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Editoriale

Capolavoro Juve, Milan già al lavoro. Monchi e Totti (e la panchina), Napoli e Sarri (e il portiere)

04.05.2017 08:15 di Luca Marchetti   articolo letto 33142 volte
© foto di Federico De Luca

Ancora applausi e un piede (forse anche più) a Cardiff. Tutti avevano chiesto a Higuain di essere finalmente decisivo anche in Champions e il Pipita ha bussato due volte. Ora non è decisivo solo in campionato, anche in coppa c'è la sua firma per una stagione che per la Juventus potrebbe davvero essere da sogno. A un passo dallo scudetto, in finale di coppa Italia, una finale ipotecata.
La Juve - almeno a livello societario - ha indovinato tutto. Allegri ha condotto fino alla fine un gruppo che era stato costruito per vincere. E non conta neanche continuare a ribadire che vincere non è facile. Più di così la società non può fare. A livello sportivo ora deve naturalmente chiudere, alzare i trofei. La cosa più importante certo, ma il campo il suo primo verdetto lo ha dato. Una partita è una partita: può succedere di tutto. Ma essere arrivati lassù è l'ennesima testimonianza della programmazione praticamente perfetta sia fuori che dentro dal campo.
Non ha problemi la Juve di mercato. Ha già messo a segno i colpi per il futuro (Cadara, Orsolini) ha già sondato a livello internazionale i possibili rinforzi. Ma ora la concentrazione è tutta sul campo.
E' già tutta per la prossima stagione invece quella delle milanesi.
Giornata molto intensa per Mirabelli e Fassone. Dopo il viaggio a Madrid per andare a prendere ulteriori contatti con Morata (anche se la missione è praticamente impossibile, visto che il fascino della Champions per certi giocatori conta) il rientro a Milano è stato subito lavorativo. Trattativa in corso per Kessie, il Milan sta facendo sul serio. Dopo aver raggiunto l'accordo con il giocatore nei giorni scorsi (scavalcando in questo la Roma) si è messa a parlare anche con l'Atalanta che aveva dato la parola ai giallorossi. Ma il mercato è fatto così: se non è tutto a posto c'è sempre spazio per l'inserimento di qualcun altro. E il Milan ne ha approfittato. Chiaramente non è ancora chiusa la trattativa ma i rossoneri stanno facendo passi avanti. Una chiacchierata anche su Petagna (sul quale il Milan ha una percentuale di futura rivendita al 50% quindi tecnicamente se il Milan lo volesse ri-comprare lo pagherebbe la metà). Ma gli obiettivi del Milan non si fermano a Kessie. Oltre a Musacchio (che possiamo praticamente già considerare milanista) un altro obiettivo a centrocampo è Duncan del Sassuolo. Primi contatti con l'agente già avviati, ora bisognerà cominciare a parlare con il Sassuolo. E non è detto che l'arrivo di uno escluda un altro: il Milan vuole rinfrescare le forze a centrocampo. Con Montella? Questo - nonostante le giuste parole di Fassone di conferma - dipende dai risultati e dalla qualificazione in Europa. E Montella lo sa.
Anche l'Inter è in piena fase di ripensamento. Intanto la struttura societaria (arriveranno salvo sorprese Oriali e Baccin come supporto ad Ausilio), poi la squadra visto che sarà puntellata con 4 o 5 giocatori. I nomi li abbiamo fatti anche le scorse settimane: un difensore centrale, un terzino importante, un centrocampista (soprattutto se parte qualcuno) e un attaccante esterno ed eventualmente un partner/riserva di Icardi. Con quanti soldi a disposizione? Questo dipenderà (anche) dalle cessioni, ma la voglia di rivalsa di Suning è molto forte. Manolas, Rudiger, De Vrij, Samir, Bernardeschi, Berardi sono i nomi più caldi finora fatti in casa nerazzurra. Ma quello che ora si chiedono i tifosi dell'Inter è: Pioli rimane o no? La sensazione è che comunque vada con questo terribile finale si sia bruciato le sue possibilità di rimanere in nerazzurro. Per lui - più che per Montella - vale l'accesso in Europa. Più lui di Montella ha i fantasmi di Conte, Simeone, Sarri e Spalletti che gli svolazzano dietro. Basterà aspettare ma l'Inter non ha intenzione di sbagliare anche la prossima stagione.
Si è presentato invece Monchi alla Roma. Bell'impatto, grande personalità dimostrata, ottima impressione, parole efficaci. Quelle che hanno fatto più rumore sono quelle su Totti ma in realtà non c'è nulla di nuovo se non l'ennesima conferma che per la società questo è l'ultimo atto. Lo hanno detto il giorno del rinnovo, lo hanno ribadito fra le righe, lo hanno detto espressamente nel post derby. Monchi lo ha semplicemente ribadito. Ora non aspetta che sapere che ne pensa Totti: avrebbe dovuto lui dire quello che succederà la prossima stagione. Aspettiamo. Personalissima opinione: l'annuncio dell'eventuale addio al calcio giocato spetta solo e soltanto a Totti (che in realtà era stato informato anche da Monchi sulla linea che avrebbe tenuto in conferenza, quindi nessuna "trappolona") glielo si deve per la carriera e la classe. Monchi non ha soltanto parlato con i giornalisti. Lo ha fatto anche con il procuratore di Pellegrini (vero oggetto del desiderio della Roma, che lo può riprendere a una cifra prefissata ma deve mettere a posto il contratto con il giocatore, del Milan e anche dell'Inter) e di Defrel che già a gennaio era nel mirino dei giallorossi. Poi bisognerà decidere anche l'allenatore. Monchi ha detto che è venuto a Roma per avere il privilegio di lavorare con Spalletti. Chissà però se Spalletti rimarrà: radiomercato dice di no. E quindi la Roma si guarda intorno: Emery, Sarri, Di Francesco e Sousa gli allenatori che piacciono di più. Come a Firenze che oltre a Pioli e proprio DI Francesco spunta il nome di Gigi Di Biagio.
Tutti insomma vogliono Sarri. Ma il Napoli che Sarri ce l'ha non lo lascerà andare salvo clamorose (ma veramente clamorose) sorprese. Il contratto dell'allenatore c'è. E può essere risolto solo a partire dalla prossima stagione. Una clausola da 8 milioni di euro da esercitare entro il 30 aprile (altrimenti non vale) e che in realtà vale anche al contrario (ma in quel caso il Napoli dovrebbe pagare un milione a Sarri sempre entro la stessa data).
Ma non è solo una questione di contratto. E' una questione di progetto, di gruppo, di affetti. Sarri vorrebbe che rimanga Mertens a tutti i costi. E il rinnovo sta andando avanti dopo un periodo di stop. Così Sarri è più tranquillo. Non solo: chissà cosa pensa delle trattative che sta portando avanti il suo ds Giuntoli. In Spagna ha tenuto contatti per Yuri esterno sinistro della Real Sociedad (obiettivo però difficile) e ha anche incontrato l'entourage di Inaki Williams, stellina dell'Atletic Bilbao e della nazionae U21 spagnola. Il suo soprannome è la pantera e può giocare in tutti i ruoli dell'attacco. Due caratteristiche che con questo Napoli si sposano benissimo. Il problema potrebbe essere il costo visto che ha una clausola da 50 milioni di euro... Per il ruolo di portiere sondato anche Neto, ora alla Juventus. Ma molto dipenderà da Reina: se dovesse rinnovare vorrebbero puntare su un profilo tipo Skorupski (quindi un giovane che può anche cominciare dalla panchina) oppure si va dritti su un titolare tipo Neto o Sczeszny (che se avesse la chanches però di giocare titolare nell'Arsenal rimarrebbe lì).
Il Siviglia ha sondato Torreira della Samp e il Barcellona invece fa sul serio con Soriano che dopo un campionato strepitoso con il Villarreal ha ricevuto l'attenzione blaugrana.
Grandi nomi, grandi trattative, panchine che ancora devono essere sistemate. Tenetevi forte, si inizia...


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