con un carico di 20 milioni di € a stagione.
Il presidente del Tottenham, Daniel Levy, dovrebbe decidere già oggi mercoledì, sapendo che dal punto di vista economico e negoziale è forse l’osso più duro nel mondo del calcio, quindi chissà che spettacolo sarebbe assistere alla trattativa con Mourinho.
Ma l’accordo è in dirittura d’arrivo perché Mourinho ha accettato una drastica riduzione d’ingaggio: non più i 20 milioni che percepiva al Manchester United, ma circa 17,5 milioni di euro. Da definire ancora la durata, se un biennale con opzione per il terzo o se un triennale.
Ma a questo punto il dado è tratto: se nulla di inaspettato osta, Mourinho sarà l’allenatore del Tottenham.

Ma a proposito di allenatori, da noi nel frattempo la pausa di campionato oltre a farci piangere per la noia, ci dà la possibilità di un primo bilancio sul lavoro dei tecnici: in fondo è passato già un terzo di stagione, 12 giornate su 38, dunque è sufficiente per fornire i primi voti, la pagellina del primo trimestre di campionato. Ricordando che non sono mica bocciature eh.

GASPERINI (Atalanta): 7 - Anche meglio in campionato di quanto dovrebbe, persino più credibile dell’anno scorso viste le fatiche Champions. Gioco magari meno scoppiettante, ma alcune pause sono ragionate. Qualcosa in meno per la campagna europea, dove i primi due passaggi a vuoto per mancanza d’esperienza rischiano di sprecare una insperata possibilità di qualificarsi.

MIHAJLOVIC (Bologna): 6.5 - Quindicesimo in mezzo alle difficoltà note, ma con un gioco solido anche se un po’ asfittico offensivamente. Soprattutto però il Bologna non ha mai svaccato con nessuno, meriterebbe molto di più se avesse un bomber decente. Quindi figuriamoci se avesse Ibra…

GROSSO (Brescia): ng - Ovviamente non giudicabile, con solo una partita giocata.
Corini 5: Voto non eccelso perché comunque la posizione è molto bassa, eppure non mancavano più di un 3-4 punti a quelli che si potevano raggranellare. La squadra è quella che è, può battersi per una salvezza al cardiopalmo, e a dire il vero il Brescia ha sempre lottato in ogni partita. Meritava di giocarsela.

MARAN (Cagliari): 9 - Pauroso. La squadra è ovviamente candidata a essere la sorpresa grazie al mercato, ma anche il settimo posto sarebbe sufficiente a farne la sorpresa. Lui invece gira a un terzo del campionato al terzo posto, e con prestazioni di livello assoluto. Cioè, in soldoni: solo Juventus e Inter hanno più punti di loro. Pauroso. Il giusto riconoscimento a una lunga carriera.

MONTELLA (Fiorentina): 7 - Qualche stop nelle ultime due partite, ma un progetto tecnico nitido e coraggioso, che sta sfruttando Ribery al meglio ma che soprattutto ha avuto il merito di lanciare giovani su cui nessuno aveva fatto conto. Tracce della prima avventura di Montella a Firenze che fece sognare un popolo.

THIAGO MOTTA (Genoa): ng - Anche per lui troppo poco per avere un giudizio, anche se c’è un interessante mix tra freschezza e certi errori forse di malizia.
Andreazzoli: 5 - Aveva anche cominciato con una bella proposta di calcio, ma si è dimostrato troppo tenero alla lunga.

CONTE (Inter): 7.5 - Allora, la posizione in campionato e in Champions è esattamente quella che ci si aspettava a questo punto, 2° e 3°. Ma poteva essere a -8 dalla Juve, e invece è solo a -1. Ma soprattutto, è la sua qualità di calcio espresso a farne volare il voto: l’Inter si impone su ogni campo, il valore di certi giocatori è cresciuto esponenzialmente, altri si sono completamente rigenerati. Poi certo qualcosa si paga in termine di autonomia di 90 minuti, ma in generale è una lavoro pazzesco.

SARRI (Juventus): 6.5 - Anche lui come Conte è esattamente nella posizione dove ci si attendeva a questo punto, primo in entrambe le competizioni. E allora perché addirittura un voto in meno? Perché sulla proposta di calcio espressa finora non c’è confronto: la Juve ha giocato molto bene 3 partite su 16, quelle più difficili peraltro. Ma in tutte le altre è stata a tratti perfino irritante, salvata dalla qualità infinita della sua panchina. Bravissimo Sarri a recuperare Dybala e Higuain. Sempre che Cristiano lo perdoni…

S.INZAGHI (Lazio): 7 - Più che bene in campionato, dove acquisisce credibilità per la Champions partita dopo partita. Il voto però è perfino zavorrato dalla campagna in Europa League, dove la qualificazione è quasi andata senza rendersi conto come, in un anno in cui è delittuoso farlo vista la mancanza di un vero e proprio contendente al di sopra di tutti.

LIVERANI (Lecce): 7 - Fuori dalle secche degli ultimi tre posti, ed è già un’impresa. Ma lo ha fatto cercando sempre di imporre calcio, qualcosa di inconcepibile sulla carta. E dando fiducia a un talento eccitante come Falco.

PIOLI (Milan): ng - Beneficio del tempo anche per lui, anche se per ora non raggiunge la sufficienza.
Giampaolo: 3 - Non può che essere il peggiore. Il Milan sarà sopravvalutato, ma ha giocato in maniera pessima costantemente, risvegliandosi paradossalmente solo quando lui è andato via. E sarà stato sfortunato, ma lui ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, calcisticamente e non.

ANCELOTTI (Napoli): 4.5 - Un Napoli settimo con distacco è inaccettabile. E fosse solo quello. Gioco che è apparso solo nelle notti di Champions. E pure là, si è sprecata l’occasione d’oro di vincere il girone che si era impostata con la partita contro il Liverpool. E se non fosse sufficiente, la situazione completamente sfuggita nello spogliatoio. Forse il mese peggiore in carriera per Ancelotti.

D’AVERSA (Parma): 8.5 - Una votazione altissima che si merita tutta. Si parla troppo poco del suo lavoro: capace di bloccare Conte con due mosse tattiche su Brozovic e Kulusevski. E in generale di fare fronte a ruota ai vitali infortuni di Bruno Alves, Inglese e Gervinho. E pure così, rimanendo in zona Europa.

FONSECA (Roma): 5.5 - In verità è in crescita, e ha dovuto avere a che fare con un mare di infortuni. Ma ha perso punti preziosi per strada in campionato, e sarebbe inammissibile perdere l’Europa League. Inoltre, sugli infortuni dovrà assolutamente vedere se poter avere un impatto. Innegabile però che le sue capacità di gioco siano progredite con il passare del tempo e delle difficoltà.

RANIERI (Sampdoria): ng - Anche per lui vige la regola delle poche partite, ma che fatica per ora.
Di Francesco: 4 - Sicuramente il mercato in uscita e i marosi societari hanno avuto la loro importanza. Però non si è visto praticamente nulla con lui, il che è veramente sorprendente.

DE ZERBI (Sassuolo) 6 - Senza infamia e senza lode, alcuni picchi e molti dubbi. Sembra come se il processo di evoluzione si sia fermato, ed è un peccato visto che ci sono alcune individualità invidiate da molti.

SEMPLICI (Spal): 4.5 - La partenza di Lazzari sembra aver disarmato l’intera squadra. Non gira più nulla, si è inceppato anche Petagna, come se l’incantesimo si sia esaurito. Aggrappato alla spinta del pubblico di Ferrara.

MAZZARRI (Torino): 4.5 - Francamente, con quel ben di Dio che vale l’Europa League, il Toro undicesimo proprio non si può vedere. In generale sempre troppo prevedibile, sempre troppo asfittico in avanti, e in alcuni casi addirittura quasi rassegnato agli eventi. Il che non è proprio da Torino.

GOTTI (Udinese): ng - Dei subentrati, sicuramente il migliore finora.
Tudor: 4 - Il materiale a disposizione è migliore di quanto si è visto. Il punto è che l’Udinese ci ha messo lotta ma poco altro, sfruttando male i picchi di qualità.

JURIC (Verona): 9.5 - Anche meglio di Maran. Perché sulla carta il Verona è in assoluto il più sguarnito tecnicamente. E invece scollina il primo terzo nella parte sinistra della classifica. Bello quando può, furbo quando serve. Juric ha lanciato una serie di sconosciuti, e ne sta ricavando ben più del massimo.


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