VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Consigli a presidenti e direttori sportivi: i migliori 10 giovani allenatori italiani

Nato ad Avellino il 30-09-1983, si è trasferito a Milano per lavorare ad Eurosport e Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb dal 2007 e di Sportitalia. Conduttore del Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012, fondatore della società Micri Communicat
23.03.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 43766 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Nell'era degli Inzaghi, Seedorf e Stramaccioni, vogliamo fare alcune riflessioni sui giovani allenatori; del presente e del futuro. La moda dei "Guardiola" sta lentamente finendo perché i presidenti hanno capito che, la maggior parte delle volte, risparmiare e fare la scommessa della vita non porta a nulla. Fino a due anni fa, il passaggio dal campo alla panchina era repentino. Sono andati così, lentamente, in soffitta gli allenatori navigati con esperienza trentennale. Hanno pagato questa corsa al giovane, i vari Cavasin, Mutti, Cagni, Colomba, Silvio Baldini e tanti altri che con la loro esperienza avrebbero fatto comodo a tante società. Poi ci sono le esplosioni lente, vedi Sarri ad Empoli, gli sconfitti che vanno sempre di moda, l'esempio è Zeman, e le giovani promesse mancate, quelli del "vorrei ma non posso". Marcolin, Aglietti, Calori, Zola, Pancaro e altri mille che hanno avuto le loro occasioni ma le hanno bruciate una dietro l'altra. Chi per incapacità e chi per presunzione. Guardiamo al futuro, proviamo ad individuare dieci giovani allenatori che faranno una grande carriera. Un tecnico non si giudica mai al primo anno, ne occorrono almeno tre. Bisogna valutare le idee, il gioco, ma soprattutto il suo comportamento nello spogliatoio. Poi bisogna capire se l'allenatore è un aziendalista oppure un testardo presuntuoso. Gli allenatori, oggi, devono essere manager e non tecnici. A loro, e grazie a loro, si devono meriti o demeriti di club che fanno il salto di qualità o falliscono. Sono allenatori che, nella peggiore delle ipotesi, gestiscono capitali da 6-7 milioni di euro. La nostra lista, le nostre spiegazioni. Consigli, forse, utili per il futuro.

Roberto Stellone, classe 1977. Scadenza con il Frosinone 2015
Ha il profilo giusto per allenare, già dal prossimo anno, in serie A. Porta il Frosinone in B al primo colpo, sta disputando una cadetteria da vertice e, tranne alcuni alti e bassi, ha un rendimento superlativo. Le sue squadre giocano molto bene in fase offensiva, specchio di un allenatore ex attaccante, dà grande sostanza e anche fuori dal campo ha il giusto atteggiamento. Una sorpresa per il suo approccio alla panchina. Gli manca l'ultimo anno a grandi livelli per la definitiva consacrazione. Miglior modulo, un pulito 4-4-2.

Massimo Rastelli, classe 1968. Scadenza con l'Avellino 2016
Ha fatto tutta la gavetta possibile, dalla Juve Stabia al Brindisi, da Portogruaro ad Avellino. Per conto suo parlano i numeri. In carriera ha una media di partite vinte del 41,6% e solo il 28,9% di sconfitte. Il vero artefice del miracolo Avellino di questo triennio. Una promozione in B con una squadra partita per fare un campionato di metà classifica, play off sfiorati lo scorso anno in B e quest'anno un campionato da vertice. Tutto questo con squadre che costano alla Proprietà gli stessi soldi ricevuti dalla mutualità della Lega. Il classico esempio di allenatore manager; individua i giocatori, li sceglie e li allena. Lo segue, non a caso, l'Atalanta. A lui si deve l'esplosione di Zappacosta e la seconda giovinezza di Castaldo. La fotografia di Rastelli è Galabinov. Cambiato allenatore, cambiato il rendimento. 3-5-2 pulitissimo con esterni utili nella doppia fase. Il suo problema più grande è quello di allenare nella sua Regione. Troppe pressioni ed aspettative. Un unico dubbio: la preparazione atletica. Nel girone di ritorno troppi cali, rispetto a quello di andata.

Roberto De Zerbi, classe 1979. Scadenza con il Foggia 2015
Da calciatore lo abbiamo lasciato arrogante e che si trascinava sul finale di carriera. Ha iniziato da allenatore ed è partito con il botto. Un ragazzino in panchina ma con il carattere giusto per farsi rispettare da tutti. Vera rivelazione dei tre gironi di Lega Pro. Il Foggia lotta per i play off con una squadra normalissima e costata pochissimo. De Zerbi ha grandi idee di gioco ed è molto pratico. Valorizza gli attaccanti, in accordo a quella che era la sua filosofia da calciatore. Può arrivare molto lontano. Modulo preferito: 4-3-3, come quello di Pasquale Marino ai tempi del Catania di De Zerbi, Mascara e Spinesi. 43,3% di vittorie ottenute e solo il 20% di sconfitte.

Mimmo Toscano, classe 1971. Scadenza con il Novara 2016
Allenatore giovane con idee da innovatore. Pragmatico e concreto. A Cosenza e Terni ha sorpreso tutti con i suoi risultati e le sue promozioni. Arrivava dalle giovanili del Rende e, da subito, ha saputo vincere con i grandi. Ha una grande dote: farsi rispettare nello spogliatoio e tenere sempre unito il gruppo. Si trascina da anni uno staff tecnico di elevatissima preparazione e ha capito che un allenatore meridionale per sfondare non deve restare in Patria ma deve emigrare al Nord. Ha una sua idea di gioco: 3-4-3, ma la sua duttilità quest'anno a Novara lo ha portato a giocare con il 3-5-2. Valorizza i giovani e fa guidare il gruppo ai "vecchi". Secondo i filosofi vince chi fa la collezione di figurine, gli hanno detto che aveva una corazzata ma per trequarti di stagione ha giocato con giovani del 96 (Dickmann), 95 (Schiavi) 94 (Vicari) e altri 90 come Tozzo, Bianchi, Faragò e Corazza. Ottimi metodi di allenamento. Se, davvero, questa squadra è diventata una corazzata grazie a Toscano lo dimostrerà nelle ultime 7 giornate. A Terni, in molti, lo rimpiangono.

Antonino Asta, classe 1970. Scadenza con il Bassano 2015
Signori, qui stiamo parlando di un allenatore che ha tutto per sfondare. Lo stiamo tenendo d'occhio da due anni e i risultati sono eccellenti, anche nelle difficoltà. Partito bene con le giovanili del Torino, potrebbe rappresentare proprio il futuro del Toro ed invece è stato scaricato con troppa fretta. Bene lo scorso anno a Monza, benissimo quest'anno a Bassano. Ama giocare con il 4-2-3-1, anche perché ha gli uomini per farlo. Iocolano ammazza gli avversari e Nolè e Pietribiasi li abbattono del tutto. Centrocampo di quantità, difesa da perfezionare, ma la qualità non si può improvvisare. Ha avuto un periodo di calo ma poi con 4 vittorie consecutive è tornato a lottare per la vetta, con 3 successi ottenuti in trasferta. Gran motivatore, non molla mai. Pronto per la B, con o senza Bassano.

Stefano Vecchi, classe 1971. Scadenza Inter Primavera 2016
La sua scelta può essere condivisibile o meno, noi non la condividiamo, ma il risultato non cambia. Anche con la squadra Primavera dell'Inter vince. Il Viareggio in cassaforte e la voglia di tornare ad allenare i grandi. All'apice della sua carriera è tornato indietro e nessuno glielo aveva chiesto. Il miracolo di oggi del Carpi capolista parte dalle sue fondamenta. Ottima stagione anche con il Sudtirol. Ha fatto tutta la trafila, quest'anno avrebbe avuto altre grandi occasioni in B ma il tempo per rimediare c'è tutto. Le sue squadre giocano bene e vincono.

Roberto D'Aversa, classe 1975. Scadenza con il Lanciano 2015
Continuare nel segno di Baroni non era facile, eppure è riuscito a tenere il Lanciano ad alti livelli. Il rischio era altissimo, lui è stato bravo a tenere unito il gruppo e alta l'attenzione. Prima direttore tecnico, poi allenatore. D'Aversa ha bisogno di altri due anni di rodaggio prima di essere del tutto pronto. Le premesse sono ottime anche se, quando non passi per i campi di Lega Pro, qualcosa ti manca sempre. Che alleni in B o in A. Lui ha avuto la fortuna di partire direttamente dal secondo piano del palazzo. Predilige il 4-3-3 ma cambia spesso e bene. Classico esempio di allenatore aziendalista.

Michele Marcolini, classe 1975. Scadenza con il Real Vicenza 2015
Lui diventerà allenatore. Prepara benissimo le partite, conosce tutti i calciatori e sa lavorare sia con i giovani che con le vecchie volpi (vedi Bruno). L'ex centrocampista del Chievo Verona è nel nostro mirino già da un paio di anni. E' partito subito forte con il Lumezzane, ricordandoci un po' Davide Nicola. Al Real Vicenza ha fatto un girone di andata da fuoriclasse, andando al di là delle più rosee aspettative, ma questo si è rivelato un boomerang perché ha fatto credere che una squadra buona fosse diventata la regina del torneo. Ha pagato con un esonero assurdo ed è stato richiamato ma, ormai, è troppo tardi e in queste ultime 7 giornate di campionato potrà dire poco alla stagione. Lui ha vinto! Giovane e preparato. Gli serve un altro anno di Lega Pro, ma con squadre che puntano a vincere, e poi sarà pronto per il salto in B. Farà strada.

Davide Nicola, classe 1973. Scadenza con il Bari 2016
Aveva detto che non avrebbe accettato proposte dalla B perché voleva la A. Poi ha fatto la fesseria ed è sceso di categoria, anche se la piazza è da serie A. Nicola è il classico esempio di allenatore gentiluomo. Persona educata e tecnico preparato. La B gli sta stretta. Ha bruciato tante tappe grazie a quel "folle" di Spinelli che lo prese a Livorno, dopo un solo anno a Lumezzane. Lui ha ripagato con i fatti e soprattutto con i risultati. In carriera ha vinto tanto (37,6%) e perso tanto (37%). Pareggia di meno (25,5% di pari in 4 anni). Lo aspettiamo in serie A.

Pasquale Padalino, classe 1972. Svincolato
Qui andiamo controcorrente. Non ha ancora vissuto fasi up della sua carriera, eppure crediamo tantissimo nelle sue qualità. Metodi di allenamento eccellenti, pugno di ferro quando serve e grande preparazione generica. Strano che finora ancora non sia esploso. Aspetta il suo momento ma se continua a scegliere Presidenti come Camilli, la sua esplosione avverrà nel 2034. 3-5-2 pragmatico, non si intestardisce sul 4-3-3 di zemaniana memoria. Nel breve potrebbe essere una piacevole sorpresa. Gli va data fiducia ma soprattutto gli va dato un anno intero per fare il suo mestiere.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...
Telegram

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ecco tutti gli errori fatti a Barcellona. Processo a Allegri. Douglas Costa non serve. Paragonare Dybala a Messi è follia. Donnarumma deve scegliere il Milan o Raiola. Inter, contatto per Chiesa 15.09 - Conosciamo troppo bene il calcio per non sapere che tirare conclusioni a settembre è roba da ricovero. Soprattutto quando si parla di Juve e di Allegri. Ricordate l’anno dei dodici punti in dieci partite? E comunque la non brillantezza, le partenze in salita a settembre, sono una...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Una brutta Champions e una speciale classifica: ecco quanto costano le squadre in Europa, che sorprese! 14.09 - Certo che questa due giorni di Champions non ci lascia con buoni pensieri... le italiane vanno male, un punto in tre partite, e comunque con una gara di sofferenza più che di sfortuna. La Juve che dimostra ancora di non essere al livello del Barcellona (e Dybala con alcune curve ancora...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Dybala-Messi, la differenza è abissale! Di Francesco, cena per Alisson… Inter, pensieri da grande! E brindiamo con Rooney… 13.09 - La Juventus ha perso al Camp Nou. Ci ha pensato Leo Messi a spegnere i sogni di gloria dei bianconeri. Tutti aspettavamo la consacrazione, l’ennesima, di Paulo Dybala. Non è andata benissimo… Ancora una volta, la Pulce ha confermato, a suon di giocate e leadership, di essere il numero...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: la questione europea e l'obiettivo già raggiunto. Milan: è il momento del silenzio (e delle scelte). Inter: c'è qualcosa che va oltre il campo. Napoli: 90' studiati a tavolino 12.09 - Buonanotte, tra brevissimo parleremo di calcio. È andato in onda lo show denominato Miss Italia, che poi è il celeberrimo concorso di bellezza. Una volta funzionava così: un gruppo di ragazze molto belle si metteva in mostra e il pubblico decideva (“Questa è la più bella, questa...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.