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Conte, la condanna europea non si cancellerà mai. Fiorentina allo sbando. Napoli, Gattuso come Sarri

Conte, la condanna europea non si cancellerà mai. Fiorentina allo sbando. Napoli, Gattuso come SarriTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 14 dicembre 2020 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Lukaku, Sanchez, Hakimi, Sensi, Barella, Eriksen, Vidal, Kolarov, Young, Moses e tanti altri. In campo. Come tutor Lele Oriali che guadagna una barca di soldi, uno staff tecnico composto da amici e parenti per... non vincere nulla. Antonio Conte dovrebbe dare delle spiegazioni: se non vuole darle alla stampa perché non svela il piano B e non vuole dare giustificazioni ai tifosi, almeno, dovrebbe spiegare il fallimento totale alla sua società e proprietà. Come mai è stato accontentato in tutto sul mercato ed è uscito dalla Champions per il secondo anno consecutivo a calci, da ultimo in classifica in un girone anonimo dove c'era solo il Real Madrid, tra l'altro il peggiore degli ultimi 15 anni. Conte non può avere sempre un alibi per tutto, come Handanovic non può dire alla fine delle disfatta europea: "pensiamo al Cagliari". Cagliari cosa? Puoi vincere 10 partite 3-1 contro un Cagliari di turno ma questo non cancella quello che Conte avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Non ce l'abbiamo con Conte, ce l'abbiamo con chi non si assume le proprie responsabilità e se guadagni 12 milioni netti all'anno devi saper dire, ogni tanto, è colpa mia. Gli interisti hanno violentato il proprio DNA nerazzurro affidandosi ad un "gobbo" d'eccezione a patto che quel gobbo avversario di sempre portasse alla vittoria. Per uscire due volte alla fase a gironi di Champions, per non vincere scudetto ed Europa League e per essere fuori da tutta Europa a dicembre 2020 non serviva un nemico storico in campo come Conte. Mi prendevo Zenga e male che andava ottenevo lo stesso risultato: ultimo posto, dietro anche ai tedeschi di serie B. Basta leggere la prima riga di questo editoriale per capire come Conte debba delle spiegazioni a Marotta e, forse, tra poco Marotta le dovrà a Suning. Perchè se chiudo un bilancio con -100 milioni di euro e sono fuori dai giochi che contano a metà dicembre qualcosa andrebbe spiegata. C'è solo un modo per salvare, parzialmente non totalmente, la stagione. Vincere lo scudetto. Lo può perdere la Juventus, certo, ma bisogna fermare anche questo Milan che con spensieratezza ha trovato la giusta strada. Vincere a Cagliari, giocando 15 minuti, non basta. Questa squadra avrebbe dovuto dimostrare una crescita che non c'è stata nonostante un mercato da big. Conte non fa giocare a calcio le sue squadre, non propone nulla di nuovo e soprattutto ormai è un disco rotto. Gli anni della novità sono passati. Ormai non piace più il suo carattere e non è neanche un vincente antipatico. Tolto il vincente resta l'antipatico ma nel calcio ti passano l'antipatia solo se vinci.
La Juventus di Barcellona ha sorpreso tutti, ribaltando ogni pronostico. E' vero che di fronte c'era un Barcellona piccolo piccolo ma finalmente abbiamo visto qualche lampo di vecchia Juve. Ancora presto, certo, per dire che siamo di fronte alla nascita di una nuova era. Anzi, la brutta Juve del derby non era ancora stata cancellata. A Firenze si mette molto male per Commisso. L'esonero di Iachini e, soprattutto, l'arrivo di Cesare Prandelli non ha portato a nulla. La squadra è costata qualche soldino e subito l'americano di Italia ha dovuto finanziare il club dopo il bilancio in perdita. I risultati non arrivano ma soprattutto della squadra a stelle e strisce che voleva Rocco non vi è traccia. Ribery è stato un acquisto per i fotografi, l'assenza della punta pesa e di questo passo rischia di bruciare anche un patrimonio come Castrovilli. La Fiorentina non c'è, completamente nulla. Stagioni così sono davvero pericolose. Bisogna fare punti, anche sporchi, quanto prima per togliersi qualche problema dalla testa. Stesso discorso vale per il Torino. Squadre "materasso" come Benevento, Spezia e Crotone stanno dimostrando che il materasso lo lasciano in vetrina e non hanno bisogno di farsi un pisolino. Bene l'Udinese che ne è uscita a testa alta con tre vittorie consecutive grazie ad una rosa di grande qualità che sopperisce benissimo alle assenze di infortuni e covid.
In chiusura un Napoli spettacolare che anche quando non esalta vince. Grazie a Rino Gattuso che in un anno ha fatto un lavoro incredibile nella testa dei calciatori e sul campo. Grazie al suo staff di primo livello, Gattuso ha svoltato il Napoli. Una squadra che gioca bene e vince anche senza Osimhen. A Conte hanno preso di tutto, a Gattuso ne hanno preso uno solo e neanche può schierarlo. Il suo Presidente gli ha tolto, dalla classifica, 4 punti potenziali o almeno 2 e ha rigenerato anche Lozano, dando un importante valore di mercato dopo il crollo sotto la guida Ancelotti. Petagna che segna e decide la partita è un segnale. Tutti importanti, dal primo all'ultimo. Cambia la punta, mette quella pesante e con tanto di abbraccio al Mister Petagna regala i 3 punti al Napoli. Difficile che gli azzurri possano puntare al titolo ma il ritorno in Champion è il vero obiettivo di questa squadra. De Laurentiis, dopo la battuta a vuoto con Ancelotti, ha ritrovato il suo Sarri... più giovane. Ragazzi motivati, squadra a mille e in alto in classifica ma soprattutto calciatori con plusvalenze sicure per non chiudere in rosso per il secondo anno consecutivo. Gli allenatori sono fondamentali per una società. Possono valorizzarti tutto, così come possono distruggerti un capitale.

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