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Editoriale

Conte, basta piangere! Se vuoi, vai pure... Calciopoli, hanno perso tutti. Valzer delle panchine, retroscena e curiosità

30.03.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 40789 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Qualcuno, gentilmente, può liberarci di Antonio Conte? Il C.T. ha battuto tutti i record. Prima stava sulle scatole a tutti gli anti-juventini d'Italia, adesso li ha riuniti tutti. Diciamolo anche ad alta voce: non se ne può più di un allenatore che piange un giorno sì e l'altro pure. Minaccia, ad ogni giro azzurro, di andarsene e Carletto (No Tav) lo insegue come un fidanzato disperato per convincerlo a non andare via di casa. Non si fanno gli stage? Me ne vado! La Procura di Cremona continua ad indagare sui miei trascorsi a Siena? Me ne vado! Marchisio si è rotto e gli Elkann mi attaccano? Me ne vado! Vai Antonio, vai... Se ogni volta devi minacciare l'addio, stai sereno che nel nostro Paese abbiamo problemi ben più gravi di un allenatore che vuole lasciare il posto di lavoro per il quale viene pagato cinque milioni netti all'anno per due anni. Carletto (No Tav), ti do un consiglio: con questi soldi che risparmieresti dall'ingaggio di Conte potresti far firmare un bel biennale con opzione sul terzo e quarto anno a Fabio Capello. Lì in Russia, Don Fabio non prende soldi e l'Italia avrebbe un allenatore con mille A maiuscole. Basta coi giochini di Conte, il quale non aspetta altro che andare via da moralizzatore. La verità è che Antonio aveva sottovalutato il problema e, dopo la Juventus, non resisteva a restare a casa. Così come è fuggito da Vinovo, prepara la fuga da Coverciano. Si è reso conto che questa Italia non ha italiani di valore e soprattutto che questo ruolo non gli si addice. Cerca una panchina per 365 giorni all'anno e, ogni volta, matura l'idea di cambiare aria. Non vogliamo discutere dei metodi di allenamento, ma al CT dovrebbe essere chiaro che quando i calciatori gli arrivano in azzurro deve farsi il segno della croce e sperare che siano allenati; non può credere di fare una preparazione ad hoc in quei quattro giorni di raduno. E' stata la dura vita di Lippi, Donadoni, Prandelli e adesso tocca a lui. Quando ha firmato il contratto da dieci milioni di euro fino all'Europeo sapeva bene che non esistono stage, non esistono talenti e non esistono vie di fuga. Ci auguriamo per la Federazione che abbia inserito realmente una clausola in caso di addio: una penale che "obblighi" il Ct a non abbandonare la nave prima dei prossimi Europei.
E' stata la settimana di calciopoli, nove anni dopo si è chiusa la partita sullo 0-0. Non daremo giudizi perché non abbiamo la presunzione di dire quello che la giustizia in più di 3.000 giorni non è stata in grado di dirci. Facciamo semplici osservazioni. La prima: la giustizia sportiva va cancellata dalla a alla z e va riscritta con regole nuove e chiare. Se la giustizia sportiva radia o squalifica una persona dopo sei mesi e la giustizia ordinaria la assolve dopo nove anni ci sarà una incongruenza? Sì o No? Mette la X sopra. Se gli arbitri Bertini, Dattilo e compagnia cantando sono stati assolti, la cupola da chi era composta? Se Moggi è stato "prescritto" ma era il vero Diavolo del sistema, perché in nove anni non hanno prodotto prove chiare ed inconfutabili da spedirlo a Santo Domingo? Siamo in un Paese dove la giustizia sportiva e quella ordinaria parlano due lingue completamente differenti. Agli assolti chi restituirà il danaro e la carriera mandata in frantumi da giudici approssimativi e una Procura Federale che va contro a prescindere? Aprite gli occhi e giudicate sui fatti e non sulle carte. Moggi è stato incolpato per aver chiuso teatralmente Paparesta nello spogliatoio. Moggi è uno che al telefono racconta e inventa storie per pompare il suo ego ma, se un reato non l'ha commesso, la giustizia non può accusarlo di "pavoneggeria". Sarà un reato, certo, ma morale. Il sorteggio era manipolato ma nove anni dopo non hanno trovato il dvd che era la madre di tutte le prove. Ultima domanda: secondo voi, nove anni dopo, il calcio italiano è migliorato?
E' ancora presto per parlare di mercato ma, siccome il campionato è finito ed è una noia mortale, analizziamo il futuro delle panchine. Mihajlovic ha già confidato agli amici romani che il prossimo anno non allenerà la "Samp&Doria". Ferrero e Osti stanno studiando diversi profili: piace Di Francesco che potrebbe andare via da Sassuolo e per lui si sono chiuse le porte di Firenze, dove Montella dovrebbe restare. A Roma spingono Mazzarri e Branca ma, alla fine dei giochi, potrebbe restare Sabatini e al massimo ci sarà l'addio di Garcia; tutto dipenderà dal secondo posto. Il Milan non conferma Inzaghi, e fin qui ci siamo, ma studia varie ipotesi: quella Sarri è concreta e suggestiva. Salvo disastri finali, l'Udinese andrà avanti con Stramaccioni che ha ancora un anno di contratto e sarà allungato anche al Direttore Sportivo, Cristiano Giaretta in scadenza. A Palermo la corte serrata di Zamparini a Nicola Salerno continua (le mogli di Salerno e Zamparini andavano a scuola insieme) ma il ds non è tentato dal progetto rosanero, anche se vuole lasciare il Leeds a fine anno. La Lazio continua con Pioli, l'Inter con Mancini e, forse, il Palermo con Iachini. L'Atalanta aspetta il finale di stagione, perde quota l'ipotesi Rastelli.
Credo che abbiamo detto tutto. Al massimo, il resto, lo scriviamo lunedì prossimo.
Buona Pasqua.


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