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SONDAGGIO
Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

D'Ambrosio e l'Inter: ci siamo. E il Toro chiede Botta. Pogba-Pjanic-Nainggolan: che girotondo... Caso Antonelli: a Napoli comanda Benitez. Le ultime su Paredes. Il Parma di Imborgia

Alfredo Pedullà è nato a Messina il 15 aprile 1964. Lavora a Sport Uno, giornalista per passione e convinzione. Il più bel premio ricevuto è l'affetto della gente
05.01.2014 00:00 di Alfredo Pedullà  Twitter:    articolo letto 52223 volte
© foto di Federico De Luca

Danilo D'Ambrosio vede Milano, ma esclusivamente sponda Inter. Storia di una trattativa decollata all'improvviso nelle ultime 36 ore. C'era la Roma, ha mollato, scavalcata. Sorpasso Inter, traguardo vicinissimo. Per il Toro una contropartita tecnica individuata in Ruben Botta, l'estroso trequartista che era stato parcheggiato al Livorno durante il grave infortunio ormai smaltito. La comproprietà di Botta e un conguaglio di circa un milione. Si è ragionato su queste basi, una soluzione in grado di soddisfare tutti. L'Inter vorrebbe dare Botta solo in prestito, cosa che farebbe con il Livorno, tuttavia Spinelli deve aspettare. Il Toro preme per la metà, vedremo. Saltasse la contropartita tecnica, ma Botta piace molto al Toro, l'Inter potrebbe aumentare il cash. Quando tutto sarà chiaro e ufficiale avremo tempo di raccontare mille retroscena, depistaggi, qualche bufala. Faceva parte del gioco, importante non cascarci. I tempi per il nero su bianco potrebbero allungarsi di cinque o sei giorni, in fondo stiamo parlando della prima operazione dell'era Thohir. Per D'Ambrosio pronto un contratto fino al 2018, da 1,3 milioni a stagione più bonus. L'Inter saluterà Pereira, il Marsiglia è vicino, potrebbe restituire Wallace al Chelsea, poi si dedicherà al resto. Da qui la forte accelerazione, con D'Ambrosio nel mirino. Stand by Guarin, stand by Lamela, stand by Lavezzi. Magari esce Ranocchia, ma gennaio è lungo, non bisogna avere fretta. Della serie: ponderare e decidere.
I pezzi da novanta sono a centrocampo, mica soltanto in attacco. Sono i giorni di Pogba, Pjanic, Nainggolan, Jorginho. Qualcuno vorrebbe allargare a Verratti (per il futuro). E chissà quanti altri protagonisti ci sarebbero, soltanto se guardassimo oltre gennaio. Ma no, fermiamoci ai giorni nostri, saranno intensi fino al 31. Pogba: la Juve lo strablinda (forzatura) molto presto, gli offre quasi la luna. Pensate: fino a tre mesi fa in casa bianconera si immaginava che un adeguamento fino a due milioni e mezzo sarebbe stato sufficiente per accontentare il Polpo Paul. Adesso si parte da una base di quattro milioni almeno, sapendo che qualcuno presto potrà offrirgliene il doppio. Questo qualcuno è il Psg, ma fino a quando Pogba e il suo mentore Raiola non avranno lancinanti mal di pancia la Juve non correrà rischi. Anche se è giusto mettere in preventivo che i francesi dello sceicco per la prossima estate metteranno sul piatto dai 50 milioni in su. E magari Verratti che piace alla Juve (molto) e anche al Real, qui si aprirebbero gli incastri che coinvolgono Pirlo. Quest'ultimo non ha ancora deciso se restare o meno, può anche darsi che dica si, ma dobbiamo aspettare.
Nel frattempo il Psg ha memorizzato una cosa: è la stagione giusta per provare a vincere la Champions. Quindi, se bisogna spendere la cassaforte è completamente aperta. Piace molto Pjanic, che la Roma vuole trattenere con una clausola alta, a costo di mettere Pastore sul piatto della bilancia. E quando sente il nome di Pastore a Sabatini vengono i mal di testa e i mancamenti come se fosse un vuoto d'aria: prima o poi, più prima che poi, spera di tornare a lavorare con il suo figlioccio. Ma per Pjanic resiste, nel frattempo marca sempre Parolo. Esattamente come il Milan spera sempre di chiudere Nainggolan, number one della lista. Radja era stato proposto indovinate a chi? Al Psg che evidentemente non è così allupato sull'argomento. La Roma in questi giorni è isolata, l'Inter può tornare, la Juve alla finestra. Certo, se Nainggolan anche stavolta restasse a Cagliari, sarebbe come minimo sorprendente. Ecco perché qualcosa accadrà, le motivazioni sono tutto. E lo stesso Cellino ha tracciato la strada giusta, sa di non poterlo più trattenere. Su Jorginho bisogna capire quanto durerà la resistenza del Verona; i rapporti con la Fiorentina sono ottimi, dalla Premier potrebbero rilanciare, restando tutto bloccato fino a luglio magari tornerebbe in lizza il Milan. Considerato che il futuro del diesse Sogliano potrebbe/dovrebbe avere i colori rossoneri.
Saranno i giorni di Leandro Paredes: da novembre vi raccontiamo che la Roma ha il 90 per cento di possibilità, ultimamente il ragazzo non ha fatto benissimo al Boca, ma ha un talento straordinario. Era stato proposto alla Fiorentina, che ha il posto libero, ma non c'è stato un impulso. La Roma cercherà di piazzarlo per non correre rischi, la sicurezza di Sabatini è che stiamo parlando di un predestinato. E poi si concentrerà, tra le altre cose, sull'operazione Iturbe da chiudere con il Verona, prevedibilmente per luglio. Aspettiamo.
Nessuno è maestro, nessuno può fare il Prof, bisogna sempre mettersi in discussione. Ma se annunci "Antonelli andrà al Napoli", caschi il mondo Antonelli deve andare al Napoli. Altrimenti devi dire: ci sono buone possibilità, anzi ottime, sono vicini, quasi sicuramente troveranno un'intesa... No, tu dici che sicuramente lascerà il Genoa per andare al Napoli, poi non ci va e te la cavi con "sono storie di mercato". Storie di cosa? Cantastorie... A proposito della vicenda Antonelli, voi sapete come la penso (senza peli sulla lingua): Antonelli buonissimo interprete, ma non in grado di fare la differenza in un club dalle ambizioni europee come quello di De Laurentiis. Ritengo, quindi, siano stati soldi risparmiati. Anche perché Zuniga torna, Armero magari non parte, Mesto sarà nuovamente disponibile non tardissimo. Insomma, sulle fasce non sarebbe un dramma. Aspettando l'ultimo e decisivo scatto per Gonalons, una cosa mi colpisce: come il lavoro di cucitura di Bigon venga spesso azzerato e respinto al mittente da Benitez. La conferma che a Napoli conta solo Rafè: era accaduta la stessa cosa anche per Astori, il diesse a tessere la tela, inutilmente. Bigon è un bravo ragazzo, gode di ottima stampa, ma arriva il momento di capire quando si è protagonisti e quando no. Lo ha fatto anche Braida dopo quasi 30 anni vissuti magicamente con il Milan...
Leggo un'intervista di Antonino Imborgia che racconta i suoi successi al Parma. Saponara di qua, Belfodil di là, "se non ci fossi stato io", della serie "lei non sa chi sono io". Io ricordo Imborgia procuratore, da dirigente incompiute una dietro l'altra. Se fosse davvero così bravo, ispirato e competitivo non pensa il signor Nino che sarebbe ancora in Emilia? Perché non c'è più? Come mai ha rotto il contratto? Suvvia, non raccontiamo barzellette: in Italia sono bravi tutti a difendere l'indifendibile, a dire "ero il migliore" quando non tanto all'improvviso hanno indicato l'uscio, con tanti saluti. il Parma è rappresentato dal portafoglio di Ghirardi, dal genio tuttofare di Leonardi e dall'instancabile Preiti. Il signor Imborgia ripassi la prossima volta, spiegheremo meglio: oggi è chiuso per ferie. Buon anno.


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