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Editoriale

Danilo: 5 big in lotta per il gioiello del Porto. Leonardo, torna al Psg. Milan: Paletta esclude Munoz, importante Baselli… Osvaldo: o gli Emirati o il Boca Juniors

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
07.02.2015 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 26322 volte

Si chiama Danilo Luiz da Silva, classe 1991. Dopo il disastro mondiale del Brasile della scorsa estate, è diventato un punto fermo della Seleçao. A destra può fare sia l'esterno difensivo che di metà campo. E' la nuova grande fiche del mercato. Il suo contratto scade nel Giugno 2016 e fra dieci mesi sarà libero di firmare a zero. Dal momento che il Porto per un crack del genere chiederà una cifra molto molto alta che nessun Club, neanche quelli che vanno per la maggiore sul piano economico, sarà disposto a sborsare con il retropensiero che di lì a poco il giocatore sarà libero, la corsa è sull'ingaggio. Se la Juventus avesse ceduto Vidal la scorsa estate, avrebbe potuto essere competitiva per il suo acquisto. Ma perso l'attimo, la corte a Danilo è diventata di quelle asfissianti. C'è coda. In Italia tre squadre sono scatenate sottotraccia: Juventus, Milan e Roma. Ma i nuvoloni che si profilano all'orizzonte sono di quelli cupi e spessi: ebbene sì, Barcellona e Bayern Monaco. Attenzione, perché se questi giganti stanno pensando di muoversi, il giocatore è davvero bravo.

Prima della voce di Leonardo nuovo commissario tecnico del Giappone, la sensazione filtrata da ambienti non sportivi era che il vero obiettivo del brasiliano fosse quello di tornare al Paris Saint Germain. E dopo la voce di Leonardo nuovo commissario tecnico del Giappone, la sensazione confermata questa volta da ambienti sportivi è che Leonardo presto tornerà al Paris Saint Germain dopo le dimissioni del Settembre 2013. Non ne siamo e non ne saremmo sorpresi. A parte quello con il Milan, per il risentimento che Leo dichiara ancora agli amici di nutrire nei confronti del presidente Berlusconi, l'ex nazionale brasiliano non ha mai reciso i cordoni ombelicali, non quello con l'Inter e nemmeno quello con il Club parigino. Per nulla attratto dalla panchina, a Leo non dispiacerebbe, forse, riprendersi quella scrivania dirigenziale che ormai sente sempre più adatta alla propria vocazione nel mondo del calcio e magari far coincidere l'operazione con la partenza di Ibra la cui personalità in questo momento al PSG oscura sia quella di Blanc che degli stessi attuali dirigenti.

Ma Munoz? Era la domanda che saltava di bocca in bocca negli ambienti rossoneri, dopo che la notizia dell'arrivo di Gabriel Paletta era ormai trapelata. Pare che la risposta sia stata: Munoz era una ipotesi, ma per Luglio. Era una ipotesi...sembra quindi superata. Altrettanto non si può dire per Daniele Baselli, uno di quei centrocampisti che i tifosi rossoneri sognano per ricostruire l'intero reparto del Milan in estate. Non a caso Adriano Galliani ha utilizzato due spiegazioni differenti allo sciame sismico del mercato-Milan di Gennaio: per Baselli c'è una sorta di opzione morale, per Munoz invece nessun impegno scritto o verbale che sia. Il Milan di questa ultima settimana è stato esemplare e deve essere di monito a se stesso, al di là della durissima prova di stasera a Torino. E' stato finalmente il Milan. Anzi di più, il Milan 2.0. Un Milan non a due velocità ma, attenzione, a doppia velocità. Semplicemente meraviglioso il progetto del nuovo stadio ispirato e proposto alla città da Barbara Berlusconi, assolutamente di sostanza il gruppo di nuovi acquisti presentati da Adriano Galliani a Casa Milan. E' il Milan delle due energie che si sommano e non si sottraggono, giustamente pensato dal presidente Berlusconi nel novembre del 2013. Con la mano felice di Barbara Berlusconi che raddoppia (dopo Casa Milan, sarà un grande successo anche lo Stadio) e con Adriano Galliani che la sera dopo gli striscioni prende il treno da solo e va a citofonare a casa Destro con sacro fuoco e umiltà. Un Milan in sostanza senza acque limacciose e senza spazi per i falchetti da bar, ma che vuole tornare a fluire limpido, a scorrere pulito. Esattamente quello che auspicavamo una settimana fa, proprio in questa Sede.

Osvaldo non ha rescisso con l'Inter ed è la quarta situazione di mercato consecutiva che il Club nerazzurro sembra subire più che determinare. Dopo la lunga novela Sneijder pagata a prezzo abbastanza alto sul mercato della valutazione del giocatore e dopo non aver oltrepassato il guado dell'indecisione sia per Guarin che per Ranocchia (inutile crocifiggerlo adesso per l'errore di Napoli, il ragazzo, un talento vero, doveva partire, adesso gioca in sfiducia), molti tifosi speravano nell'inserimento in extremis di Osvaldo nella lista UEFA per l'Europa League. E invece niente. Nonostante le ore aggiuntive in cui si è fatta attendere la lista nerazzurra rispetto a quelle delle altre squadre che l'avevano già resa nota, avessero fatto intuire una trattativa Inter-Osvaldo per il reintegro, così non è stato. Osvaldo ha ricevuto offerte dagli Emirati Arabi, ma non sembra convinto. Non subitissimo, ma alla fine Osvaldo andrà al Bocas. Questo filtra da radio-mercato. Stessa frase per Antonio Cassano: alla fine andrà al Bari. L'unica vera offerta ricevuta da Fantantonio.


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