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Editoriale

Capolavoro Juve: Agnelli vince tutto ma la famiglia lo ostacola. Inter, Sabatini ha "scelto" Spalletti. Roma, blitz decisivo per Di Francesco. Sassuolo e Bari, in due per Bucchi

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
22.05.2017 08:43 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 82373 volte
© foto di Federico De Luca

Fanno più effetto le immagini del "trionfo" del Milan che quelle dei festeggiamenti della Juventus. La fotografia di San Siro che lancia in aria Montella e del giro di campo della squadra che festeggia un preliminare di Europa League è il riassunto di quanto abbia lavorato male in questi anni Berlusconi nel calcio. In settimana ha lasciato un regalino di 71 milioni di debiti ai nuovi proprietari e un parco calciatori che, fatta eccezione per 4-5 calciatori, non è utilizzabile neanche per fare uno scambio di figurine. Roba da far dire ai bambini quando aprono le bustine "papà, ma questo chi è?". Finalmente al Milan hanno indossato una maglia da Milan e per questo dobbiamo solo complimentarci. Ieri si è chiusa definitivamente una pagina del passato, adesso Mirabelli e Fassone potranno scatenarsi con quello che avranno a budget. Sicuramente a Mirabelli e Fassone va detto un primo grazie: grazie di aver fatto tornare a sognare i tifosi rossoneri con idee e trattative concrete e non con fantasmi di calciatori. Complimenti al Milan che ha chiuso con dignità, all'Inter ad esempio non è rimasta neanche quella. Sandra direbbe "che barba che noia", il finto Berlusconi della serie 1993 invece direbbe "non è bello vincere quanto è brutto perdere". La Juventus, ormai, è diventata abitudinaria. In Italia vince senza soffrire, ad agosto leggi le formazioni e già conosci i verdetti, trionfa ed entra nella storia ma annulla anche giro in città con il pullman scoperto e la festa della sera perché pensa solo alla finalissima di Cardiff. Questa Juventus non ha rivali ed è talmente forte da non far divertire più neanche i rivali che, almeno una volta, potevano dire "sì vabbè ma ha rubato". Niente! Non possiamo dire alla Juventus che si compra gli arbitri, non possiamo dire che ha vinto perché in Lega e Federazione è la più forte, ma che noia. E non c'è neanche più Biscardi che poteva falsare le moviole. La Juventus si è allenata in campionato e Coppa Italia perché il tifoso della Juventus festeggerà come un dannato solo per l'eventuale vittoria della Champions. Il resto non è gioia ma semplice esultanza. Vogliamo vedere i tifosi della Juve impazzire come fossero napoletani o romanisti per la conquista di uno scudetto. Tifo Juve a Cardiff soprattutto per questo. Sarebbe bellissimo vedere un tifoso juventino impazzire per un trofeo e non essere abituato alla vittoria. In Italia speriamo sempre nella vittoria di un Napoli o di una Roma soprattutto per le feste che inizierebbero oggi e finirebbero l'anno dopo. La Juve vince e neanche il tempo di far tramontare il sole che è già tutto finito. La Juventus non ha più rivali in Italia, gli unici rivali, come nel 2006, sono a Torino. E, dispiace per Cairo, non sono granata. Andrea Agnelli ha costruito un impero. Ha preso la nuova Juve rasa al suolo e l'ha resa grande, dopo una prima fase di rodaggio. Ha indovinato quasi tutte le scelte e l'ha piazzata sul tetto d'Italia e l'ha avvicinata alle più grandi d'Europa. Il fatturato non si inventa, si costruisce. Se Marotta ha speso 95 milioni per Higuain e non ha fatto morire gli altri di fame significa che questa società ha costruito un gran valore. Agnelli deve stare attento solo alle dinamiche interne, solo quelle potrebbero ostacolare la crescita di un club arrivato tra i top nel mondo. Il resto, fuori da Torino, non fa paura.
L'Inter sta pianificando il futuro. Ausilio, in settimana, ci ha dato la possibilità di scrivere qualcosa e non di parlare sempre delle stesse situazioni. Ha sparato a zero su tutto e tutti. Se è stata una mossa per farsi esonerare, allora, Piero è diventato geniale. Abbiamo capito che al contratto non ci rinuncia, forse adesso si gioca la carta del risentimento in attesa di un esonero che lo libererebbe dai guai ma non influirebbe sul suo conto corrente. Walter il magnifico sta arrivando e con lui arriverà anche Lucianone Spalletti. Un ottimo allenatore ma un altro che - in quanto a comunicazione - avrebbe bisogno di un addetto stampa personale ogni volta che apre bocca. Spalletti non è la prima scelta dell'Inter e neanche la seconda: è l'unica possibile. Arriverà lui al 99% e Sabatini si è già incontrato segretamente con Spalletti per discutere di ingaggio e strategie di mercato. Per uno Spalletti che viene, c'è un Vecchi che va. Dalla prima squadra al rischio di perdere anche la Primavera nerazzurra. Stefano Vecchi, infatti, è in scadenza e non è detto che Sabatini lo confermi. Ausilio e Samaden, invece, sarebbero più propensi a continuare con Vecchi.
Potrebbe essere arrivata la svolta anche per la Roma. Monchi, stando a quanto abbiamo raccolto, sarebbe disposto a sposare la linea italiana per la panchina e avrebbe raggiunto l'accordo con Eusebio Di Francesco. Contratto di due anni a Di Francesco che è pronto ad ufficializzare il suo passaggio alla Roma. Lo avrebbe già comunicato anche al Sassuolo. Nel giro di panchine, il valzer va delineandosi. Il Sassuolo si sarebbe confrontato, per il suo successore, anche con lo stesso Di Francesco. Due nomi in agenda già da un po'. Il primo è Cristian Bucchi del Perugia e l'altro è Massimo Oddo. Il secondo, per ora, è stato scartato. Piace molto Bucchi che a Sassuolo porterebbe anche Di Chiara e, forse, Dezi. Bucchi si sta giocando la serie A con il Perugia ed è giusto non disturbarlo anche perché - maniacale com'è - sta pensando al campo giorno e notte. Noi, però, facciamo cronaca e siamo costretti a darvi le notizie. Il Sassuolo è convinto di Bucchi ma da metà settimana scorsa gli emiliani hanno una forte concorrente: il Bari. Sogliano punterà ancora su una figura giovane. Mentre Giancaspro pensava ad un senior come Iachini, il Direttore vuole un giovane. E' consapevole che convincere Bucchi è complicato vista la concorrenza del Sassuolo e anche le tempistiche giocano contro il Bari ma Sogliano fa bene a provarci. Bucchi sarebbe perfetto per una piazza come Bari che vuole subito il nome del Mister ma se aspetta dieci giorni e prende Bucchi ha solo da guadagnarci. Alternative? Sogliano ha già parlato con De Zerbi e incontrerà Fabio Grosso. Con i caratteri che si ritrovano Sogliano e De Zerbi, a metà ottobre, sono già a stracci in faccia mentre Grosso, ottimo profilo, ha solo il grande punto di domanda di iniziare ad allenare tra i grandi in una piazza come Bari che, da ora in poi, non ti perdonerà più nulla. Per Sogliano è arrivato il momento della verità. Meglio l'uovo oggi o la gallina domani?


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