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C’è una data per giocare, ci si può allenare in gruppo... ma non è tutto in discesa

C’è una data per giocare, ci si può allenare in gruppo... ma non è tutto in discesa  TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
giovedì 14 maggio 2020 00:00Editoriale
di Luca Marchetti

Il calcio si muove sempre più intorno alla ripartenza. Nessuno scatto in avanti come di fatto ha chiesto lo stesso Spadafora nei suoi due interventi delle ultime ore (uno alla Camera e uno al Senato) ma comunque ci sono dei passi in avanti.
Intanto la Lega di SerieA ha deciso che la data di inizio campionato potrebbe essere il 13 giugno. Abbiamo una data, certo, autodeterminata. Nessuno, da parte del Governo, ha mai detto che potrebbe essere presa in considerazione, ma il calcio una data l’ha data. Forse era anche un segreto di Pulcinella, nel senso che tutti in testa avevano questa data, ma ora é scritta. Ufficiale, diciamo. Questo perché da lunedì prossimo c’è il definitivo via libera per gli allenamenti di squadra. Con il nuovo protocollo, sistemato dopo le eccezioni sollevate dal CTS, nei giorni scorsi.
Il protocollo è cambiato: c’è la vicenda della quarantena che in questa fase è stata recepita dalla Figc come dovuto. Per il momento, con le squadre in ritiro per due settimane dopo la negativizzazione, dovrebbe essere davvero complicato incappare in una nuova positività.
Il problema si porrebbe per dopo. Per il fatidico 13 giugno. Perché al di là delle speranze bisogna garantire una continuità al lavoro. Ed è quello che chiedono le società. Chiedono che la loro data venga confermata, che possa essere tenuta in considerazione dal Governo. Per avere un obiettivo, per non allenarsi e impegnarsi in un processo così lungo e così dispendioso anche economicamente per nulla. Al netto dei possibili imprevisti e della curva di contagio che chiaramente ha la priorità su tutto.
La speranza, delle fronte dei sì è duplice. Intanto che il contagio continui a seguire il trend che ha avuto finora e che quindi ponga il Paese nelle condizioni di poter ripartire e poi che le esperienze all’estero consegnino un piccolo storico favorevole. Insomma che il protocollo della quarantena obbligatoria soltanto per il nuovo positivo dimostri la sua eventuale efficacia.
I prossimi passi poi saranno il consiglio federale, del 20 maggio, in cui si deciderà una posizione di tutto il calcio italiano e in cui in teoria dovranno essere anche pensate delle soluzioni alternative alla ripresa del campionato. Nell’ipotesi in cui non si dovesse tornare a giocare ci sarà bisogno di regole certe per affrontare l’estate. Non solo, naturalmente, per la serie A. Ci sarà da discutere molto, su posizioni che non tutti hanno digerito. Con la speranza comunque, da parte del presidente, di tornare a giocare.

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