VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
Telegram
SONDAGGIO
Sedici squadre si giocano la Champions League: chi è la favorita?
  Barcellona
  Basilea
  Bayern Monaco
  Besiktas
  Chelsea
  Juventus
  Liverpool
  Manchester City
  Manchester United
  Paris Saint-Germain
  Porto
  Real Madrid
  Roma
  Siviglia
  Shakhtar Donetsk
  Tottenham

TMW Mob
Editoriale

Catastrofismo Juve: la colpa è del Napoli. Da Sarri a Giampaolo: l'allenatore è più importante della campagna acquisti. Al calcio italiano non basta il nome: quattro idee per una seria rifondazione

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
26.11.2017 10:37 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 35028 volte
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

Non è la stessa Juventus di un anno fa. Il confronto, dati alla mano, sembra chiaro e pacifico. Dopo 13 giornate ha il migliore attacco e la quarta miglior difesa, numeri meno buoni di quel che possa sembrare perché negli ultimi dieci anni - sempre e comunque - a vincere lo Scudetto è stata la squadra che ha subito meno reti.
Un ciclo in difesa s'è chiuso nella passata stagione, con gli addii di Dani Alves e Bonucci, e ripartirà più compiutamente nella prossima stagione con gli arrivi certi di Caldara, Spinazzola e un altro terzino destro. Nel frattempo, ci si barcamena con una difesa che resta comunque, almeno per l'Italia, di primissimo livello, ma deve registrarsi meglio. E in questo senso i recenti sfoghi di Pjanic e Benatia non sono arrivati a caso.
Specificato ciò, c'è un altro punto da sottolineare. Con altrettanta e forse ancor più forza. Tutto questo catastrofismo attorno ai bianconeri, e soprattutto attorno ad Allegri, è immotivato. La Juventus sta facendo il suo cammino e classifica alla mano dopo 13 giornate ha conquistato 31 punti. Uno score che, negli ultimi due anni, avrebbe sempre fatto rima con primo posto. Rispetto alla passata stagione, i bianconeri hanno solo due lunghezze in meno, ma basterà battere oggi il Crotone per trasformare questo confronto nuovamente in positivo.
Cosa vuol dire tutto ciò? Significa che se quest'anno in vetta c'è confronto e incertezza non è demerito della Juventus. E' merito delle altre, soprattutto di un Napoli partito fortissimo, il secondo miglior avvio di stagione di una squadra nella storia della Serie A. Solo la Juventus 2005/06 fece meglio.
Ecco perché chiedere la testa di Allegri, o criticare aspramente la squadra, non ha motivazioni solide. Non ha senso non solo per quanto dimostrato da questa squadra nel recente passato, ma anche per quanto sta dimostrando nel presente. Può fare di più certo? Certo. E Allegri, in questo senso, è sempre riuscito a far accelerare le sue squadre nella seconda parte di stagione. Ma la Juve sta comunque già viaggiando su ritmi forsennati e migliorarsi ulteriormente non basterà per ammazzare il campionato. Perché quest'anno in vetta nessuno perde un colpo e, vivaddio, si preannuncia una battaglia all'ultimo punto fino alla fine.

Sarri, Spalletti, Allegri, Di Francesco, Inzaghi e Giampaolo. Sono loro, di questi tempi, a comandare la Serie A. Non è un caso, alcuni sono alla guida delle squadre più forti, ma sono anche i migliori allenatori che in questo momento può mettere in vetrina il nostro campionato, In grado di trasformare in oro anche un calciomercato in alcuni casi deficitario.
Spalletti ha messo ordine, con tre acquisti da squadre di metà classifica, a un'Inter che fino a qualche mese sembrava un caos ingestibile. Al suo posto a Roma è arrivato Di Francesco, che senza Rüdiger e Salah ha dato alla squadra una consapevolezza della sua forza - soprattutto in Europa - mai vista prima. Di Sarri e Allegri in questi mesi abbiamo detto e scritto di tutto e di più: sono i migliori. E presto a questi livelli arriveranno anche Inzaghi e Giampaolo: stanno portando avanti due autentici miracoli. Perché va bene i giovani pescati con lungimiranza in giro per l'Europa dai ds, ma questa estate il primo ha perso Keita, Biglia e Hoedt e il secondo Muriel, Schick, Bruno Fernandes e Skriniar. Non giocatori qualsiasi. Eppure, stanno riuscendo a fare meglio della passata stagione. Vincendo e divertendo.
Una lezione da non sottovalutare, che rivaluta di parecchio la figura dell'allenatore, probabilmente il tassello più importante nella costruzione di una squadra. La controprova? Il sondaggio di TMW del 2 settembre, appena chiusa la campagna trasferimento. Vi abbiamo chiesto: "Chi ha fatto il miglior mercato estivo della Serie A?". E sono arrivate quasi diecimila risposte che hanno issato il Milan al primo posto e il Torino subito dietro. Giustamente, un pensiero condiviso in modo unanime anche dagli addetti ai lavori. Ma entrambe sono lontanissime dalle posizioni europee perché hanno probabilmente fallito nella scelta più importante: quella dell'allenatore. Sia rossoneri che granata a fine novembre non hanno ancora una loro identità di gioco, con Montella che ha battuto tutti i record cambiando 22 formazioni in 22 partite.

Infine, il punto sullo stato di salute del calcio italiano, ancora profondamente malato dopo la catastrofe mondiale. Si sta cercando di capire come ricostruire, ma al momento non c'è certezza. Lunedì ci sarà l'Assemblea di Serie A, la penultima occasione per stilare un organigramma ed evitare il commissariamento dell'intera FIGC, soluzione che vorrebbe adottare il presidente del CONI Giovanni Malagò. Ad oggi, infatti, il punto su cui si sta giocando la partita sembra essere questo: presidente della FIGC eletto dai suoi membri o commissario scelto dal Coni? Punto importante, per carità. Ma è davvero attorno a ciò che si gioca la rinascita del calcio italiano? La risposta è negativa. Servono programmi, idee, e di tutto questo ancora non c'è traccia. Serve modificare ciò che palesemente non va e cambiarlo il più in fretta possibile. Qualche idea? Eccole.

1) Introduzione squadre B - Il modello spagnolo in questi anni si sta rivelando vincente. La squadra B sempre almeno una serie sotto a quella della prima squadra, ma al contempo sempre sotto lo stretto controllo del club che così può far giocare i suoi migliori giovani in campionati competitivi, non nel Primavera, senza esser costretto a prestiti che spesso fanno rima con salti nel buio. In questo modo il rischio che i migliori 16enni non si perdano nell'80% dei casi a 20 anni è molto più basso.
2) Riduzione delle squadre - Quest'anno la conferma più lapalissiana che il gap in Serie A è troppo ampio. Ne ho parlato nel mio precedente editoriale, che vi invito a leggere (in basso il link).
3) Parte del fatturato da dedicare obbligatoriamente ai vivai e ai suoi impianti - Troppi club ci credono ancora troppo. Tra le top leghe europee quelli italiani, tranne sporadici casi, sono i club che investono meno nei Settori Giovanili. Se allora i presidenti non guardano oltre la punta del proprio naso meglio regolamentare questo aspetto, magari obbligando le società di Serie A a investire una parte del proprio fatturato (10-12%) proprio sui giovani e sugli impianti nei quali si allenano.
4) Ammodernamento o costruzione di nuovi impianti - Anche in questi caso lo scenario è desolante, per chi va allo stadio ma anche per chi guarda dalla tv. E l'ammodernamento o la ricostruzione degli stadi è un aspetto che riguarda anche i diritti tv, argomento che molto presto tornerà argomento d'attualità. Perché è giusto ripensare i criteri di divisione degli stessi, modificando la legge Melandri, ma se la torta è più piccola resterai sempre due-tre spanne sotto gli altri. E la colpa è anche di stadi vecchi e obsoleti, che deprezzano il prodotto Serie A avvantaggiando invece quei campionati che negli ultimi 20 anni hanno messo su un piano serio e concreto per rendere gli impianti al passo con i tempi.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Donnarumma-Raiola, che pasticcio! Il VAR va migliorato non demonizzato… Lazio, incubo Barcellona! 13.12 - Un mio vecchio amico mi ripete, alla noia, questa frase: “Ai miei tempi il calcio era un gioco semplice fatto da persone semplici”. Avendo superato la settantina, è evidente il suo riferimento ad un calcio, quello degli anni ’60 e 70’ che ben poco ha a che fare con il calcio d’oggi…...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: Allegri e la "grana" Dybala. Inter: il senso delle parole di Spalletti. Milan: Gattuso non è solo "grinta". Occhio agli Euro-sorteggi... 12.12 - Ciao. Oggi c’è Inter-Pordenone di Coppa Italia. La Coppa Italia è molto considerata dai nostri capi del calcio: fanno giocare l’ottavo di finale in casa della più forte. Di martedì. Alle nove antelucane. Con -12 gradi e l’incubo “gelicidio”. Il gelicidio fa paura a tutti. Tutti ne...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve-Inter, uno spot per poveri. Roma e Napoli, siamo alle solite. Crotone, con Nicola hai perso un patrimonio tecnico ed umano 11.12 - Quando aspetti una settimana intera un big match, lo carichi con titoloni e speciali e poi vedi (o meglio non vedi) una partita priva di emozioni, capisci che questo campionato è aperto ad ogni pronostico. L'Inter è la vera anti-Juve? Difficile pensarlo se ci ricordiamo da dove arriva...

EditorialeDI: Marco Conterio

Juventus-Inter: altro che partita perfetta e spot del calcio italiano. Nei bianconeri ci sono due casi ma molto diversi tra Allegri e Mourinho. Icardi, l'esame Mundial e la corte di Florentino Perez 10.12 - Zero a zero sarà pure la partita perfetta ma Juventus-Inter è stata la fotografia della noia. Un ben noto e ascoltato incipit della gara, spiegava che sarebbe dovuta essere lo spot per il calcio italiano. Purtroppo, lo è stata del calcio italiano. Dove contano tanto i giocatori di...

EditorialeDI: Mauro Suma

La Cavese e il Povero Diavolo. Il Milan 2012-2017. I doveri dei Club channels. Juve, vigilia violenta 09.12 - I giocatori del Milan devono capire, compatibilmente con il lavoro di carico atletico che stanno mettendo nelle gambe, che in questo momento hanno un dovere doppio. Non solo quello di giocare e fare punti. Sarebbe troppo banale. Ma anche e soprattutto di tenere il Milan come simbolo...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Un giallo: il Milan accerchiato. Bocciato o no il piano finanziario, l’Uefa non si fida di Li Yonghong. E Montella non andava esonerato adesso. Napoli, resta solo lo scudetto: De Laurentiis investa a gennaio e fuori subito dall’Europa League 08.12 - E’ l’anno del Milan, l’anno nero intendo. Il nuovo corso cinese che doveva riportare i rossoneri al vertice del calcio mondiale, in realtà sta portando soltanto enormi problemi. In campo e fuori. “Aridatece il Berlusca”, urla il popolo milanista e chissà lui quanto starà godendo. L’ultimo...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Napoli e i problemi di novembre, un piccolo record italiano e una panchina per Nesta 07.12 - Al Napoli non è riuscita l'impresa. Non sarebbe dipeso solo dagli azzurri, serviva un aiutino (o aiutone, visto a posteriori) da parte del City. Invece il 2-0 maturato dopo mezz'ora ha fatto il resto. E il Napoli non ha neanche azzannato l'avversario. Per mille motivi, primo su tutti...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Juve, Allegri come Yoda… Roma in paradiso!!! Milan, disastro in vista. Contrattone Messi? Se lo merita… 06.12 - Ed ecco la solita, determinata, immensa, compatta Juventus… Quando la palla comincia a scottare, i bianconeri rispondono sempre alla grande. Dopo la fondamentale vittoria al San Paolo, il successo in terra greca (contro un coriaceo Olympiacos) e il conseguente pass per gli ottavi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: sboccia Costa, ma “mister ottavi” ha il solito problema. Milan: Gattuso deve risolvere il “guaio estivo” (e c’è un esempio da seguire). Inter: Spalletti, Icardi e i pericolosi suonatori di violino. Napoli: Sarri non farti fregare 05.12 - Intanto chiedo un grande applauso al direttore artistico Luca Tommassini. Bravo Luca, riesci a sorprenderci ogni volta. (Se non chiedi un applauso per Luca Tommassini, oggigiorno non sei nessuno). Poi riflettiamo sul Natale. Il Natale sta arrivando con le sue luci e le sue mille...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Milan, gli alibi sono finiti. Inter, adesso dimostra a Torino chi sei. Napoli, sono pochi 13 calciatori per lo scudetto. Sassuolo, quando paga Angelozzi? 04.12 - Siamo tutti professori senza cattedra ma è il bello del nostro mestiere dove giudichiamo ma non siamo giudicati perché alla fine parlare è facile ma fare calcio è davvero complicato. Puoi spendere soldi, puoi fare progetti ma il calcio è bello e maledetto proprio perché può stravolgerli....
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.