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Editoriale

Conte non prende l’Inter in corsa. Il piano di Marotta per convincerlo. Da Pogba a Chiesa, da Milinkovic Savic a Modric, tutte le piste. Via Icardi per fare cassa? Spalletti si salva se arriva terzo e vince in Europa. Di Francesco, ultima chiamata

14.12.2018 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 35792 volte
© foto di Federico De Luca

Beppe Marotta si è presentano con un’idea impegnativa: Sono qui per un progetto vincente. E già. E’ dal 2010 che i tifosi dell’Inter aspettano qualcosa di vincente e per riprovarci i nerazzurri hanno scelto non a caso, ma il numero Uno, quello che ha riportato in alto la Juventus e pazienza se fino a poche settimane fare aveva le mutande bianconere. Zhang si è turato il naso e ha deciso. Marotta amministratore delegato, avrà in squadra Ausilio, un altro che male non ha fatto e con il nuovo ad, lavorando in sintonia, potrà crescere ancora.
Parlando di Marotta il pensiero corre a Conte. Inevitabile e logico. Un manager porta avanti le sue idee, ha in mente certi giocatori e certi uomini che ritiene affidabili più di altri. Marotta con Antonio Conte ha rimesso in piedi la Juventus.
Ma perché proprio Conte? Un altro ex juventino? Il motivo c’è, fra gli allenatori bravi in circolazione Marotta sa che Conte è in assoluto il fuoriclasse nel rimotivare, ricostruire e riportare in alto i gruppi e rilanciare l’ambiente.
E’ quasi maniacale e all’inizio del suo lavoro è carismatico, coinvolgente, tutti lo seguono e si butterebbero nel fuoco per lui. E’ successo alla Juve, ma anche in Nazionale e al Chelsea. Magari dopo fa più fatica, ma nessuno come Conte ha questa capacità di trasformare tutto e subito e di far diventare oro quel che tocca, che poi è quello che serve all’Inter: ripartire immediatamente.
E Spalletti?
Spalletti non sta facendo male, ma neppure benissimo. L’eliminazione in Champions, per come è venuta, è una macchia. La gestione della gara di Londra col Tottenham è stata negativa, quella con il Psv una conseguenza. Ma anche la distanza dalla Juve in campionato va oltre i valori delle due squadre. Spalletti lo ha già capito: si salverà soltanto arrivando terzo e vincendo l’Europa League. Una missione complicata. Ma a Spalletti si imputa anche l’ostinazione con la quale ha preteso e voluto Nainggolan. Le perplessità c’erano, un giocatore che spesso si butta via come il belga, uno che gioca sul fisico e non fa vita da atleta, prima o poi paga dazio. E’ costato quaranta milioni e praticamente non ha ancora determinato una gara. Altre cose non tornano.
E allora ecco la candidatura di Antonio Conte che però, a scanso di equivoci o illusioni di qualcuno, non arriverà in corsa. Conte non ama queste soluzioni, ha già detto no a contatti avvenuti con la Roma qualche settimana fa. E prima ancora non aveva accettato le offerte del Real Madrid.
Marotta sa anche questo. Non cercherà di intervenire subito in alcun modo, o di forzare la mano, anzi. Nelle prossime settimane dovrà valutare e capire, poi interverrà.
Conte però lo vuole fortemente. Qualcuno dirà: ma alla Juve non si erano scontrati? Altri ricorderanno anche la famosa battuta del ristorante da cento euro. Vero. Ma la stima è immutata, all’epoca erano i programmi societari che non tornavano a Conte tant’è che s’è dimesso. Ma più che con Marotta ce l’aveva con Agnelli. Poi sono passati quattro anni, fra professionisti che si stimano si può ricominciare.
Conte, ovvio, è attratto dall’idea di provare a vincere con l’Inter, magari interrompendo la striscia della Juve. Ma sa benissimo anche cosa successe a Lippi quando passò dalla Juve all’Inter. Proprio la presenza di un manager come Marotta che lui conosce bene è la garanzia e la tutela. Lippi andò solo e fu travolto da un ambiente che non era il suo, con sistemi non condivisi.
Cosa farà Marotta per convincere Conte?
Il taccuino è pieno di nomi tutti di gradimento dell’allenatore, il piano è già stato concordato. Si proverà a prendere un centrocampista in grado di fare la differenza. Marotta ha gestito l’affare Pogba, è in contatto da settimane con Raiola per valutare la possibilità di riportare Paul in Italia ora che la rottura con Mou è definitiva. C’è da battere la concorrenza della Juve, guarda caso. Ma ci proverà. Un altro giocatore che ha provato a portare in bianconero è Milinkovic Savic. Ha già riallacciato contatti con Lotito. A Conte piace anche Chiesa e qui Marotta trova già terreno fertile, l’Inter lo stava già trattando. Ma c’è l’ok anche per portare a casa la trattativa Modric che va avanti da mesi. Conte ha in mente di farne il Pirlo per l’Inter. Obiezione: ma Zhang non ha problemi con il fair play finanziario? Vero. Qualche operazione in uscita Marotta la farà e sappiamo quante plusvalenze abbia portato a casa con la Juve. E se finisse sul mercato Icardi per 150 milioni? Il Real lo vuole. A Conte piace molto, da sempre, Morata. Una traccia da seguire.
Non solo Spalletti in difficoltà. Di Francesco è messo an cosa peggio, se la Roma non vincerà con il Genoa, non darà segni di ripresa, il suo destino sembra segnato. Detto di Conte che non è disponibile, in pole position per la sostituzione c’è Paulo Sousa già contattato qualche settimana fa. Piaceva già dai tempi della Fiorentina, per lui spinge soprattutto Baldini il consulente di Pallotta, mentre Monchi vorrebbe tenere Di Francesco e nel caso negativo potrebbero dire addio assieme alla Roma.


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