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Mercato stellare per il Milan: i rossoneri sono da Scudetto?
  Sì, a patto che arrivi un grande attaccante
  No, la Juventus resta sempre più forte
  No, ha davanti comunque sempre Roma e Napoli
  Sì, già così è da Scudetto

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Editoriale

Caro Totti, smetti con l'onore di oggi. Milan, Pavoletti è l'uomo giusto. Crotone e Cagliari onorino la B. Abodi, questa volta sono con te. Ma non fermarti!

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
25.04.2016 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 31789 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Francesco Totti non è il calcio. Totti è poesia. Totti è l'uomo che fa innamorare i bambini di una palla a scacchi. Quando gli altri giocano, lui inventa. Quando gli altri segnano, lui decide. Totti, però, è un umano come noi. Mangia, beve e cammina. Ha due gambe, due piedi (ma che piedi) e due occhi. Una testa per pensare. Ha una carta di identità che oggi è il nemico principale. Alla fine Spalletti ha ragione da vendere e non saranno certo due gol in due minuti o tre gol in pochi attimi in due gare a farci cambiare idea. Spalletti ha ragione ma sbaglia a straparlare dopo una partita. Totti ha ragione perché sente di avere ancora benzina ma soprattutto voglia. Questo gli fa onore. Eppure Totti dovrebbe fare un passo indietro. Dovrebbe capire che per 10 minuti può ancora essere decisivo, anche venti, ma per 90 non può e non deve essere una zavorra per il suo allenatore che deve pensare a costruire la Roma del futuro e ha bisogno di tutti al 101%. La gestione del caso Totti è la vera nota dolente di queste settimane/mesi. Pallotta, come noi, non vive la quotidianità di Roma. Non capisce cosa prova un ragazzino quando segna Totti. Prende il cellulare e piange. Totti è poesia. Pallotta è un imprenditore e si dovrebbe assumere le responsabilità di chi comanda. Senza mandare avanti un allenatore o un direttore sportivo; faccia una conferenza stampa e dica cosa vorrà farne di Totti. Che sia il calciatore, il dirigente o se non lo vorrà proprio più vedere come la Juventus ha fatto con Del Piero. Molte cose noi non le sappiamo. Se la Juve ha mandato in Australia Del Piero un motivo ci sarà. E ci fidiamo di Agnelli e Marotta. I calciatori da calciatori hanno il coltello dalla parte del manico ma se il coltello non lo sai usare rischi di farti male. Il tempo è infame, a volte galantuomo; pensa te. Tutto finisce, prima o poi. Totti ha la grandissima possibilità di chiudere la sua storia di Roma da fenomeno e non da calciatore che si trascina sul campo. I gol al Torino servono soprattutto a questo, ma tirare un altro anno non avrebbe senso. Così come non ha un senso vestire altre maglie. Che siano italiane, americane o australiane.
-Milano, futuro incerto-
Adriano Galliani sta decidendo cosa fare del futuro del Milan, come Berlusconi dovrà capire una volta per tutte se cedere o andare avanti. Parlando di mercato a piccole dosi, ci pare strano che sull'asse Galliani-Preziosi siano stati fatti mille affarri, alcuni buoni alcuni pessimi, e il Milan ancora non abbia opzionato Pavoletti: attaccante di grande qualità e spessore, pronto per una big, anche se la big è ferita nell'anima. Pavoletti è la grande sconfitta del Sassuolo. Una sconfitta tra mille conquiste. Pavoletti ha tutto per vestire la maglia del Milan, ragazzo serio ed attaccante esemplare. Da lui potrebbe e dovrebbe ripartire l'Ital-Milan.
Complimenti al Cagliari e al Crotone che tornano, con stramerito, in serie A. Per il Crotone è una novità assoluta. Il Crotone è la vera vincitrice del campionato; a prescindere dal primo o secondo posto finale. Chi vivrà vedrà. Il Crotone era partita per salvarsi e ha dominato. Non ha mai avuto un momento di calo, nonostante in B sia scontato e fisiologico. Un allenatore, come Juric, arrivato dal Mantova in C e con tanti giovanotti hanno trovato il mix perfetto. Ursino ha fatto un capolavoro e i Vrenna si meritano questa gioia. Il Cagliari, dicono gli esperti, doveva per forza andare in serie A. Fesseria. Il Bologna, lo scorso anno, ha conquistato la promozione ai play off non meritando di vincere né con l'Avellino né con il Pescara. Il Catania doveva ammazzare tutto e tutti e si è ammazzato da solo, con le mani di Cosentino e Pulvirenti. Il Cagliari è sempre stato tra il primo e il secondo posto, ha avuto un calo finale e non ha giocato benissimo ma ci può stare. Rastelli ha grandi meriti, come Giulini e Capozzucca. Ha funzionato tutto. Chi fa lo snob non conosce la B. Piuttosto Cagliari e Crotone adesso dovranno dimostrare altre qualità, oltre quelle tecniche: le qualità morali. Il Crotone a Cesena contro l'amico Drago ha passeggiato, adesso che le due squadre festeggeranno la serie A in netto anticipo devono onorare un campionato stupendo e straordinario per la lotta ai play off e ai play out. E' un obbligo morale. Gli sconti di fine anno non sono leciti ma soprattutto sarebbero ingiusti nei confronti di tutte le altre società.
In Lega di serie B appoggiamo la battaglia di Andrea Abodi. Anzi lo invitiamo a non fermarsi. Il paracadute che la serie A concede a chi retrocede in B è sproporzionato. Diventa troppo facile tornare in A. Fa bene Abodi che a quel punto si ribella e non distribuirà altri soldi alle retrocesse. Anzi, quei soldi vanno divisi tra quelle che salgono dalla Lega Pro e quelle che hanno fatto la B l'anno prima. Con la teoria siamo tutti d'accordo, Abodi attui in pratica le sue idee. Questa volta sono giuste e sagge.


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