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Conte, no all'Inter. Sabatini pensa a Luis Enrique. Nainggolan e Manolas più vicini. Milan, Montella in bilico. Via senza Europa League. Roma, c'è Di Francesco

12.05.2017 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 36248 volte
© foto di Federico De Luca

Conte resterà al Chelsea, almeno così pare. Lo ha ribadito anche lui ieri facendo capire che dopo la Premier vuol provare a vincere la Champions e per chi vi scrive non è una novità. L’ho sempre capito (e scritto) dopo contatti, frasi, confessioni più o meno ufficiali. Non sono i soldi che possono far cambiare idea a Conte, ma il progetto calcistico e Suning (speriamo) deve capirlo.

Se, in linea teorica, dovesse saltare il rapporto con Abramovich, a corteggiare Conte c’è anche il Barcellona. E scusate se è poco.

L’Inter si arrende? Se conosco Walter Sabatini credo proprio di no. Ma nel frattempo il nuovo dirigente in capo dell’Inter si è mosso in altre direzioni e in particolare verso un allenatore che lui aveva portato a sorpresa nella Roma sei anni fa. Parlo, naturalmente, di Luis Enrique che lascerà il Barcellona. L’ex giallorosso ha fatto sapere di voler staccare per un anno, ha bisogno di rifiatare, ma Sabatini lo sta tentando per affidargli il rilancio dell’Inter attraverso un calcio moderno e spettacolare. E’ questa la strada che vuole percorrere il nuovo dirigente che non sembra innamorato del calcio di Simeone e del cholismo. Fra l’altro anche l’argentino ha fatto capire dopo l’eliminazione dalla Champions di voler restare all’Atletico per godersi il rilancio nel nuovo stadio dei biancorossi.

Ma se anche Luis Enrique dovesse dire no? Resta la soluzione Spalletti. Sabatini l’ha voluto alla Roma poco più di un anno fa, lo stima, non sarebbe un ripiego.

E’ chiaro che l’allenatore condiziona molto scelte e programmi, ma i giocatori da Inter sono già stati messi nel mirino. Sapendo che la Roma è in autofinanziamento, prima deve vendere poi comprare, l’Inter sta pressando Nainggolan e Manolas. I giallorossi vogliono non meno di sessanta milioni per il centrocampista, quaranta per il difensore. Tanta roba. Ma Sabatini ha buoni rapporti con l’entourage dei due giocatori, li ha portati lui alla Roma e sta lavorando. E Ausilio? Dovrebbe andarsene dopo l’arrivo di Sabatini? Se l’Inter vuole costruire una grande società ha bisogno di diverse figure di grande valore e queste lo sono. Serve lavorare in gruppo, per uno stesso obiettivo. Allora anche Marotta e Paratici dovrebbero essere incompatibili. Non mi pare. Vedremo come finirà, ma questa è la strada. Servirà al più presto anche Oriali e altre figure manageriali arriveranno.

In attesa, questo finale di stagione allucinante ha fatto saltare le certezze dell’Inter, ma anche quelle del Milan. Montella ha la fiducia di Fassone, ma il crollo dell’ultimo mese e mezzo non può non essere un campanello d’allarme. Mancano soltanto tre giornate e sembra un paradosso, ma se il Milan dovesse continuare a non vincere con prestazioni disastrose e perdere il sesto posto, la posizione di Montella potrebbe diventare ad altissimo rischio. Nonostante le smentite c’è davvero Mancini nella lista di Fassone, ma anche Spalletti libero dalla Roma, può diventare un allenatore da tenere sott’occhio.

Panchine bollenti ovunque. Di Francesco era già stato a casa di Corvino, promesso sposo della Fiorentina, ma l’accordo è saltato per la clausola (tre milioni), ma anche per la Roma. L’allenatore ha chiesto tempo per capire cosa faranno i giallorossi e la Fiorentina non ha gradito. Andrà davvero alla Roma ? Chissà

Ecco allora Pioli che è felice del corteggiamento di Corvino dopo il traumatico esonero, ma solo nei prossimi giorni e dopo aver risolto il contratto con l’Inter, valuterà a fondo i piani della Fiorentina. Si farà? Possibilissimo, ma la cautela è d’obbligo visti i no già incassati dai viola da Giampaolo, Sarri e Simone Inzaghi dopo Di Francesco. In questo momento la Fiorentina non ha grandissimo appeal complice un’annata triste, ma anche gli ultimi mercati completamente sbagliati. L’esame dei conti ha fatto inorridire tutti, forse anche Andrea Della Valle. I tifosi che si chiedevano dove fossero finiti i ventisei milioni della cessione di Alonso al Chelsea, hanno scoperto che quasi ventuno sono stati spesi da Corvino per comprare i sette-otto giocatori inguardabili (solo Sanchez è da 5,5 in pagella) arrivati l’estate scorsa. Diks e Toledo, già restituiti, sono costati quasi sei milioni. Olivera e Cristoforo quasi otto con 650 mila euro di provvigioni a Paco Casal noto procuratore uruguagio con il quale il Dg viola lavora volentieri. Olivera vale al massimo una buona serie B, mentre è stato lasciato andar via a zero Facundo Roncaglia, terzino che anche ieri sera ha segnato nella semifinale di Europa League.

Curioso poi che nei contratti di Olivera e Cristoforo sia stato inserito l’obbligo di riscatto in caso di salvezza. Erano ottimisti i dirigenti viola….avevano grandi obiettivi in estate. Questo spiega il grande freddo di oggi.


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