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La Giovane Italia
Editoriale

Clamoroso Milan, c'è un piano di rientro... del Condor! Valzer di DS: strategie e sinergie (da evitare). Ma Mino ha l'immunità?

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
26.03.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 28075 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Non conosco i gusti musicali di Adriano Galliani ma un suo pezzo forte è stato, da sempre, "certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano..." Ci sta che facciano anche dei giri in Parlamento ma quella poltrona, seppur prestigiosa, non sarà mai comoda come quella di Casa Milan. Galliani ha dimostrato fedeltà a Berlusconi, per affetto o interessi ci interessa poco. La sua vita, però, non è la politica. Lui vive di calcio e, nonostante abbia vissuto gli ultimi anni non da leader, ha dimostrato che il calcio è la sua casa. Ora sta pensando ad un piano di rientro. Così come Fassone. Fassone, però, pensa al piano di rientro economico per il debito che il Milan ha, Galliani pensa al suo piano di rientro. Sia chiaro, non è una certezza ma solo una ipotesi. Certamente la situazione societaria del Milan lascia ben sperare per chi ha mire di inserirsi nei quadri dirigenziali. Galliani non lo dice e non lo dirà mai ma il suo vero obiettivo è quello di rientrare dalla porta principale di Casa Milan. Lo fa con eleganza, senza giochi di potere o senza tramare alle spalle di nessuno. Sicuramente ognuno di noi ha delle ambizioni e se non si gioca sporco non c'è nulla di male. Galliani potrebbe, usiamo cento condizionali, essere l'uomo scelto da Elliott nel caso in cui il Milan finisse nelle mani del fondo. Ieri Galliani ha trascorso la sua domenica in Piazza San Marco, in mano un bel mazzo di palme e una giornata tranquilla. Una rarità per uno come lui che in 26 anni ha vissuto solo domeniche a mille. Un clamoroso eventuale ritorno di Galliani non escluderebbe la figura di Marco Fassone. Anzi. Le due figure potrebbero essere complementari e a Galliani andrebbe bene uno come Fassone che andrebbe a ricoprire un ruolo, comunque, importante ma di fatto non il Presidente (cosa che tutt'ora fa). All'ex AD rossonero interessano due cose: il mercato e la partita dei diritti televisivi, dove insieme a Marco Bogarelli ha dimostrato di essere vero leader del settore. L'addio a Premium lo toglie anche da uno scomodo conflitto di interessi. Galliani, invece, escluderebbe la presenza di Mirabelli? Questo non lo so e, sinceramente, sarebbe un peccato perché Mirabelli al primo anno da Direttore di una Big ha dimostrato di saperci fare, tranne per la conferma di Montella, e ha incarnato lo spirito del tifoso dichiarando guerra a Mino Raiola. Galliani sta decidendo in questi giorni cosa fare da grande. Ci sarebbe anche un piano B istituzionale nel mondo dello sport ma questo ruolo non lo affascina. Tempistiche? Forse anche mai ma molto difficile si possa ipotizzare un ribaltone quest'estate. Molto dipenderà dalla partita tra i cinesi ed Elliott. Fassone la sta giocando alla grande e con discrezione. I milanisti devono solo dire grazie alla coppia Fassone-Mirabelli che senza liquidità e senza proprietà stanno facendo, quasi, i miracoli. Nelle scorse settimane ci sarebbe stata anche una telefonata tra Gattuso e Galliani. Certamente è tutto normale, visto lo storico rapporto tra i due, ma l'ombra del condor aleggia nei corridoi di Casa Milan. Staremo a vedere...
Nel frattempo c'è un bel giro di Direttori Sportivi. Le grandi non cambieranno. Del Milan abbiamo parlato. Juve avanti con Marotta e Paratici (ovviamente), Napoli con Giuntoli, Roma avanti con Monchi e Inter con il duo Sabatini-Ausilio. Cambieranno, però, le piccole e medio-piccole. A Sassuolo sarà mini rivoluzione. Se passerà la paura della retrocessione, Carnevali cambierà. Ha capito che il problema non era Bucchi ma è Angelozzi. Allora sarà addio a fine stagione. Sperando che non sia troppo tardi. Piace Cherubini della Juventus. Persona preparata e grande lavoratore. Uomo di fiducia di Paratici ma con una grande cultura calcistica. Gli converrà? Forse no. Anche il Cagliari è pronto al cambio. Rossi ha deluso, come detto qualche sera fa su Sportitalia da Alfredo Pedullà, piace Samaden che con il settore giovanile dell'Inter fa grandi cose da una vita. Cagliari e Inter sono legate a triplo filo ma Samaden è l'anima del settore giovanile nerazzurro. Comunque vada, cambierà il Chievo Verona. Chi è causa del suo male pianga se stesso. Campedelli per fare un favore a Giuntoli ha ingaggiato Romairone e ne sta pagando le conseguenze. Affidare una società di serie A a Romairone è come affidare la Presidenza della Camera a Checco Zalone, anche se mentre uno fa ridere l'altro ti fa piangere. Giuntoli sta provando a calare l'asso. Anzi ha già provato. Vorrebbe piazzare Romairone all'Udinese che non dovrebbe confermare Gerolin. Se i miei amici Pozzo hanno deciso di andare in B, allora, la scelta è perfetta per il progetto friulano. Giuntoli dovrebbe pensare solo al Napoli e meno agli amici. Gino Pozzo, ad Udine, potrebbe riprendere in considerazione una scelta di cuore: Pierpaolo Marino. Marino vive a Udine e con la lontananza di Gino Pozzo sarebbe l'uomo perfetto per guidare il club italiano, con Patron Gianpaolo Pozzo e il DG Collavino, "figlio" proprio dell'era Marino a Udine. Pronto a rientrare anche Stefano Capozucca. Forte l'ipotesi Verona, con Setti che ha risolto quasi tutti i suoi problemi economici.
Infine una considerazione su Mino Raiola. Se io scrivo che Aglietti è scarso mi querela al Tribunale di Arezzo. Se parlo della società (X) di Serie B vengo querelato e ho la causa in settimana, se scrivo che un Avvocato assiste due o più club vengo querelato, se scrivo che De Sanctis ha fatto un dito medio alla Curva di Udine ho una causa aperta da anni, poi, Mino da Amsterdam dice che "Guardiola è un cane", "la FIGC fa schifo" e nessuno lo querela? Perché la Federazione non ha preso provvedimenti nei confronti di Mino? Gli è concesso tutto. Come se fosse il dio del calcio mondiale. Che sappia fare il suo mestiere è chiaro ed evidente. Glielo abbiamo riconosciuto. Altrimenti da povero non diventi miliardario se non ci sai fare. Quindi mani in alto e, speriamo, non dietro la schiena.... Mino è bravo ma, negli anni, ha esagerato. Gli consigliamo un profilo basso, meno interviste anche perché non si capisce nulla e meno velleità da fenomeno. I fenomeni sono quelli che assiste, non lui.


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