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Editoriale

Colpo Briatore: la Samp in arrivo. Mancini-Icardi come Benitez-Higuain. Arbitri e mercato, gli incroci: Niang-Mandzukic. Bonaventura-Cristante. Bacca-Perisic. Garcia-Mazzarri. Iturbe-Ljajic

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
05.12.2015 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 55544 volte

Flavio Briatore alla Sampdoria a Gennaio. Non è una voce che ritorna. Sono lavori in corso, materia vera. Con Briatore alla guida, si sta già componendo un organigramma che riporterà nel calcio italiano esponenti di una bella e importante famiglia lombarda già attiva in Serie A in passato. Le cronache di mercato, vista la grande amicizia fra Adriano Galliani e Flavio Briatore, proveranno quindi a rilanciare la pista di Roberto Soriano al Milan. Ma il cambio di modulo operato da Mihajlovic e le azioni in rialzo di Kevin Prince Boateng non sembrano accreditare l'operazione.

Mauro Icardi nell'Inter c'è. Formalmente. Professionalmente. Ma senz'anima. Dopo 14 giornate, il capo-cannoniere dello scorso Campionato ha lo stesso sguardo di Higuain la scorsa stagione nel Napoli di Benitez prima di rifiorire con Sarri. Uno sguardo liquido, vagamente frastornato. C'è chi si affanna a sibilare che non è vero, che non esiste, che è tutto ingiusto e premeditato. Ma in una voxpopuli realizzata dall'ottimo collega Luca Uccello e pubblicata sul suo canale youtube con la collaborazione di Riccardo Fusato, i tifosi interisti, tutti d'un pezzo, per le vie di Milano hanno detto di seguito: "Non so cos'abbia, non corre", "E' isolato", "Gli arrivano pochi palloni". Eccolo il tema: coinvolgerlo nei flussi di gioco. Davvero. Meglio. Di più. Senza infastidirsi. Perché se Icardi, un grande attaccante, è il 35' attaccante della Serie A per tiri in porta, solo 9 dopo 14 giornate, Fonte Lega Serie A, non si può non parlare e non sottolineare. Classifiche che non amiamo, anzi che detestiamo, ma che ci sono e vengono usate con tutti e per tutti, come lasciavamo intendere nella nostra consueta tele-delirio di Milan-Sampdoria, con riferimenti a confronti televisivi e non ai tifosi, che nessuno ha preso sul serio (come spesso abbiamo ahinoi invitato a fare), tranne il nostro personal stalker.

I tifosi del Milan ci sono rimasti molto male. In Juventus-Milan, sullo 0-0, uno "sfioro" di Niang su Sturaro in elevazione è stato subito fischiato per fermare il gioco e per non essere costretti, uff, a prendere in considerazione il successivo rigore di Bonucci su Bonaventura. In Palermo-Juventus, con la stessa elevazione di Niang, Mandzukic travolge con tanto di gomito sulla schiena il difensore avversario e porta la Juventus in vantaggio. Niente. Tutto regolare. Tutto giusto. Tutto in silenzio. Nessuna moviola. Nessun confronto. Nessun riferimento. Spettacolare.

Nonostante il codone di paglia ostentato a più non posso ad ogni vittoria del Milan da parte dei tifosi dei propri amici e non dei colori, non c'è nulla da esaltarsi per i 23 punti rossoneri dopo 14 giornate. Però ci sono tanti luoghi comuni sconfessati. Fatto male a cedere Cristante? Spiace per Bryan, ottimo ragazzo e ottimo giocatore, ma nel Benfica lui non gioca e non sfonda da un anno e mezzo mentre con i soldi ricavati dalla sua partenza il Milan ha trovato un Signor Bonaventura. Il Milan non fa programmazione? Per la verità, doveva essere italiano e schiera in media 7 italiani nell'undici di partenza ogni volta che scende in campo. Doveva essere giovane e ha trovato una signor spina dorsale giovane, 56 anni in 3, tutti e tre potenziali rossoneri per dieci anni e oltre: Donnarumma rimasto rossonero nonostante tante sirene grazie ai buoni rapporti, ebbene sì quando sono senza dolo possono esserci anche quelli, con Mino Raiola - Romagnoli (riserva della Roma? No grazie!) arrivato grazie all'ingente sacrificio con relativo investimento economico da parte del presidente Berlusconi su segnalazione convinta di SinisaMihajlovic -Niangrilanciato dal Genoa prima di rientrare al Milan grazie ai buoni rapporti, idem come sopra, con Enrico Preziosi.

Carlos Bacca ha segnato 6 gol in 12 partite giocate dall'inizio e ha portato gioco e punti al Milan. Ma se non segna per 2-3 partite, è subito involuto, un giocatore normale, uno che non fa la differenza. Perisic, invece, costato non molto meno di Bacca, ha segnato 1 gol dall'inizio della stagione ma è bravo, corre, lavora. Bacca è stato pagato e, dopo 6 gol, è subito nel mirino. Perisic è arrivato bello, rubicondo, gratis, ha 1 solo gol all'attivo, ma va tutto bene. Ecco l'aria strana, notata con intelligenza da SinisaMihajlovic.

Rudi Garcia farà fatica ad uscirne. La sua società ha fatto quadrato, ma il sentimento provato nei suoi confronti dai tifosi della Roma è lo stesso che dilagava fra i tifosi dell'Inter nelle ultime settimane dell'avventura nerazzurra di Walter Mazzarri. Non siamo ancora allo speaker dello stadio che divaga al momento del nome dell'allenatore, ma poco ci manca. E Garcia, lui sarà il primo ad ammetterlo con se stesso, non è quello dirompente, fresco e innovativo del primo anno.

Se la Roma avesse ceduto Iturbe al Genoa, avrebbe tenuto Ljajic, giocatore che peraltro piaceva molto al Milan nell'estate 2013. Rimasto Iturbe (pagato 30 milioni, come Bacca, ma qui nessuno lo ricorda mai), ecco il grande vantaggio concesso ad una diretta concorrente, l'Inter, con la cessione di AdemLjajic che ha tenuto in piedi i nerazzurri in dieci (ingiustamente in inferiorità numerica) al San Paolo. Nel calcio non ci sono esempi assoluti. Il calcio va e viene, si azzecca, si sbaglia, si vive.

I non-evoluti rossoneri amano il Milan? E noi amiamo loro, quelli veri. Non gli involuti, che stallano sempre sulle stesse tiritere, o gli involtini, visti gli ambienti da bar, nani, ballerine, loculi e infradito che esprimono e che in fondo vanno teneramente compatiti. Per i tifosi del Milan che amano essere informati e non strumentalizzati, i non-evoluti, quelli dei tempi non sospetti, sono nati con Alessandro Jacobone nell'estate del 2008, quando certe terga erano al caldo di Mediaset e di Milan Channel, qui ospitate a partire dal Dicembre 2001 a seguito delle forti e importanti pressioni di un big dello spogliatoio rossonero che oggi fa l'opinionista televisivo. Con i tifosi del Milan non-evoluti, quelli doc, non quelli dopo, abbiamo non soltanto dialogato su Milan Channel, ma anche lavorato: sono stati nostri ospiti in collegamento e in studio, potendo dire la loro sempre. Non solo, su loro segnalazione, assolutamente disinteressata, ma soprattutto educata e garbata, oggi la redazione del Canale fruisce di una presenza in più, una di quelle che piacciono alla gente tosta e seria che lavora tutto il santo giorno, una presenza professionale, gradevole, assolutamente all'altezza. Per cui possiamo e dobbiamo soltanto ringraziarli.


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