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La Giovane Italia
Editoriale

Caos VAR, la soluzione c’è! Loro Coutinho, noi Deulofeu… Roma, un big lascia? Milan, dubbio André Silva!

10.01.2018 08:32 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 29800 volte

Sono stati giorni caotici e complicati… Dal doveroso arrivederci alle Feste al “campionato falsato dal VAR”. Si esagera nella Feste, si sa. E stiamo esagerando anche con il VAR. Ci si continua a dimenticare che il VAR è al suo debutto, al suo primo anno. E’ un’innovazione sperimentale. Quindi, essendo in fase di sperimentazione, è soggetto ad errori e, soprattutto, migliorie. Non ne posso più di chi continua a tuonare come il VAR sia un male per il calcio. Ricordo quando è comparso il cellulare (purtroppo sono dell’era del telefono a casa con fili). In tanti lo demonizzarono, ora è parte integrante della nostra vita quotidiana e, anche chi non voleva entraci in contatto, l’ha nel proprio taschino. Come l’onnipresente smarthphone, anche il VAR non ha solo aspetti positivi ma è utopia pensare di poterne fare a meno… Ma come migliorare la tecnologia applicata al calcio? Penso sempre ai colleghi americani… Nell’NFL (da una vita), l’Head Coach può avvalersi dei cosiddetti “Challenge”. Se una chiamata arbitrale non lo convince, può chiedere l’intervento della “tecnologia”. Accade anche nel tennis e in tanti altri sport… Ecco, non sarebbe male applicare tale metodo anche al calcio. Che sia l’allenatore a chiedere l’utilizzo del VAR. Al massimo due o tre chiamate a partita a disposizione di ogni allenatore, magari con un bonus se la chiamata risulta “corretta”. In questo modo si toglierebbe un po’ di pressione all’arbitro e si eviterebbero tante scenate da parte dei nostri allenatori (e non solo) per il “non intervento” del VAR. Certo, alla fine l’ultima parola sarebbe sempre quella del direttore di gara ma il “challenge” sarebbe a discrezione dell’allenatore e, quindi, non ci sarebbe più il rischio che l’arbitro si possa dimenticare del VAR…
Argomento VAR esaurito, almeno per il momento (sono certo che se ne discuterà in eterno). Parliamo di calciomercato. Nessun dubbio: ci agitiamo tanto ma sarà un mercato, parlo del nostro orticello italiano, molto ma molto povero. Il Barcellona spende, senza preoccuparsi di nulla, 160 milioni di euro per Coutinho, da noi ci si azzanna per Deulofeu, uno che, al Barcellona appunto, fa la riserva e, con l’arrivo di Coutinho, farebbe anche tanta tribuna. Ma, non dimentichiamolo mai, siamo italiani, quindi in grado di sorprendere e stupire… Marotta, Sabatini, Giuntoli, tanto per citare quelli che ammiro maggiormente, sono persone che hanno dimostrato di saper “fare mercato” e, di conseguenza, qualcosa accadrà. E Monchi? Ecco, non vorrei essere il buon Monchi. Dopo un inizio contraddistinto da applausi e consensi, la Roma ha perso la retta via. Di Francesco sta facendo di tutto per impedire al gruppo di smarrire il concetto di squadra ma, è evidente, che qualcosa si sia rotto. Troppe persone che si lamentano o che festeggiano più del lecito. Da qui la concreta possibilità che, a gennaio, un big venga sacrificato. Perché? Per smuovere le acque e, magari, riportare l’attenzione su altri argomenti, come, ad esempio, gli obiettivi della società (qualificazione alla prossima Champions League)… Se dovesse arrivare un’offerta importante per un gioiello giallorosso, Monchi dovrà decidere cosa fare: cedere o resistere? A volte, per migliorare una squadra, può anche essere utile lasciar andar via qualcuno, a patto che si riesca a trovare immediatamente un sostituto all’altezza… A Salah è stato permesso di andarsene ma, ancora oggi, uno del suo calibro non è arrivato a Roma. Meglio imparare dagli errori per non rischiare un’altra stagione anonima…
E qui vengo al Milan. Lo ammetto: non sono mai stato un grande estimatore di André Silva. Diffido sempre dai “bomber del Porto”. Sicuramente ha doti interessanti ma, con tutto il rispetto, non lo vedo, tra cinque anni, dominare in Europa. Il Diavolo ha investito quasi 40 milioni sul giovane André Silva ma, a questo punto, in tanti si interrogano sul suo futuro. All’estero, visti gli otto gol segnati in Europa League (zero in campionato), lo stimano in tanti. Davanti ad un’offerta da almeno 40 milioni (c’è qualcuno disposto a sborsarli? Sì, l’Arsenal potrebbe farsi avanti presto), potrebbe essere lungimirante cederlo ora e, con i soldi incassati, provare a prendere giocatori già abituati al calcio italiano. Gente come Cristante o Jankto, tanto per intenderci, ossia elementi che sanno come districarsi nel tattico torneo italico. Chiusura sulla lite Conte-Mourinho. A questo punto, dopo tante offese reciproche, alcune anche sopra le righe, sarebbe carino se uno dei due decidesse di fare un passo indietro. Probabile che non accadrà e, quindi, aspettiamoci altre puntate di una telenovela che sta facendo la felicità dei media inglesi… E’ proprio vero. La Premier League ha tutto: soldi, campioni e due galli nello stesso pollaio che non vogliono abbassare la cresta…


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