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Editoriale

Da Orsolini a Gabbiadini, quando gli agenti sbagliano parole e strategie. Dalla Juve all'Inter: le cifre che "drogano" il mercato. Ombre e luci su un gennaio atipico. Palermo verso la B e Lo Faso fa la Primavera...

Nato ad Avellino il 30-09-1983 vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb.
16.01.2017 15.10 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 50125 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Sapere che è, quasi, tutto finito a metà gennaio, sinceramente, ci porta un pò di tristezza. Poi capiamo le mosse di mercato dei dirigenti italiani e ce ne facciamo una ragione. Non a caso questo è il primo mercato di gennaio di programmazione e non distruzione. Crotone, Pescara e Palermo in B. Scudetto alla Juventus anche se quella di Firenze si è dimostrata fragile e vulnerabile. Una tra Napoli e Roma direttamente in Champions, l'altra al preliminare. Buone possibilità di riportare le due milanesi in Europa League e l'Atalanta che può coronare la sua stagione da sogno, come il Sassuolo scorso anno. Che barba, che noia... direbbero Sandra e Raimondo. A proposito: ma quanto ci mancano? E che diavolo, Mediaset, fai passare ogni tanto una replica di casa Vianello. Prima che arrivi Vivendi, ci faccia rivivere qualche emozione del passato. Come le emozioni che ho provato io a scoprire che grazie alla televisione in sala posso guardare Netflix direttamente in tv e non diventare cieco con il Mac a due centimetri. Signori, sono soddisfazioni per uno che non ama la tecnologia avanzata. Anzi, fate una cosa: ridatemi la macchina da scrivere che usavo nel 2000-2001 e 2002. Che divertimento. Vogliamo parlare di mercato questo lunedì o dobbiamo cazzeggiare? State calmini eh. Ci ripensavo: Allegri non è abituato a perdere ma da Doha a Firenze la Juve inizia a steccare un pò troppo. Meglio per il campionato che potrebbe riaprirsi, anche se resto scettico. E' stata la settimana delle spese folli in Italia. Prendiamo i giovani italiani ma li strapaghiamo. Delle due, l'una. O ci sono accordi tra club che non conosciamo e ignoriamo o ci sono delle valutazioni, nell'ultimo periodo, gonfiate. Adesso va bene tutto che l'Atalanta è il modello del calcio mondiale e la cantera migliore del pianeta terra ma prendere Caldara per averlo al 2018 e ingaggiare Gagliardini all'Inter e bloccare Orsolini dall'Ascoli per averlo a fine stagione, tirare una linea e vedere che la somma fa quasi 60 milioni di euro anche no. Romagnoli al Milan costò 25 milioni e sta dimostrando di valerli. Bertolacci fu pagato 20 milioni e oggi ne vale meno della metà. Lo scorso anno, su Sportitalia, abbiamo fatto 134 puntate sul fenomeno Sensi e tutti lo paragonavano a Verratti che al povero Marco gli saranno fischiate le orecchie e per la Juve sembrava questione di vita o di morte prendere Sensi. Lo prese in collaborazione con il Sassuolo e oggi di Sensi non abbiamo grandi notizie. La serie A sembrava non poter fare a meno di Trotta che si urlava allo scandalo che un attaccante così giocasse ancora in serie B. Arrivato in A non abbiamo più titoli da spendere. E Grassi dall'Atalanta al Napoli? Non possiamo perderci questo talento. 6 mesi dopo è tornato all'Atalanta che, se tutto va bene o potremmo dire se tutto va male, va a giocare ad Empoli. Cosa vogliamo dire? Che le valutazioni dovrebbero essere fatte con un criterio preciso e se ci sono cose che non sappiamo allora diteci di non guardare e non sentire ma consentiteci di porci qualche domanda. Almeno quello. Che Orsolini sia forte nessuno lo mette in dubbio ma che la Juve arrivi a spendere 6 milioni di euro più 4 di bonus per un ragazzo che ha fatto un girone a buon livello ci sembra tantino. La vera fortuna di Orsolini è stato lo spot gratuito di Galliani. Ad un certo punto sembrava che la nostra vita non potesse andare avanti se qualche big non chiudesse per Orso. Gli agenti molte volte fanno le fortune dei calciatori, altre fanno danni. Con le parole o con le strategie. Parliamo di due nostri amici del calcio, giusto per rendere l'idea che per noi la "legge è uguale per tutti" e non vogliamo guardare in faccia a nessuno. Poi se è un'amicizia di interesse tanto meglio perderli che trovarli. Donato di Campli ha fatto una grande operazione con Orsolini, così come fu per Verratti a Parigi, ma quando parla spesso fa danni. Prima fece incavolare i francesi, a proposito del rinnovo di Verratti e adesso si fa smentire da Orsolini che pubblicamente dice di prendere le distanze dal suo agente quando lo paragona a Robben. Già questo ragazzo arriverà con un macigno sulle spalle, da qui alla fine del campionato di B da lui ci aspetteremo tutti 8 in pagella e almeno 1 gol ogni due partite, c'era bisogno di pressarlo ulteriormente con scomodi paragoni? No. Prendete, invece, la trattativa Gabbiadini. Silvio Pagliari fece una grande operazione a portarlo a Napoli ma adesso che non riesce a tirarlo via sta sbagliando tutto nel disinteresse del ragazzo. Anche il Napoli ha sbagliato strategia ma più passa il tempo e più Gabbiadini dovrà accontentarsi e anche il Napoli non incasserà quanto avrebbe voluto. Pagliari avrebbe dovuto impuntarsi maggiormente la scorsa estate quando, davvero, c'era la fila per Manolo. Da sempre si sapeva che Sarri non puntava sul ragazzo ma allora non aveva senso tenerlo ancora a Napoli. Adesso è scaricato ufficialmente e il prezzo è crollato come sta crollando l'autostima del ragazzo. Un calciatore forte ma con poca personalità. Quando c'è da andare al braccio di ferro con le società i procuratori devono farlo, in questa circostanza Pagliari non ha avuto la forza di gestire Gabbiadini. Sarà che il passato di Pagliari è da Direttore Sportivo e non da agente, sarà che trattare con De Laurentiis non è facile sta di fatto che oggi per piazzare Gabbiadini Pagliari sta chiedendo aiuto, in giro per il Mondo, ad una serie di intermediari. In bocca al lupo a Silvio che sicuramente saprà trovare la migliore soluzione per Gabbiadini. Mi chiedevo una cosa, tornando all'argomento di prima: ma se Orsolini, Gagliardini e Caldara insieme valgono 60 milioni di euro singolarmente quanto valgono Dybala, Naingollan e Mertens? E' solo pura curiosità, nessuna cattiveria.
Ultima riflessione sul Palermo mentre Zamparini (mentre scrivo sta riflettendo) potrebbe cambiare il terzo allenatore della stagione. Il Palermo è senza programmi, la squadra si è assuefatta alla sconfitta ma cosa aspetta il Palermo almeno a lanciare i giovani di valore che ha? Non è possibile vedere Simone Lo Faso ancora giocare in Primavera, un campionato che neanche allena il ragazzo con qualità oggettive sopra la media. Ma che il Palermo lo butti in prima squadra, almeno a fine anno troveremo forse qualcosa da salvare a questa barca che sta affondando. Nella vita bisogna avere la maturità e l'intelligenza di capire quando il film è finito e quando bisogna abbandonare la sala. A Palermo, in sala, è rimasto solo Zamparini con la puzza dei pop corn e con lo schermo nero. Non c'è nulla da proiettare, la scritta "the end" è passata da un pezzo e non c'è neanche più l'omino che all'ingresso stacca i biglietti. Il Palermo ha tradizione, storia e tifoseria. Zamparini è il proprietario non il padrone. Qualciuno dovrebbe intervenire perché Palermo non merita di diventare la barzelletta di Italia e non merita di stare sullo stesso piano di Crotone e Pescara che, per un motivo o per un altro, hanno tradizioni diverse dal Palermo. Anche e soprattutto budget diversi. Si può perdere, si può retrocedere, gli errori calcistici e di valutazione tutti li possono commettere ma dopo la fortunata salvezza dello scorso anno, almeno, la dignità Zamparini avrebbe dovuta salvarla per il nome della città che porta in giro.


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